Elfi
Da La Quarta Era Wiki.
Gli elfi sono una delle numerose razze create da J.R.R. Tolkien all'interno del suo "Legendarium" di Arda. Sono altresì una delle razze standard giocabili del GdR Quarta Era. Per un approfondimento circa i nomi utilizzati dagli elfi si veda l'articolo "Nomi degli elfi".
Indice |
Storia
Varda, Regina di Valar, creava le stelle e nel medesimo istanti gli Elfi si svegliarono presso il lago Cuiviénen, nel profondo oriente della Terra di Mezzo. Poiché la prima cosa che videro furono le stelle, le adorarono. Poiché la prima cosa che udirono fu lo scorrere dell'acqua, il loro amore per essa non venne meno. Costruirono dunque la loro lingua e si chiamarono Quendi. Erano gli albori dei tempi remoti ed Arda era ancora molto giovane. Gli elfi non sono creature dei Valar come potrebbero essere i Nani e i Kerek, rispettivamente plasmati da Aulë e Yavanna, bensì Primogeniti del pensiero di Eru, Iluvatar, Padre di tutto. Ebbene in quanto creature predilette di Iluvatar, i Valar li amarono e li trattarono con cura così come per l'intero Creato, di conseguenza Melkor, avversario di questi, fece di tutto per condurli su lidi nefasti, mosso dalla sua infinita invidia nei confronti di Eru. Melkor li infestò sovente con spiriti maligni e degli elfi scomparsi si dice che siano stati catturati e trasformati in orchi. Ma altri si interessavano agli elfi: Oromë, Cacciatore fra i Valar. Nonostante la diffidenza iniziale, gli elfi si aprirono ben presto a lui, guadagnandone stima ed affetto. Ed infatti, col suo consiglio, Manwë, Re dei Valar, decise di muovere guerra a Melkor, in difesa degli elfi. Al termine dello scontro, di tale violenza da rimodellare la Terra di Mezzo stessa, Oromë e i Valar chiesero agli elfi di raggiungerli nelle loro terre ad Ovest, oltre il mare. Già si erano distinte tre Stirpi di elfi in quei tempi: Vanyar (alti, chiari di occhio e capelli, molto devoti), Noldor (abili artigiani, pensatori profondi e orgogliosi, dall'occhio di smeraldo e dal pelo scuro) e Teleri (il gruppo più grande e multiforme, i più abili artisti e cantori nonché i più legati affettivamente al mare). Alcuni elfi accettarono, altri no, altri si fermarono durante il lungo viaggio da Est fino alle sponde occidentali. Così gli elfi si diffusero in molte parti della Terra di Mezzo differenziandosi ulteriormente a partire dalle tre Stirpi principali. Ne sono esempio i Sindar, i Nandor e i Falathrim, entrambi sviluppatisi dal ceppo dei Teleri. Melkor non aveva però terminato di causare problemi: uscito dalla sua prigione iniziò a raccontare menzogne ed ad insediare un germe maligno all'interno degli elfi più orgogliosi e sanguigni, i Noldor, ben più facilmente influenzabili dei pii Vanyar o dei laboriosi e più semplici Teleri. Fëanor convinse i Noldor, ovvero la stirpe di Finwë, alla rottura coi Valar. Con un viaggio denso di tradimenti, morte e inganni i Noldor entravano nell'esilio che li avrebbe riportati ad Est, nella Terra di Mezzo. Nel Beleriand, dove i Noldor sbarcarono, si consumarono cinque grandi guerra contro Morgoth, che quasi provocarono l'estinzione stessa della razza elfica. Questi scontri diedero inizio alla Prima Era e si protrassero per quasi cinquecento anni. Ma Eärendil mezzelfo riuscì, con un viaggio miracoloso, a raggiungere i Valar ad Ovest, invocando il loro perdono e ottenedolo. Di nuovo i Valar scesero nella Terra di Mezzo, liberando il Beleriand. E di nuovo offrirono agli elfi di tornare con loro ad Ovest: molti accettarono, ma altri, di nuovo, rimasero indietro. Sebbene Morgoth avesse abbandonato il Piano Materiale, il suo più grande servitore, Sauron, rimaneva una minaccia costante. Gli elfi lo combatterono per tutto il corso della Seconda e della Terza Era, assistendo intanto allo sviluppo della stirpe mortale, degli uomini. Questi erano i secondogeniti di Iluvatar, con i quali strinsero un'importante e decisiva alleanza alla fine della Seconda Era per sconfiggere Sauron passata alla storia con il nome di "Ultima Alleanza". Al termine della Terza Era Sauron fu definitivamente sconfitto nella Guerra dell'Anello: molti elfi lasciarono per l'ennesima volta la Terra di Mezzo, muovendo verso Ovest, verso la Beata Aman, patria dei Valar. La storia ci insegna però che un presagio risvegliò a Valinor la preoccupazione dei Valar verso Endor, la Terra di Mezzo. Una separazione pacifica questa volta avvenne nelle aule sacre di Aman, per la quale tutti gli elfi, Calaquendi o Moriquendi che fossero, potessero tornare indietro nella Terra di Mezzo, dove già la Quarta Era iniziava e ancora i Regni Elfici di Lothlorien e di Eryn Lasgalen non erano del tutto scomparsi...
Descrizione Fisica
Gli Elfi sono solitamente poco più bassi degli uomini e indubbiamente più belli. Sia i maschi che le femmine raggiungono la stessa altezza e hanno pressocché la medesima struttura fisica, tanto da far confondere, in apparenza, elfi ed elfe. I corpi degli elfi sono tonici e slanciati, anche perché lo sviluppo della loro muscolatura non avviene per peso ma per quantità di fibre muscolari. Un elfo è però più fragile di un essere umano, meno resistente per quanto riguarda il confronto fisico e possiede una soglia del dolore più bassa. Questo fondamentalmente perché un elfo non possiede la stessa attaccatura che un uomo mortale possa avere nei confronti della propria vita, in quanto quella elfica è immortale e non conosce il valore del tempo. Gli elfi hanno orecchie leggermente a punta e dalla forma simile a una foglia; questa caratteristica non è però marcatissima, dal momento che vi sono episodi di elfi scambiati per uomini. I capelli degli elfi sono tendezialmente molto scuri (castano scuro, se non neri) o molto chiari (capelli d'argento e d'oro, nonché di sfumature simili al platino). Gli elfi hanno occhi tendenzialmente grigi, sebbene sia possibile trovare elfi con gli occhi azzurri o di un qualsiasi altro colore comune agli esseri umani. Le variazioni del colore degli occhi e dei capelli sono indissolubilmente legate all'appartenenza ad una determinata discendenza elfica (Stirpe). Come accennato in precedenza, gli elfi sono immortali: non possono morire né di vecchiaia né di malattia. Le ferite possono però uccidere un elfo così come un grande dolore spirituale (un lutto particolarmente grave, per esempio). Una volta morti il loro spirito va ad Ovest, nelle aule del Vala Namo (Mandos) dove verrà poi giudicato e probabilmente reincarnato in un nuovo corpo avente lo stesso nome del defunto.
Stirpi
Gli Elfi si dividono in numerose Stirpi raggruppate generalmente in due gruppi di elfi: i Calaquendi ed i Moriquendi. I primi sono composti da tutti gli elfi che videro la luce di Laurelin e Telpërion, i 2 Alberi Sacri coltivati da Yavanna per illuminare Aman nei Tempi Remoti. Le Stirpi Calaquendi sono i Vanyar, i Noldor e i Teleri (in parte). I Moriquendi, al contrario, sono gli elfi che non hanno partecipato al Grande Viaggio verso l'Occidente, o si sono smarriti nell'intraprenderlo e di conseguenza non hanno potuto ammirare la luce degli Alberi prima che Ungoliant e Morgoth li prosciugassero. La principale Stirpe Moriquendi è quello dei Sindar, ma vi sono numerose discendenze Moriquendi derivate dai Teleri che si sono distribuite chi nello stessa Stirpe dei Teleri (i Falathrim ad esempio), chi nella Stirpe dei Sindar (gli Elfi Silvani o Nandor). Un'importante distinzione fra Calaquendi e Moriquendi, che verrà meglio approfondita nella sezione Linguaggi, è il diverso linguaggio elfico parlato: mentre i primi ancora utilizzano l'antichissimo Quenya, i secondi preferiscono parlare il Sindarin anche se ultimamente nella Quarta Era, moltissimi Calaquendi hanno preferito rompere la barriera linguistica con i parirazza e adottare il Sindarin come lingua franca. L'unico sfoggio d'orgoglio Calaquendi rimane nell'autodenominarsi Eldar (letteralmente "Uno delle Stelle" in Quenya, derivata dalla parola Eldalië, "Popolo delle stelle"), termine che in linea di massima non è concesso ai Moriquendi, tant'è che fra di loro si chiamano con il più umile termine di Edhil (Elfo, in Sindarin). Esistono altri elfi Moriquendi di cui ormai non si ha più notizia: sono i cosiddetti Avari, elfi che non solo non videro la luce degli Alberi di Valinor, bensì oltraggiarono e si rifiutarono di seguire dal principio il Vala Oromë. Essi sono probabilmente andati dispersi o ciò che rimane della loro Stirpe si può solo osservare nella progenie orchesca di Mordor, giacché molti di questi furono catturati e resi orribili servi dell'oscurità da parte dell'invidioso Morgoth.
Personalità
La longevità degli Elfi influisce in moltissimi aspetti del loro carattere. Gli elfi raramente stringono amicizie con membri delle altre razze, poiché consci della breve durata della loro esistenza; per questo motivo gli Elfi appaiono distanti e fortemente chiusi all'interno delle loro comunità. Gli Elfi sono pazienti, mai avventati. E' inoltre molto difficile vedere un elfo irato, per provocazione o per giusta causa; lo scontro è sempre l'ultima alternativa ed è sempre incredibilmente ponderato. Gli Elfi vivono in armonia con la natura, senza cercare di controllarla, dominarla o solo mutarla: hanno visto, almeno in parte, dispiegarsi l'operato della natura e sono altresì consci dell'enorme mole di tempo necessaria per riparare ai danni che ad esso vengono portati. Gli Elfi adorano inoltre le stelle, la luna (la loro nascita è fortemente legata a questi due elementi; inoltre essi sono immortali e stabili più degli Elfi stessi) e il mare. Infine, gli Elfi apprezzano moltissimo ogni forma della conoscenza e dell'arte, dai libri, alla poesia, al canto, alla musica. Gli Elfi si sposano giovani e per amore. L'adulterio è impensabile, al punto che un elfo si sposerà una sola volta in tutta la sua esistenza. Per il fortissimo valore che ha il matrimonio, il sesso fuori o prima di esso è una contraddizione che non si manifesterà mai. Questo non vuol dire che gli Elfi vivano l'atto in maniera negativa: esso ha un grandissimo e intimissimo valore, poiché porta alla nascita. La libido, però si consuma piuttosto velocemente e gli Elfi sono più portati ad indulgere nelle loro principali distrazioni (arte, contemplazione della natura e via dicendo); ciononostante, la coppia ricorderà sempre con felicità il momento dell'unione volto a far nascere e poi crescere i bambini. Gli Elfi hanno pochissimi figli, di norma (uno o due, notevolmente distanziati l'uno dall'altro) sebbene in passato abbiamo memoria di famiglie elfiche con numerosi figli, come quella del Re Noldor Fëanor avente ben 7 eredi. Gli Elfi hanno figli nei primi momenti di matrimonio, quando i coniugi sono ancora piuttosto giovani per gli standard elfici. Maschi e femmine degli Elfi fanno quasi tutto come eguali; c'è da dire, però, che sono più spesso le donne a specializzarsi nell'arte della guarigione e gli uomini in quella della guerra, poiché si ritiene che saper togliere una vita mini in qualche modo la capacità di restituirla o migliorarla. Questa, in ogni caso, non è la regola e vi sono numerose eccezioni. Come accennato prima, gli Elfi non hanno la percezione del tempo. Questo soprattutto è dovuto alla mancanza della loro dimora ancestrale a Valinor, in Aman. Risultato di questa condizione è una malinconia persistente in ogni esponente della razza elfica, che si traduce in apatia verso lo scontro, eccessiva diffidenza verso le altre razze e morale molto inferiore alla media.
Culto
Gli Elfi sono le creature senzienti più religiose della Terra di Mezzo. Non esiste memoria di un Elfo che disonorò i Valar, le quattordici divinità principali del Pantheon della Terra di Mezzo. Di grande importanza sono anche i Maiar, divinità minori al servizio degli stessi Valar. Ogni Elfo è particolarmente devoto ad uno dei sette Valar e ad una delle sette Valiër (spose dei Valar): in particolar modo gli Elfi della Stirpe Vanyar adorano Manwë (Vala del vento e del cielo) e la sua sposa Varda (Valië delle stelle); i Noldor sono seguaci di Aulë (Vala della creazione e della terra, fabbro e artigiano fra le divinità); i Teleri hanno in grande considerazione Ulmo (Vala di tutto ciò che è acqua) e i Sindar nello specifico adorano Oromë (Vala della caccia e dei boschi) e la sua sposa Vàna (Valië della rinascita primaverile). Vi è anche una precisa connotazione del culto a seconda del luogo in cui gli Elfi vivono: gli Elfi del Mithlond, siano Teleri o meno, allestiscono altari per Ossë (Maia della Furia Oceanica e delle onde) per scongiurare tempeste marine durante la navigazione; oppure l'intera popolazione di Lothlorien è devota ad Irmo (Vala dei sogni e del sonno, chiamato anche Lorien) e sua moglie Estë (Valiër della guarigione). Tutti gli Elfi, di qualunque stirpe, non mancano di rendere omaggio alla coppia divina più importante di tutte (sebbene non sia effettivamente la coppia "Reale" composta da Manwë e Varda) ovvero Nàmo e Vairë, rispettivamente il Vala del Giudizio e della Morte e la sua sposa, Valië del Destino (e tessitrice del fato). Vige la credenza nella popolazione elfica, che la loro anima, una volta morti, raggiunga le aule di Nàmo, chiamato anche Mandos (da qui il nome "Aule di Mandos" per indicare il Regno dei Morti) e che attenda il giudizio del Valar. Una volta giudicata, l'anima rimarrà sospesa un quantitativo di tempo in base alla decisione di Nàmo, quindi potrà tornare sulla Terra di Mezzo per incarnarsi (solitamente in un corpo avente lo stesso nome del deceduto).
Relazione con le altre razze
Gli Elfi hanno gravi difficoltà a legare con membri di quelle che chiamano le "razze effimere": data la loro lunga vita, legare profondamente con un individuo di un'altra razza vorrebbe dire andare incontro certamente a un grande dolore, insanabile. Gli Elfi hanno inoltre molte riserve circa il comportamento distruttivo delle altre razze: gli Elfi rispettano la vita in ogni suo aspetto e ritengono la natura la massima espressione d'essa; le altre razze, tendenzialmente, sono intente in guerre o ad espansioni che violentano l'ambiente circostante.
Umani: gli Elfi in qualche modo ammirano i mortali, data la quantità enorme di cose che essi riescano a fare in un arco di vita tanto limitato. Gli Elfi ritengono però che tale arco di tempo è insufficiente per raggiungere una vera saggezza e guardano per questo con preoccupazione alla costante ricerca di potere e gratificazione materiale degli uomini. Si può riassumere dicendo che i sentimenti degli Elfi nei confronti degli Umani hanno due stremi: affetuosa compassione da una parte, timore dall'altra. Vi sono state unioni di Elfi e Umani in passato, ma man mano che le Ere avanzavano, questa attrazione reciproca a livello fisico si è assottigliata. Tuttavia sono noti ancora alcuni casi, terminati tuttavia in fretta dal punto di vista elfico, non tanto per l'incompatibilità delle due razze, ma per l'eccessiva brevità della vita della parte umana.
Nani: gli Elfi nutrono un grande rispetto per i Nani, considerandoli un popolo dalle grandi tradizioni. Si sono legati più e più volte a loro attraverso scambi commerciali. Gli Elfi rimangono però disturbati dalla manipolazione frequente, violenta e massiccia della natura operata dai Nani. Sono inoltre completamente spiazzati dalla preferenza dei Nani per grotte e miniere piuttosto che per gli ambienti più cari alla razza elfica. Il carattere burbero dei nani e l'atteggiamento distaccato degli Elfi provoca spesso incomprensioni e incidenti diplomatici. Questi malintesi sono solitamente appianati dalla rievocazione del rapporto che intercorreva tra Legolas figlio di Thranduil e Gimli figlio di Glòin, alla fine della Terza Era.
Orchi: gli Elfi non hanno alcun rapporto con gli Orchi. I motivi sono molti: gli Orchi sono da sempre legati all'Oscuro, sono brutali, rozzi, corrotti e adorano la distruzione almeno quanto gli Elfi amino la preservazione. In sostanza Orchi ed Elfi sono l'uno l'antitesi dell'altro; forse, però, nel profondo dell'animo degli elfi v'è una punta di tristezza in tanto odio: difatti gli Elfi più antichi e saggi si rendono conto di come gli avi degli Orchi fossero dopotutto Elfi rapiti e corrotti con la brutale forza di Morgoth. Il comportamento degli Orchi, però, lascia poco tempo anche a un Elfo per darsi risposte a queste domande che non siano di aperta opposizione.
Uruk - hai: gli Elfi sono l'unica razza che forse si rende conto della genesi completamente abnorme e scellerata degli Uruk-hai. Diversamente dagli Orchi, gli Uruk-hai in passato furono semplicemente fango e non Elfi mutilati e torturati. Dunque è facile pensare che un Elfo non riesca nemmeno a concepire l'abominia fusione di Goblin, Orchi e Uomini in un'unica entità votata all'obbedienza e alla distruzione, quali sono gli Uruk-hai. Sebbene queste creature non abbiano una volontà completamente autonoma, gli Elfi sono influenzati dagli eventi della Terza Era per i quali gli Uruk-hai portarono devastazione e distruzione al servizio del potente Saruman-Curunir, considerandoli quindi non solo una violenza alla natura, ma nemici prescelti.
Hobbit: dai tempi di Bilbo, gli Hobbit sono forse la razza con la quale gli Elfi hanno un rapporto migliore. Hanno in comune l'amore per il canto, la poesia e specialmente per la natura; gli Hobbit, inoltre, desiderano apprendere leggende ed enigmi sempre nuovi: gli Elfi, con la loro sterminata memoria e la grande gioia e abilità nel cantare e narrare storie, sono la soluzione perfetta a tale desiderio.
Kerek: gli Elfi conoscono poco i Kerek. Così come loro sono la razza più antica, essi sono quella più giovane. Non che vi sia astio fra le due parti, quanto una sottile diffidenza accentuata dalla lontananza geografica persistente fra le due popolazioni. Essendo comunque i Kerek creature di Yavanna, gli Elfi non li considerano assolutamente una minaccia, sebbene siano maldisposti ad aprirsi per alleanze o per commercio.
Mezzelfi: gli Elfi non possiedono pregiudizi verso i loro simili, tant'è che un Mezzelfo cresciuto in un Regno elfico posside gli stessi diritti e doveri di un qualunque altro Elfo. Nonostante le poche differenze, un Elfo è in grado di distinguere immediatamente un Mezzelfo, anche se dopo anni e anni di residenza in un Regno elfico. Sono incuriositi dal loro comportamento molto più adattabile e diplomatico nei confronti delle altre razze, arrivando persino a definirli imprudenti e istintivi.
Allineamento
Gli Elfi sono una razza di allineamento Buono. Il loro predominante desiderio di armonia, senza restrizioni di alcun tipo li rende particolarmente indicati per allineamenti come Neutrale Buono e Caotico Buono (quest'ultimo per la mancanza di una rigida gerarchia nei Regni Elfici). Anche l'allineamento Legale Buono è riscontrabile, sebbene sia leggermente meno comune. Gli Elfi che hanno subito molti dolori e oppressioni potranno talvolta tendere alla neutralità, ma sono rarità e sintomo di propensione verso la partenza per Aman: più spesso, infatti, gli elfi si immalinconiscono, senza mutare però assolutamente ideali cercando di risolvere concretamente i problemi che si trovano davanti. Ultimamente vi sono molti più casi di Elfi Neutrali, a causa del progressivo disinteressamento verso gli affari della Terra di Mezzo, concentrandosi più su sè stessi.
Territori
I due territori con la più grande poplazione elfica sono Bosco Atro e Lothlorien, tant'è che quando si parla di loro ci si riferisce con il termine Regno Elfico. Nel Nuovo Regno di Arnor, estremamente multiculturale e cosmopolita, sono presenti numerose famiglie elfiche, con sede nei Mithlond, i Porti Grigi. Esistono rarissimi casi di Elfi presenti nei Regni Umani di Gondor e Rohan, ma sono veramente eccezioni e sintomo della presenza di personalità elfiche piuttosto particolari.
Linguaggio
I linguaggi parlati dagli Elfi nella Quarta Era sono sotanzialmente tre. Utilizzano il Sindarin come lingua veicolare base fra tutta la razza elfica. Si tratta di una lingua molto melodica, nonostante contenga alcuni suoni aspri ("CH") ed è la lingua che di solito imparano gli Umani per comunicare in maniera più intima con gli Elfi. Utilizzano il Peredhillion come variante al Sindarin nel caso si trovino innanzi a Mezzelfi cresciuti fra gli Umani, che padroneggiano solo questa sorta di dialetto Sindarin. Si tratta appunto di una deformazione del Sindarin con moltissimi termini della Lingua Comune (Ovestron). Ormai è molto raro sentirlo parlare perché ritenuto volgare ed inadatto dagli Elfi, piuttosto buffo e incomprensibile dagli Umani. Utilizzano l'Ovestron quando devono comunicare con le altre razze poiché si tratta della Lingua Comune parlata in tutta la Terra di Mezzo. Gli Elfi tuttavia non la gradiscono particolarmente, benché accettino il fatto che non possano imporre l'uso del Sindarin a tutte le creature di Endor. Il Quenya è da considerarsi lingua morta nella Quarta Era, tuttavia i pochi Elfi Calaquendi aventi molte centinaia di anni, la custodiscono gelosamente utilizzandola sia per scambiarsi qualche parola (incomprensibile forse alla maggior parte degli Elfi Moriquendi) o per solenni celebrazioni religiose. Difatti il Quenya è la lingua parlata ad Aman dagli Elfi che vivono nel Reame Beato. Si tratta di una parlata meno fluida del Sindarin, ma con molte più sfumature vocaliche e di tono, rendendola piacevole da ascoltare, addirittura capace di rilassare le menti di chi non la comprende.
Note di gioco
La razza elfica è attualmente bloccata per far sì che non superi mai il 16% sulla popolazione totale di Quarta Era. Questo stratagemma è stato messo in pratica per mantenere stabile l'accuratezza storica per la quale gli elfi non dovrebbero essere molto numerosi durante la Quarta Era per via delle numerose partenze verso Aman degli stessi. E' importante sottolineare che tale blocco è stato volutamente imposto dal Governo Centrale successivamente al raggiungimento del 43% di elfi su tutta la popolazione di Quarta Era. Tale cifra risultava inammissibile per la maggior parte dei Governatori e così probabilmente per molti giocatori di Quarta Era che si ritrovavano personaggi Elfi ovunque. Persino nei regni umani quali Gondor e Rohan vi era un'altissima percentuale di popolazione elfica, oggi fortunatamente scomparsa. Negli ultimi tempi vi sono stati numerosi appelli per la rimozione del blocco sulla razza in seguito alla mortificazione del gioco della stessa. Tuttavia il Governo Centrale ha ribadito la sua presa di posizione pro-blocco di modo che non si possano verificare ulteriori squilibri razziali.