Acquaneve

Da La Quarta Era Wiki.

Informazioni città
Nome Acquaneve
Altri nomi
Descrizione Seconda città per grandezza del regno di Rohan
Regno Rohan
Regnante
Regione Mark
Fondatore rohirrim
Posizione E' situata lungo il corso del fiume omonimo



Indice

Generale

Il villaggio di Acquaneve è situato a sud del fiume da cui l’insediamento prende il nome, posizionato a nord-ovest rispetto a Edoras.
La storia di Acquaneve è molto antica, si radica molto prima della costituzione del Regno di Rohan: il primissimo insediamento fu costruito negli anni successivi al 3320 della Seconda Era della Terra di Mezzo, quando Elendil e i figli fondarono i regni di Arnor e di Gondor, in seguito alla caduta di Numenor.
Gli uomini di Gondor edificarono un piccolo villaggio fortificato, attorniato da 10 torri circolari, di cui 2 più grandi, che tuttora caratterizzano l’insediamento: oltre ad esse all’interno della cinta muraria venne eretta una torre di vedetta, simile a quella di Amon Sul nel nord e a molte altre torri di guardia numenoreane e le vie interne vennero lastricate con basalti provenienti dagli Ered Nimrais, i Monti Bianchi.
Negli anni l’insediamento, che non aveva il nome odierno, fu un posto di guardia molto importante per la difesa del grande regno di Gondor: da esso partirono 200 arcieri scelti che presero parte con il grande esercito dell’Ultima Alleanza all’assedio e alla sconfitta di Mordor, sul finire della Seconda Era.
Nonostante la sconfitta di Sauron, la Terza era della Terra di Mezzo vide la decadenza, ma anche la rinascita del villaggio. Gli anni 1636-37 sono tristemente ricordati negli annali degli uomini come gli anni della Peste che partendo da Osgiliath, come un esercito silenzioso e mortale, flagellò il reame di Gondor: il villaggio non fu risparmiato e ¾ della sua già piccola popolazione fu decimata. Quello che non portò via la malattia falciarono le empie lame degli orchi e i denti aguzzi dei warg selvaggi: impossibilitati a ricevere rinforzi il villaggio cadde e divenne tetro bivacco per gli orchi, che tuttavia lo lasciarono ben presto, non prima di aver divelto le mura e la torre centrale. La volontà dei Vala però volle che le torri rimanessero sostanzialmente intatte e che gli orchi se ne andassero prima di completare l’opera di distruzione.
Seguirono gli anni dell’abbandono e della più completa incuria: erba e sterpi invasero le vie lastricate e coprirono la grande fontana al centro della piazza. Alcune piene del fiume Acquaneve lesionarono alcune delle torrette, e la vegetazione, piano piano, nei circa 900 anni seguenti, diventò padrona incontrastata del sito.
Nel 2510 della Terza Era della Terra di Mezzo le schiere di Eorl il giovane sconfiggevano i Balchoth e tutta le terre del Calenardhon, tra l’Isen e l’Anduin furono date a Eorl come segno tangibile di ringraziamento da parte dei regnanti di Gondor: era nato il Regno di Rohan. Fu proprio in quegli anni che i ruderi vicino all’Acquaneve vennero riscoperti dai valorosi Rohirrim che vi si stabilirono e fondarono un nuovo villaggio, che prese il nome che tuttora porta: Acquaneve.
Con i massi rimasti furono rimesse in piedi le torri distrutte negli anni: venne deciso di collegare le varie torri con delle solide palizzate di legno, davanti alle quali fu scavato un fossato collegato direttamente al fiume mediante delle chiuse: in caso di necessità le chiuse possono essere aperte dalle due torri adiacenti.
Negli anni che seguirono Acquaneve, pur essendo un piccolo borgo, divenne un luogo importante per il regno di Rohan: neanche il lungo inverno, finito nel 2759 della Terza Era, indusse i cittadini ad abbandonare il villaggio, anche se fu un periodo molto duro, come del resto per tutto il regno.
Sul finire della Terza Era, come circa 3000 anni prima, da Acquaneve molti intrepidi Rohirrim partirono alla volta dei Campi del Pelennor, guidati da Re Theoden, figlio di Thengel.
Nella Quarta Era della Terra di Mezzo, Acquaneve è un villaggio vitale, dotato di un piccolo porticciolo con adiacente una piccola guarnigione


Edifici

Locanda “Alla Vecchia Lanterna”

Luogo di ristoro per viandanti e residenti, questa taverna è situata all’interno della città ma non molto distante dal fiume, il cui rumore nei giorni ventosi può essere avvertito in lontananza. Estremamente spartano, ospita al suo interno un rozzo bancone con relativi sgabelli, e non più di cinque tavoli da un paio di posti ciascuno. Nelle giornate d’estate solitamente viene allestito un ampio telone all’esterno sotto il quale vengono disposti una manciata di tavolini, diventando così un luogo dove passare una serena giornata in compagnia o anche per festeggiare piccoli avvenimenti.

Piazza centrale

Piazza situata nelp unto nevralgico della città è esempio di un’arte antica ma ancora viva nei costumi e nei colori. Al centro s’erge una scultura rappresentante un famoso nobile su di un destriero impennato in assetto di guerra. Alla base della scultura vari zampilli d’acqua vanno a circondarla così da formare una modesta fontana. Tutto attorno la piazza si diramano vari vicoli molto stretti, ai cui lati si ergono palazzi antichi di grande valore, i cui bassorilievi sulle facciate e sui portoni abbelliscono ulteriormente il luogo.

Spiaggia

Questo luogo come è facile intuire, affacciato sul fiume, è completamente ricoperto di sabbia finissima, tipica del posto. Gli scogli sono difficili da vedere ma non rari, e solitamente sono ormai consunti dal tempo e dall’avanzare del fiume che ne ha addolcito le sporgenze. Nonostante la sua apparente apertura, lungo tutto questo litorale interno alle mura si alternano diverse balestre di grande portata, rivolte verso l’acqua, mentre delle secche difficili da individuare rendono difficoltoso l’avvicinamento per i non esperti del luogo alla costa.

Porto

Lungo il litorale, è possibile scorgere una piccola insenatura naturale ove sorge il porto della città. Battuto costantemente da battelli mercantili e altre imbarcazioni, è il luogo di indiscussa vivacità economica della città, fonte di sostentamento primaria. Qui le imbarcazioni scaricano e ricaricano merci di varia natura, provenienti dal territorio interno al Mark e soprattutto dalla vicina Edoras. Le imbarcazioni propriamente appartenenti alla città sono circa sei piccole imbarcazioni da trasporto e una media, per un totale di trasporto di circa centocinquanta uomini, ideale per una possibile evacuazione dell’avamposto.

Mercato

Il mercato situato nelle vicinanze della piazza principale è il posto di grandi acquisti e vendite, di tutto ciò che può essere interessante comprare. Si possono infatti trovare i lavori dei fabbri direttamente dalle loro fucine, come le armi o imponenti armature, oppure vestiti ricamati da abili sarti e molto altro ancora. Solitamente frequentato da una cerchia assai eterogenea di cittadini e viandanti, rimane aperto ogni giorno pronto a soddisfare le richieste della clientela.

Palazzo della Lancia

Palazzo risalente alla Terza Era, si trova nella parte più interna della città, antistante alla piazza centrale. Si erge su tre piani, ed è stato fortificato in seguito alla sua costruzione con l’aggiunta di diverse feritoie e due torri in pietra che s’ergono su due dei quattro pilastri tra loro opposti. All’interno la costruzione ospita a piano terra un’ampia e ben fornita armeria, sulla destra oltre la porta d’ingresso, mentre al centro vi è la piazza d’armi, e oltre una scala a chiocciola che porta a tutti i piani senza interrompersi. Al primo piano vi sono le camerate del Quarto Ramo dell’Eored Rohirrim che qui trova la sua sede. All’ultimo piano le diverse stanze sono state adibite a centro amministrativo dell’intera città. Infatti qui si trovano la tesoreria e i vari altri uffici finalizzati alla gestione del centro cittadino e del contado.


Difese della città

La città è attorniata da una ininterrotta cinta di palizzate in legno alte otto metri e larghe circa due. La palizzata cinge l’avamposto a semicerchio, esaurendosi sulle rive del fiume Acquaneve. A distanza regolare, tra le palizzate sono disposte delle torri in pietra imponenti dalla base circolare, per un totale di dieci su tutta la superficie della prima difesa. Le torri sono alte circa dodici metri, e presentano su tutte le pareti delle efficaci feritoie, e in cima, un piano scoperto e cinto da merlate, al centro del quale vi è una balista di medie dimensioni. Innanzi le palizzate vi è un fossato di circa tre metri di profondità, il quale è solitamente asciutto, ma in caso di assedio può essere riempito con la stessa acqua del fiume, abbattendo le due chiuse che sono state poste tra il fiume e l’inizio del fossato. Sulla spiaggia sono disposte diverse baliste alzate di poco su piattaforme in legno e rivolte verso le acque del fiume.


Voci correlate

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