Confraternita delle Arti

Da La Quarta Era Wiki.


Indice

Cenni Storici

Il vecchio cantastorie sedeva attorno al falò, raccolto tra il suo attento pubblico, per lo più giovani ragazzi. <Orbene miei giovani, questa notte non vi narrerò storie di battaglie che furono, di glorie corrotte o di impavidi eroi, non questa notte. Ascolterete, miei giovani interlocutori, la storia dell’arte e di come alcuni vissero all’insegna di essa la loro vita e ragione d’essere> I ragazzi attorno al fuoco parvero delusi dalle parole del menestrello. Fino ad ora il vecchio aveva loro narrato di antiche avventure e storie divertenti, eroiche gesta e vili tradimenti, ma quella che si accingeva a raccontare sembrava una storia di tutt’altro genere. <Abbiate pazienza miei giovani amici, non tutte le storie narrano di guerre e battaglie, soldati ed eroi. E poi, chissà che anche voi non troviate infine interessante la storia della Confraternita delle Arti.> Lasciò dunque un’ultima breve pausa per suscitare curiosità nel suo giovane pubblico, sospirando, prima di addentrarsi nei meandri di una storia avvenuta in tempi remoti, eppure ancora inconclusa. Prendendo dunque un lento respiro, ecco le parole del cantastorie scivolare lente nelle tenebre di una notte senza tempo. <In principio furono i Primogeniti i primi a conoscere la musica e l’arte. Grande era il desiderio dei Valar che essi imparassero ad apprezzare le arti e molte le aspettative che essi rimisero nei primi figli di Ilùvitar il Sommo. Ma molto tempo passo perché gli Immortali conoscessero la musica e il canto. Si narra e si dice che in tempi remoti vagando per il bosco di Nan Elmoth, Elwë Singollo udì il canto di Melian la Maia. E si sussurra che fu un canto sì divino e affascinante che lo stesso Elu Thingol decise di rimanere nelle terre del Beleriand, abbandonando i propositi di raggiungere il Reame Beato. Fu allora che il seme della musica e dell’Arte divina germogliò nel cuore degli Immortali, primo tra tutti in quello di Elwë che cadde sotto il dolce incantesimo della voce di Melian. Eppure non solo Thingol godette di simile privilegio. Vedete, miei giovani amici, lungo le coste della terra ora divorata dal Grande Mare erano radunati in tempi remoti numerosi Eldar che tardarono nel raggiungere la contrada dei Valar. Erano costoro i Teleri, la terza e ultima schiera degli Eldar diretti ad Aman. Grande fu il loro dolore nel vedere di aver tardato la partenza, ma un Maia parve interessarsi alle loro sorti, dando loro posto nel proprio cuore. Era costui Ossë, vassallo di Ulmo. E il Maia sedeva su uno scoglio in prossimità della spiaggia, ammaestrando i Teleri nelle arti della musica e della melodia marina, insegnando loro ad apprezzare l’Arte e animarla nei propri cuori. E tra essi molti furono grandi musicanti e cantori e le loro voci narrarono leggende che alcuni di voi manco immaginerebbero. Le arti si diffusero col tempo nel popolo degli Immortali e non crediate che solo le genti della costa del Beleriand e quelle di Elu Thingol ne fossero maestre. Vi furono grandi cantori e artisti, menestrelli e musicanti. Tra questi Maglor stesso, secondogenito di Feanor il Noldor.> Il racconto si interruppe dunque, lasciando crescere eventuali dubbi tra il giovane pubblico. Del resto dai racconti del menestrello, Maglor era loro conosciuto come nobile guerriero, abile nel destreggiarsi con le armi, non di certo come un cantore di eccelsa fama. <Maglor fu nobile guerriero, ma ancor prima e alla fine della sua storia grande cantore. Alcuni sussurrano ch’egli ancora oggi vaghi per lidi solitari lungo mari sconosciuti, cantando la sua tristezza e dedicando ciò che d’egli rimane alle arti, spettro di un tempo che or più non è. Ma grande tra i menestrelli e cantori fu Daeron, custode del sapere presso la corte di Elu Thingol. Celeberrima la sua fama, sia come artista che come ideatore di rune, il menestrello del Doriath non aveva eguali nel competere nell’arte, superando lo stesso Maglor. La mente feconda e vivace di Daeron divenne per motivo di ammirazione per alcuni e le sue opere si tramandarono nei tempi a venire, sicché anche coloro che non lo conobbero ne impararono le gesta e l’arte. Sull’esempio di questi illustri Immortali, molti altri Eldar preferirono alla lama la musica, all’arco la poesia e approfondirono arti delle più distinte tra di esse, ognuno di loro tuttavia accomunato agli altri dalla dedizione nelle arti. E presto la loro dedizione e passione si diffuse come fiamma tra covoni di fieno, divampando persino tra gli Edain, i Secondigeniti. Questi erano forse meno portati degli Immortali nelle arti, fossero esse musica o canto, poesia o recitazione, pittura o scultura; ciononostante fidatevi di me se vi dico che alcuni raggiunsero abilità incredibili, al pari dei Primogeniti. E che dire delle voci allegre dei Mezzuomini e dei canti dei Nani in grado di animare un’intera comitiva, creando allegria e festa anche nei cuori più introversi?> Con un lento sospiro il vecchio cantastorie prese una pausa nella narrazione. Ma tra il suo giovane pubblico un ragazzo gli rivolse una domanda. <A che servono musica e arte se ti trovi di fronte uno di quei mostri di cui tanto ci hai raccontato? E come nacque la Confraternita delle Arti?> domandò con voce spavalda e sicura di sé il ragazzo. Il vecchio attese prima di rispondere, lasciando che la domanda del ragazzo serpeggiasse nella mente degli altri presenti e preparandosi a proseguire. <Che cosa sarebbero la gloria e le eroiche gesta senza qualcuno che le narri? Che senso avrebbe la pace se mortali e immortali conoscessero solo l’arte della guerra? Io sono cantastorie e il mio verbo forgia nel tempo la fama di valorosi guerrieri che nulla sarebbero senza di me di fronte all’inesorabile trascorrere del tempo. Io allieto i cuori della povera gente, discostandone i pensieri dai tristi eventi con le mie arti e con esse aiuto anche i valorosi guerrieri nelle loro gesta. Chi sarebbero Thingol il Beato e Fingolfin l’Alto Re? E chi conoscerebbe le imprese folli eppur grandi dei figli di Feanor se io non le narrassi?> Si interruppe dunque il cantastorie, scrutando con i suoi occhi penetranti i volti dei presenti, pronto ora a proseguire nel tentativo di fugare ogni dubbio rimasto. <E se qualcuno di voi avesse ulteriori dubbi su queste mie parole, lasciatemi che vi domandi se sappiate chi riuscì e come a domare Carcaroth, il grande lupo di Thangorodrim e Melkor stesso, il Vala corrotto e decaduto, detto l’Avversario dagli Eldar? Intuisco bene che vi sorprenderete al sapere che fu Lùthien, la figlia di Melian la Maia, a domare Carcaroth il temibile lupo e lo stesso Morgoth, col solo potere della sua voce. Vedete bene che Lùthien solo con le sue arti riuscì da sola a far più di quello che molte lame e spade tentarono invano e follemente e grandi furono le sue gesta, superate solo da ben pochi guerrieri.> Il silenzio calò dunque sulla piccola e giovane platea e il vecchio cantastorie ne approfittò per proseguire. <Ricordate giovani amici, non solo le armi son grandi alleate, spesso l’arte riesce laddove la forza nulla può e non solo guerrieri sono gli elfi e i mezzelfi, gli uomini e i mezzuomini, bensì alcuni sono prima di tutto artisti> Un ultimo sospiro del vecchio, come a prendere fiato, anticipò infine la seconda domanda postagli dal giovane. <Come nacque la Confraternita delle Arti? Ebbene miei gentili amici, molto vi sarebbe da sapere, ma breve è il tempo rimastoci questa notte. Vi fu un tempo in cui alcuni si riunirono diventando coloro i quali il passare delle ere nominò come Bardi Discepoli di Daeron. Essi seguivano sull’esempio di Daeron a praticare le arti della musica e del canto, fedeli agli insegnamenti tramandati loro dal menestrello del Doriath e dal suo agire. Eppure tra essi ve ne furono alcuni che ebbero l’ambizione di spingersi oltre, la determinazione di apprendere tutte le arti, il traguardo di conoscere l’Arte in sé e per sé e il coraggio, o forse la follia, di iniziare un nuovo cammino allontanandosi dai Bardi Discepoli di Daeron. Come vada a finire questa storia io non lo so dire, in quanto lungi si attenderà perché ad essa venga messa la parola fine. Forse un giorno uno di voi potrà vantare maggiore maestria con le rime di questo vecchio cantastorie e potrà cantar le gesta dei membri della Confraternita delle Arti attorno a un altro falò in una notte senza tempo come questa> Ciò detto il vecchio si alzò senza proferire parola alcuna e svanì nelle ombre della notte, pronto a partire alla volta di nuove mete sconosciute nel suo perenne pellegrinare e viaggiare.



1. Definizione

1.1 La Confraternita delle Arti nasce con l’intento di istruire i propri membri nel vasto universo delle arti, sì da renderli grandi artisti versati in più discipline artistiche e poter conferire loro la possibilità di diffonderne la bellezza tra le genti di Arda.

1.2 La Confraternita delle Arti è una gilda Melodica Combattente di allineamento neutrale finalizzata a istruire i propri membri nelle varie discipline artistiche, al fine ultimo di dare la possibilità ai propri gildati di conoscere l’Arte come cosa in sé e per sé. Inoltre ulteriore scopo della gilda è la diffusione delle arti per allietare i cuori di coloro che assistono alle loro esibizioni artistiche di ogni genere.

1.3 La gilda è finalizzata esclusivamente a fornirsi come valido strumento di accesso alle arti di coloro i quali desiderino intraprendere il cammino alla scoperta dell’Arte, dando insegnamenti e modi ai vari personaggi di conoscere e apprendere le varie discipline artistiche. Per tale ragione, gli equilibri politici dei vari regni della Terra di Mezzo non sono oggetto di interesse per la gilda che mai si schiererà unitariamente a sostenere un popolo piuttosto che un altro, lasciando a ogni membro piena coscienza morale su come agire in simili affari e su come adoperare in essi le proprie conoscenze artistiche.

1.4 La gilda ha sede nel regno dell’Eryn Lasgalen, la cui popolazione elfica ha sempre dimostrato interesse per le arti, sì da rendere la contrada adatta ad ospitare gli artisti membri della gilda, nel rispetto comunque delle leggi, norme ed usanze del luogo.



2. Ammissione E Comportamento

2.1 Possono accedere alla gilda tutti i personaggi di qualunque razza, al di fuori di Orchi e Uruk-hai, di qualunque allineamento e indistintamente dal regno presso cui si ha la cittadinanza, eccezione unica per quella del Nero Impero, non ammessa in gilda. L’Arte è uno strumento al di sopra delle concezioni di bene e male o delle divisioni politiche della Terra di Mezzo, questioni che non compromettono l’apprendimento delle arti. Sono inoltre ammessi anche i Viandanti.

2.2 Per entrare a far parte della gilda, il candidato dovrà innanzitutto inviare una missiva on-game al capogilda (o suo sostituto nel caso il capogilda non sia al momento reperibile per motivi off e on) chiedendo e motivando la sua volontà di entrare nella gilda; dopodiché bisognerà sostenere due colloqui col capogilda o suo delegato: un colloquio off-game e un colloquio on-game. Entrambi i colloqui avranno principalmente la finalità di appurare la presenza o meno di basi del gioco di ruolo da parte del candidato.

2.3 Il saluto di gilda è Cuil an Carm, Vita per l’Arte, con i quali i gildati manifestano il proprio scopo nel dedicare i propri sforzi e la propria vita nell’interesse di apprendere le arti, facendone una vera e propria ragione di vita. Non vige comunque l’obbligo di impiegare il saluto di gilda.

2.4 Non esiste di per sé un tempo minimo o massimo per essere promossi di grado. La struttura della gilda permette di sfruttare a livello di gioco la caratterizzazione della propria carica. L’avanzamento dunque sarà esaminato sulla base dell’esperienza artistica che il personaggio assumerà in gioco. Fondamentale è inoltre la partecipazione e il livello di attività dei singoli individui all’interno della land, sia in questioni inerenti la gilda intera, sia come singoli esponenti di gilda. Infine anche il merito e le capacità del giocatore avranno luogo nell’appurare se si sia meritevoli o meno di essere promossi. Considerati questi fattori dunque, risulta chiaro che l’avanzamento di carica è, in termini di tempo, assolutamente relativo in base ai singoli personaggi.

2.5 Chiunque richieda di venire a fare parte della Confraternita delle Arti dovrà dimostrare di avere capacità nell’interpretare il suo ruolo all’interno della gilda, conoscere lo statuto di gilda e rispettare le regole dettate dal buon senso. Il gioco di questa gilda è assai originale, ricco di spunti che aspettano l’opportunità di essere sfruttati. Essere un buon membro della gilda implica dunque l’imparare a sfruttarne la potenzialità a livello di originalità di gioco concessa.

2.6 La vita della comunità artistica è fondamentale per il buon apprendimento delle arti e per l’avanzamento di carica all’interno della gilda. Questa consiste nel garantire una costante presenza negli affari di gilda quali possono essere le prestazioni artistiche ad un avvenimento particolare di celebrazione o festa o anche semplici lezioni tenute da membri più esperti a gildati novizi o alle prime armi.



3. Espulsioni E Degradi

3.1 Chiunque non rispetti lo statuto nei suoi articoli verrà prima degradato e quindi eventualmente allontanato dalla gilda in seguito a richiami ufficiali non tenuti in considerazione. Spetterà al capogilda o a chi da questi delegato di verificare eventuali infrazioni nei confronti dello statuto e decidere quali misure adottare.

3.2 Un’assenza prolungata e ingiustificata dalla vita della comunità artistica porterà i vertici della gilda a decidere il degrado di araldica di gilda della persona in questione, qualora questa, su richiamo privato non sappia giustificare la propria assenza. Se questa misura non fosse sufficiente e se l’assenza fosse ripetuta, sempre senza giustificazione alcuna si potrà passare all’espulsione dalla gilda, su parere del capogilda.

3.3 I traditori, coloro che non terranno un comportamento rispettoso nei confronti dei confratelli e chiunque disonorerà il nome della Confraternita delle Arti e il loro operato verrà immediatamente allontanato dalla gilda o, nella migliore delle ipotesi, degradato di araldica, a decisione del capogilda o da chi da questi delegato.

3.4 Coloro che dopo vari richiami si dimostreranno nuovamente incapaci di giocarsi il proprio ruolo di artista all'interno della Terra di Mezzo verranno contattati privatamente dal capogilda o da un suo delegato, al fine di ricevere consigli privati su come poter migliorare le proprie capacità. Se questo non portasse a un miglioramento, potrà essere facoltà del capogilda degradare la persona in questione, al fine di mantenere alto il prestigio della gilda.



4. Cariche

Al fine di comprendere appieno il sistema di cariche in cui si suddividono i vari componenti della gilda, ivi è anticipata una breve premessa prima della descrizione effettiva di ogni araldica e ruolo all’interno della gilda, con relativa divisione in gruppi. Il personaggio desideroso di vivere l’avventura all’interno della Confraternita delle Arti si ritrova a percorrere un vero e proprio cammino nelle arti, andando prima ad apprendere le principali di esse, seguiti da membri più esperti e poi a raffinarle in seguito, fino ad acquisire una completa padronanza delle arti, in quello che può essere a pieno titolo definito il traguardo della Via dell’Artista. Nella gilda di per sé non esiste una vera e propria gerarchia in grado da autorizzare membri di cariche superiori ad avere autorità su membri di cariche inferiori. La scoperta delle arti è un percorso intrapreso da tutti su pari misura e valore di personalità. Inoltre non è interesse né nella natura dei vertici della gilda imporre dettami morali ai propri membri. Ogni artista mantiene totale autonomia di coscienza rispetto alle varie questioni e problematiche tra i reami della Terra di Mezzo, limitandosi esclusivamente al rispetto necessario dei confratelli per apprendere le arti e avviare un percorso di reciproco arricchimento personale. Resta comunque il fatto che vi siano esponenti di gilda più versati rispetto ad altri in determinate arti, sì da creare un rapporto di rispetto, dedizione e reciproco apprendimento tra artisti all’interno della Confraternita delle Arti. La struttura della gilda dunque permetterà il nascere di rapporti di reciproco aiuto nel migliorare le proprie arti, dando così anche validi spunti di gioco nei rapporti interni tra gildati. Essendo richiesto all’artista membro della gilda di effettuare un cammino che vada a culminare con la contemplazione e l’apprendimento di tutte le arti, non esistono differenze di percorso per specializzarsi nell’una o nell’altra arte, pertanto non vi sono rami distinti nella gilda. Rimane comunque ovvio che alcuni esponenti di gilda saranno versati in maggior misura in determinate discipline artistiche rispetto ad altri compagni di gilda. Per comodità vengono distinti quattro gruppi a seconda del livello dei vari membri della gilda, ivi elencati e, successivamente, illustrati nei dettagli: Gruppo Dei Novizi Gruppo Degli Apprendisti Delle Arti Gruppo Degli Esperti Delle Arti Gruppo Degli Artisti Completi Gruppo Degli Artisti Ripudiati

4.1 Novizi

Appartengono a questo gruppo coloro i quali hanno deciso di intraprendere la Via dell’Artista entrando nella gilda Confraternita delle Arti. Ancora non hanno avviato l’apprendimento personale delle singole arti ma han dimostrato di essere interessati ad esso.

-Iniziato Alle Arti: Membro che supera il colloquio di ammissione (2.2) con il capogilda o suo delegato. Verrà seguito da gildati esperti al fine di appurare la fondatezza della sua volontà nell’intraprendere la Via dell’Artista e le motivazioni in merito. Prima di poter accingersi nell’apprendimento delle discipline artistiche, dovrà dimostrare un interesse per esse e una presenza costante che facciano denotare le buone intenzioni del personaggio. Non possiede né talenti né magie.

4.2 Apprendisti Delle Arti

Sono coloro i quali hanno avviato il proprio percorso come artisti e si accingono all’apprendimento delle varie arti, affiancati in questo da membri più esperti che condivideranno con loro il proprio sapere.

- Musicante Di Strada: È colui il quale inizia a muovere i primi passi nell’universo delle arti, andando ad apprendere l’arte della musica. Egli imparerà a suonare uno strumento musicale a sua scelta che nel suo percorso di artista gli servirà anche per evocare magie, ammaliare i nemici o sostenere gli alleati in battaglia, nonché, prima di tutto, a far gioire i cuori di chi lo ascolta suonando. Oltre a questo strumento può comunque apprendere a suonarne altri. Possiede talenti di livello 1 ma nessuna magia. Prima di poter accedere al grado superiore, al gildato verranno insegnate le basi minime della magia e il meccanismo di cast di una magia. Il capogilda, o chi in sua vece, verificherà che tali basi siano state apprese in seguito ad un colloquio vertente sul manuale di arti magiche.

- Cantastorie Del Focolare: Appresi con successo i fondamenti della musica, il membro della gilda si accinge ora nell’imparare altre discipline artistiche, questa volta legate alla propria voce, quali per esempio il canto e la poesia, che gli risulteranno utili per narrare leggende e imprese eroiche, scoprendo a questo livello le potenzialità artistiche offertegli dalla propria voce. Possiede talenti di livello 2 e magie di livello 1.

- Aspirante Circense: Giunto a questo grado, il gildato si avvia a scoprire come la coordinazione dei movimenti del proprio corpo possa generare anch’essa ulteriori forme d’arte, quali la danza e le varie arti circensi, come ad esempio l’esser abili giocolieri, acrobati o mimi, al fine di divertire e stupire il proprio pubblico. Possiede talenti di livello 3 e magie di livello 2.

-Commediante Girovago: Il percorso di apprendimento e conoscenza delle basi nelle varie discipline artistiche termina infine con lo studio delle arti e tecniche della recitazione e della finzione. Un buon artista, per essere definito tale, deve dunque anche tentare di diventare un bravo teatrante, in grado di recitare e interpretare ruoli e personalità anche totalmente distinti dai propri. In questo grado dunque si vanno ad apprendere le basi delle cosiddette arti sceniche. Possiede talenti di livello 4 e magie di livello 3.

4.3 Artisti Esperti

Sono coloro i quali hanno concluso la prima fase della Via dell’Artista, apprendendo a livello basilare tutte le discipline artistiche principali. La padronanza di un’arte, qualunque essa sia, non si circoscrive solamente a semplici nozioni di base, bensì richiede un ulteriore stadio di approfondimento, che i membri di questo gruppo andranno ad effettuare, ora in maggiore autonomia rispetto agli apprendisti, senza cioè la necessità di essere affiancati da personaggi più esperti, sebbene per chi lo richiedesse o ne avesse bisogno vi sia comunque la possibilità di essere affiancati da membri più avanzati. Data la maggiore esperienza che hanno acquisito, verranno affiancati agli Apprendisti delle Arti, per aiutarli a migliorarsi e scoprire le basi delle discipline artistiche.

- Melodia Dell’Alba: A questo livello i gildati si accingono ad ampliare e consolidare le proprie conoscenze artistiche in ambito musicale, apprendendo i segreti della musica e pur sempre mantenendo la nozioni basilari nelle altre discipline artistiche, acquisite come apprendisti. Il personaggio appartenente a questo grado può essere incaricato o offrirsi volontario nell’aiutare i Musicanti di Strada nei loro primi passi nella musica. Possiede talenti di livello 5 e magie di livello 4.

- Menestrello Del Crepuscolo: Il personaggio con questa carica di gilda si avvia all’approfondimento delle arti del canto e della poesia, che impiegherà con alta padronanza nel forgiare la gloria e la fama di grandi personalità, immortalandole nelle sue composizione poetiche e racconti. Può essere incaricato o offrirsi volontario di seguire i Cantastorie del Focolare o apprendisti di grado inferiore. Possiede talenti di livello 6 e magie di livello 4.

- Maestro Del Ritmo: A questo livello, i gildati che proseguono il proprio cammino lungo la Via dell’Artista approfondiscono le arti richiedenti ottima coordinazione dei movimenti del proprio corpo, diventando abili danzatori e artisti circensi. Possono essere incaricati o offrirsi volontari di seguire e affiancare gli Aspiranti Circensi o membri di cariche inferiori nel loro percorso di apprendimento. Possiedono talenti di livello 7 e magie di livello 5.

- Maestro Delle Maschere: In questo grado si approfondiscono le arti legate alla recitazione e alla finzione. In tale tratto di approfondimento, il Maestro delle Maschere si impegna a operare al fine di diventare un abile teatrante, in grado di recitare egregiamente, imparando a tal fine a dominare le proprie emozioni a seconda del ruolo interpretato, a fingere ed eventualmente ingannare con ottima capacità. Può essere incaricato o offrirsi volontario di seguire e affiancare i Commedianti Girovaghi nel loro percorso di apprendimento o membri di grado inferiore. Possiede talenti di livello 8 e magie di livello 5.

4.4 Artisti Completi


Sono coloro i quali hanno completato sia la fase di apprendimento che quella di approfondimento delle singole discipline artistiche, divenendo a pieno titolo Artisti veri e propri. Costoro, data l’elevata esperienza acquisita, seguono e aiutano i confratelli e le consorelle di qualunque grado ad essi inferiori, ergendosi come esempio e fonte di apprendimento per coloro i quali non hanno ancora completato la Via dell’Artista.

- Maestro Artista: È colui il quale ha raggiunto la massima padronanza in tutte le principali arti, siano esse musicali, vocali, legate ai movimenti del corpo o alla finzione. È esempio per gli altri membri della comunità artistica, nonché fonte di insegnamento. Si accinge inoltre a completare definitivamente il proprio percorso di apprendimento, esplorando altre arti in maniera autonoma, quali per esempio la pittura e la scultura e altre ancora. Possiede talenti di livello 8 e magie di livello 6.

-Artista Eccelso: L’Artista Eccelso è colui il quale non solo è padrone delle singole arti, ma, lungo il suo percorso per la Via dell’Artista, ha imparato a far interagire tra loro le varie discipline artistiche apprese. È una figura di alto prestigio e riferimento della gilda che opera nell’interesse di questa in qualità di suo secondo massimo esponente. Anch’egli può aiutare qualunque gildato di grado inferiore nel suo percorso artistico individuale. Possiede talenti di livello 9 e magie di livello 6. [carica singola]

-Eremita Delle Arti: Possono accedere a questa carica solo coloro i quali hanno ricoperto per un determinato periodo di tempo il ruolo di Custode delle Arti. L’Eremita delle Arti è l’artista che ormai non solo ha concluso il proprio cammino alla scoperta dell’Arte, quanto pure rimuove da sé ogni responsabilità didattica nei confronti dei giovani artisti in erba, di fatto non rivestendo dunque alcun ruolo specifico e vincolante nella Confraternita delle Arti. Egli vaga in un costante pellegrinare, forte ormai della sua ampia e solida esperienza in ambito artistico, concedendo qualora volesse echi della sua grandezza nelle arti a coloro i quali desidera. Possiede talenti di livello 9 e magie di livello 6.

-Custode Delle Arti (M): La massima carica della gilda, nonché la persona che, oltre ad aver concluso la propria Via dell’Artista sia riuscita ad acquisire una contemplazione completa e totale delle varie arti, arrivando a percepire come tutte le discipline artistiche, per quanto distinte tra di esse, siano manifestazioni diverse dell’unica essenza che è l’Arte in sé e per sé. Figura che, per la sua saggezza e le sue conoscenze in ambito artistico, è a pieno titolo massimo rappresentante della comunità artistica nella Terra di Mezzo. Possiede talenti di livello 10 e magie di livello 6. [carica singola]

4.5 Artisti Ripudiati


Appartengono a questo gruppo speciale tutti coloro i quali hanno intrapreso la Via dell’Artista ma che o per infrazione delle regole presenti in questo statuto, o per atti ostili se non di vero e proprio tradimento verso i propri compagni di gilda, hanno perso la fiducia della gilda e dei suoi esponenti.

- Traditore Delle Arti(1): Questa carica è assegnata a coloro i quali, malgrado i richiami ufficiali, hanno continuato ad infrangere le regole che sorreggono la gilda o hanno compiuto azioni vili nei confronti di altri esponenti di gilda. Colui il quale appartiene a questa carica viene letteralmente abbandonato nel proprio percorso artistico dai compagni di gilda e non riceverà più ulteriori insegnamenti da parte degli artisti più esperti. Qualora tuttavia si dimostrasse seriamente pentito delle sue azioni e il capogilda riceva garanzie che esse non verranno a ripetersi, potrà, dopo un’attenta discussione da parte dei vertici di gilda, essere reintegrato nel percorso ufficiale di araldiche della gilda, riprendendo il suo status precedente o uno di livello inferiore, a detta del capogilda.



5. Sede Della Gilda

5.1 La sede della Confraternita delle Arti è l'Arena delle Arti, luogo dove gli artisti esibiscono al pubblico il loro talento e dove apprendono le varie discipline artistiche dai membri più esperti, è scavato sulla cima di una bassa collina collocata a poca distanza dal fiume Selva, a nord delle sue sponde, al di fuori dell’Eryn Lasgalen, da cui dista poche miglia. Al suo centro vi sta un'ampia zona di forma ellittica lastricata in pietra e collegato alle porte situate ad Est e ad Ovest dell'anfiteatro, per impedire che il fango renda difficoltose le rappresentazioni. Intorno allo spiazzo centrale s'alzano le sette gradinate in pietra dove prendono posto gli spettatori che possono raggiungere il numero massimo di 2000. I portoni collocati alle estremità dell'asse maggiore dell'ellisse, cioè ad Est e ad Ovest, fungono da entrata/uscita e conducono tramite delle scalette in pietra agli spalti. La prima gradinata è rialzata di due metri rispetto allo spiazzo centrare e nel muro che lo circonda sono scavate tre porte a Sud e tre porte a Nord che portano all'interno dell'arena dove gli artisti custodiscono la loro personale biblioteca e l'archivio con le opere di ogni gildato.



6. Organizzazione Della Gilda

6.1 Sebbene la gilda si astenga dal dare ai propri membri alcun dettame morale, è richiesto che questi abbiano un atteggiamento di rispetto reciproco tra di essi, nonché una mentalità aperta che permetta l’interazione tra gildati e il comune arricchimento di conoscenze.

6.2 Il capogilda ha il dovere di coordinare l’interazione e la partecipazione tra tutti i membri della gilda, arruolando nuovi personaggi, aiutandoli a compiere i loro primi passi nella gilda e affidando loro personaggi più esperti che li affianchino, almeno fino al termine del percorso da Apprendisti delle Arti.

6.3 A livello di gioco le massime cariche della gilda non hanno alcuna autorità di stampo morale sui gildati, limitandosi solo ed esclusivamente ad istruirli. Ciononostante, un membro della gilda che si riveli irrispettoso verso il presente statuto o verso altri compagni di gilda, verrà esaminato dalle alte cariche della gilda e si deciderà se, per via dei suoi comportamenti scorretti, sia necessario allontanarlo o meno dalla Confraternita delle Arti, pur sempre ascoltando le ragioni degli interessati ed evitando prese di posizione a priori.

6.4 Tra i giocatori della gilda, sorta sulla base di una costruttiva collaborazione, deve vigere un clima di rispetto. Coloro i quali a livello off game risulteranno scorretti o maleducati verso altri giocatori della gilda, non verranno allontanati dalla Confraternita delle Arti, in quanto non necessariamente un comportamento improprio off game trova il suo corrispettivo on game; tuttavia verranno comunque richiamati dal capogilda o da chi di dovere, nell’interesse dell’armonia tra i vari giocatori e del buon senso.

6.5 Il capogilda e chiunque abbia autorità alcuna deve possedere alcuni requisiti minimi al fine di garantire un buon operato, quali per esempio presenza costante, umiltà, predisposizione nell’ascoltare dubbi e critiche da parte di qualunque membro e rispetto verso qualunque opinione da parte dei giocatori.

6.6 Tutti i membri della gilda sono tenuti ad esprimere, qualora ne avessero e ne sentissero la necessità, dubbi e critiche, nei limiti della buona educazione, mirate a costruire un clima di dialogo e discussione costruttiva, finalizzate al continuo miglioramento della gilda secondo i desideri comuni dei gildati.



7. Limitazioni

7.1 Essendo una gilda pseudomelodica ed avendo una propria indole e natura, esistono alcune limitazioni relative all’equipaggiamento che i membri della Confraternita delle Arti sono tenuti a rispettare, indicati in questo articolo.

7.2 Ai gildati sono concesse come equipaggiamenti difensivi solo cotte di maglia leggere e petti in cuoio. Non possono impugnare scudi di alcuna dimensione, ne vestire armature complesse e pesanti, né tantomeno armature in metallo.

7.3 Gli artisti, per indole dedita più all’apprendimento delle arti che al guerreggiare, evitano l’impiego di armi quali spade a due mani, spadoni, asce ad una o due mani, martelli da guerra ad una o due mani, balestre o archi compositi.

7.4 Tendenzialmente un artista predilige usare armi semplici e di norma meno offensive rispetto alle altri, quali bastoni, daghe, spade corte, archi corti e armi da tiro semplici e rudimentali, come fionde e cerbottana. Ciononostante questa è solo una norma indicativa, purché comunque si rispettino i limiti imposti in questo articolo e sopracitati.



8. Stile Di Gioco, Combattimento E Magia

8.1 Lo stile di gioco dell’artista è nettamente distinto da quello degli altri personaggi. Un artista ruola la pratica nelle proprie arti, suonando e cantando, narrando e ballando in giro per il mondo. Principale ambizione del personaggio artista è dunque l’apprendimento e il miglioramento delle proprie doti artistiche, sia ricevendo lezioni e aiuti da altri gildati più esperti, sia esercitandosi autonomamente in giro per la Terra di Mezzo durante i suoi viaggi.

8.2 Un artista tuttavia possiede una propria coscienza autonoma che gli garantisce decisioni personali e non imposte da altri membri della gilda, quali per esempio la partecipazione o meno a un conflitto di qualunque genere. Esistono artisti di indole pacifica e neutrale, come altri dai caratteri focosi e determinati a prendere parte agli eventi e alle battaglie, a seconda sempre della natura del proprio personaggio. In questo ambito la gilda, come già specificato, si astiene dal dare indicazioni alcuna o limiti di alcun genere.

8.3 L’artista che decida di prendere parte a conflitti e scontri di qualsiasi natura deve tenere conto tuttavia di alcuni aspetti. Primo di tutti il suo ruolo in battaglia. Un artista non è né un impavido guerriero abile nel destreggiarsi con maestria con tutte le armi, né un potente mago in grado con i suoi incanti di eliminare qualsivoglia ostacolo. Questo vista la scelta di intraprendere la Via dell’Artista invece che quella del prode combattente o dell’abile mago. Egli è principalmente un valido supporto in battaglia che con le sue arti esorta i propri alleati, li incoraggia e sostiene, terrorizzando o illudendo i nemici.

8.4 La magia conosciuta dagli artisti ha un modo di essere evocata particolare e coerente con la struttura e l’essenza della Confraternita delle Arti. Un artista, per castare qualsivoglia magia, dovrà saper canalizzare nelle proprie arti la melodia degli Ainur, si da poter evocare i propri incanti. Questo implica che per castare un artista impieghi esplicitamente una o più delle arti che conosce, siano esse la musica o il canto, la poesia o il ballo. Questo sia laddove sia esplicitamente richiesto dalle varie magie, sia anche dove ciò non è richiesto nei dettagli dei vari incantesimi.

8.5 Tendenzialmente laddove vi è esplicita richiesta di accompagnare il cast di una magia con discipline artistiche, ci si riferisce principalmente alla musica o al canto. Vanno fatte quindi alcune precisazioni. L’artista possiede uno strumento musicale in grado di affiancarlo nel cast delle sue magie, col quale egli esegue sempre la componente somatica di una magia. È opportuno inoltre (per quanto apparentemente complicato) descrivere i caratteri della musica che si sta producendo, indicandone ritmo e andamento e componenti varie, al fine anche di creare una certa coerenza con ciò che si sta suonando in un determinato contesto e lo scopo che si vuole conseguire. Per quanto concerne il canto, l’abilità nel castare si dimostra anche nell’inserire un testo ideato in base alla situazione che, in base a quanto sia opportuno e coerente con la situazione al momento del cast, può anche avere un’influenza determinante nella riuscita del cast. La componente verbale nel cast delle magie effettuate da un artista si traduce dunque nell’atto di cantare e/o recitare versi.

8.6 In un combattimento con le armi, l’artista deve considerare la sua indole non guerriera. Un membro della Confraternita delle Arti non può infatti pretendere di avere abilità belliche con le armi al pari dei grandi guerrieri. Ciò ovviamente non implica un’incapacità nell’uso di qualsiasi arma, beninteso, né tantomeno il sapersi automaticamente spacciato in un duello, quanto comunque la presa d’atto del fatto che un artista sappia destreggiarsi solo con alcune armi, il cui uso è stato appreso per necessità di difendersi durante i suoi viaggi solitari. Egli dunque possiede una conoscenza limitata delle armi rispetto a un guerriero, nonché uno spirito e un’esperienza probabilmente a questo inferiori.

8.7 Un artista infine non deve sottovalutare minimamente il proprio ruolo in battaglia. Il suo canto può risollevare gli animi di un intero esercito, rovesciando anche quelli che possono essere equilibri apparentemente irreversibili e già determinati, la sua danza può evocare fascino o stupore in chi lo guarda, la sua abilità da teatrante può ingannare gli stolti o i semplici, la sua musica carpire gli animi. Tenendo in considerazione questi aspetti, risulta chiaro all’artista la propria utilità e importanza in battaglia, malgrado il suo ruolo distinto dai grandi guerrieri o esperti maghi.