Campi Verdi
Da La Quarta Era Wiki.
Al sorgere della primavera, quando sui monti candidi la neve gelida si scioglie e per lo zefiro la zolla si fa soffice, gli ameni campi di Contea si rianimano ed i laboriosi contadini inizian la fatica di affondare l'aratro e il vomere a risplendere per l'attrito del solco. Alla speranza ardente dell'agricoltore risponde solo quel campo che due volte sente il sole, due volte il freddo: il suo raccolto smisurato gli sfonderà i granai. Gloria a te, terra di Contea madre fecondissima di messe, è tempo che si parli della natura dei campi: che vitalità, colore e attitudine a produrre abbiano ognuno. Una terra feconda e giustamente intrisa di umori, una campagna folta di erbe e fertile per natura: questa nel tempo produrrà viti sceltissime, fiumi di vino, uva e del liquore che si consacrerà in tazze d'oro. Verdi sono i lussureggianti pascoli della fertile Contea, dove in mezzo al verde del fiume vivono cigni bianchi come neve, e limpide le cerulee sorgenti, fonti inestimabili di vita.Ma poi l'inverno circonda di gelo la campagna e tutto cade in sonno profondo in attesa della primavera, che giunge quando gli uccelli candidi ritornano a volar leggiadri in cielo. Così è primavera, per gli alberi, per le foglie dei boschi, e , invocando la semina, la terra si gonfia. Allora il cielo, con piogge fertili, nutre ogni frutto. Arbusti solitari risuonano del canto degli uccelli, la buona terra rinverdisce e all'aria mite dello zefiro si schiudono i campi; ovunque si sparge un tenero umore e i germogli si affidano sicuri al nuovo sole; anche i pampini non temono il sorgere degli astri o le piogge spinte nel cielo da violenti aquiloni, ma mettono le gemme e spiegano tutte le foglie. Giorni diversi non credo che brillassero un tempo alle origini del mondo o di diverso tepore: era primavera: su tutta la terra passava primavera, ed Eru trattenne i turbini d'inverno quando i primi animali bevvero la luce