Esercito di Gondor
Da La Quarta Era Wiki.
Paragrafo 1: Storia
La storia dell’esercito di Gondor può essere fatta risalite al termine della seconda era, e con precisione all’anno 3320 SE quando in seguito alla caduta di Numenor, Elendil e i suoi figli fondarono i reami in esilio di Arnor e Gondor. L’esercito allora al comando di Anàrion ha il suo battesimo nove anni dopo, quando Sauron partendo da Mordor dove era tornato dopo l’inabissamento di Numenor, attacca il reame di Gondor.
Paragrafo 2: Curiosità Off
Tratti di brano estratti da “Racconti Incompiuti” di J.R.R. Tolkien: ”Nel loro paese i Numenoreani possedevano cavalli che tenevano in gran conto. Non se ne servivano però in guerra, dal momento che tutti i loro conflitti avevano luogo oltremare. Inoltre, erano di grande statura e forza, e i loro soldati abituati a portare pesanti corazze e armi. Nei loro stanziamenti sulle coste della Terra di Mezzo allevarono cavalli, servendosene però ben poco per montarli, se non per diletto e svago. In guerra, i cavalli erano usati soltanto da corrieri e da reparti di arcieri armati alla leggera (spesso non di razza Numenoreana). Durante la marcia ogni soldato portava con sé provviste per due giorni, mentre le restanti provviste, insieme ad altre impedimenta, erano portate da robusti cavalli. I soldati Dunedain, uomini di alta statura, grande forza e resistenza, erano abituati a percorrere <<senza fatica>>, armati di tutto punto, otto leghe al giorno, e precisamente otto tappe di una lega, con brevi pause al termine di ognuna (làr, in Sindarin daur, in origine significava fermata o interruzione) e un’altra, di un’ora, verso mezzogiorno. Ciò significava una marcia di circa dieci ore e mezza, di cui otto di cammino: un ritmo che potevano mantenere per lunghi periodi purchè disponessero di adeguate provviste. Se avevano fretta, potevano muoversi più rapidamente percorrendo dieci leghe al giorno (anche più in caso di bisogno, ma per periodi più brevi). Di seguito sempre tratte dal libro alcune informazioni circa alcune formazioni usate dall’esercito di Gondor Thangail, <<recinto di scudi>>, era il nome di questa disposizione dei reparti in Sindarin, la lingua normalmente parlata dalla gente di Elendil; la sua designazione <<ufficiale>> in Quenya era sandastan, <<barriera di scudi>>, nome derivante dal primitivo thandà, <<scudo>>, e stama- <<sbarrare, escludere>>. Nel termine Sindarin, il secondo elemento era un altro: cail, designante un recinto o palizzata di punte o pali aguzzi. Questo, nella forma primitiva kegle, derivava da una radice keg-, <<sporgere>>, <<essere irto>>, reperibile anche nel primitivo termine kegya, <<siepe>>, donde il Sindarin cai. Il dìrnaith, in Quenya nernehta, <<uomo-lancia>>, era una formazione a cuneo scagliata da breve distanza contro un nemico che si andasse ammassando ma non ancora schierato, oppure contro una formazione difensiva su terreno aperto. Il Quenya nehte, Sindarin naith, designava ogni formazione o oggetto che finisse in punta.
Dagli scritti di Tolkien e da alcuni saggi che discutono sui regni del passato cui l’autore si è ispirato per creare Gondor, possiamo trarre la seguente descrizione del tipico soldato: … il fante portava un’armatura completa a piastre, sotto di essa una lunga cotta di maglia che giungeva fino a sotto il bacino e fino ai polsi. L’armatura era dotata oltre che di pettorale anche di bracciali di ferro battuto e di schinieri che coprivano la gamba nella parte anteriore dal ginocchio fino alle caviglie. Al centro del pettorale campeggiava il bianco albero, simbolo del regno di Gondor. Il combattimento si svolgeva in formazioni serrate (un misto tra la falange oplitica e il sistema legionario romano) che erano variate in base alle necessità del combattimento. Oltre all’armatura l’equipaggiamento standard del soldato era costituito da un grande scudo a torre, da una lunga lancia e da una spada corta chiamata eket (la descrizione è riscontrabile nei racconti incompiuti e assomiglia al gladio romano “Poi, in fretta gettò corazza e armi, conservando solo, alla cintura, una corta spada…” J.R.R. Tolkien Racconti Incompiuti pag 370 Ed. Bompiani) tenuta sul fianco destro cosi che la sua estrazione non fosse impacciata dalla presenza del grande scudo tenuto sul braccio sinistro. Nell’esercito di Gondor sono presenti anche diversi contingenti d’arcieri muniti d’arco lungo (“le grandi coorti degli arcieri del Re si servivano di archi di cavo acciaio, con frecce impennate di nero e lunghe più di un cubito dalla punta alla cocca” J.R.R. Tolkien Racconti Incompiuti pag 237 Ed. Bompiani). L’armamento delle legioni ausiliarie montate è differente da quelle di fanteria. Esse, infatti, sono equipaggiate molto più alla leggera, i cavalieri indossano una tunica bianca con sopra un pettorale in cuoio adibito alla protezione del busto. Solo pochi indossano elmi di cuoio o di ferro, solitamente i più alti in grado. Rara è anche la presenza di schinieri e bracciali. L’equipaggiamento standard degli ausiliari consiste in una spada lunga (tale corpo non derivando dalla tradizione numenoreana non dispone dell’eket) e di una lancia da cavalleria. Essi non hanno scudo né di altre forme di protezione se non quelle elencate. I cavalli di cui dispongono, tranne i rari casi dei gradi alti, sono forniti dallo stato, e appartengono a una razza originaria dei campi del Lebennin. Gli ausiliari raramente partecipano a scontri armati per via del loro equipaggiamento leggero, che seppur non li renda adatti a scontri campali, fa si che siano perfetti per piccole scaramucce o per impieghi da esploratori o di logoramento dell’esercito nemico. Da parte di chi ha redatto il seguente statuto, c’è stato un accurato studio dei termini elfici e delle tradizioni di Gondor sul materiale lasciatoci da Tolkien, basandosi anche sui vocabolari elfici presenti nei vari libri dello scrittore e studiando le fonti storiche cui si è ispirato i cui rimandi si possono trovare nei libri meno conosciuti dello scrittore inglese. Questo studio ha portato alla realizzazione di una gerarchia con nomi di formazioni e di cariche in lingua elfica, idioma che però è di difficile comprensione e memorizzazione per coloro cui non interessa lo studio del mondo tolkeniano e delle sue lingue. Si è quindi deciso di usare un semplice espediente descritto nel paragrafo sottostante per far sì che tali cariche abbiano nomi in lingua italiana. Diversi nomi in italiano presenti nella gerarchia sottostante (tra cui coorte e compagnia) sono stati ripresi direttamente dai libri di Tolkien, cosi da rendere queste gerarchia parzialmente creata dalla fantasia dell’autore il più simile possibile a quella di Tolkien, il quale non ci ha mai lasciato documenti chiari sulla costituzione dell’esercito di Gondor, ma solamente diversi accenni sparsi nei vari libri, che ci fanno però comprendere come l’esercito sia indubbiamente ben organizzato e molto più simile (come organizzazione) alle legioni dell’impero, romano piuttosto che all’accozzaglia di contadini soldati dell’alto medioevo chiamati solo in tempo di guerra.
Paragrafo 3: Curiosità On
I nomi ufficiali delle cariche dell’esercito sono in lingua elfica di tipo Sindarin, questo perché all’epoca della fondazione dell’esercito reale di Gondor i grandi uomini della razza Numenoreana parlavano ancora correntemente, e come prima lingua, l’elfico, tramandandosela fra di loro durante la prima era dagli elfi del Beleriand. In seguito anche se sui documenti ufficiali permangano in uso i nomi in elfico, tra la truppa e la popolazione si è diffusa una storpiatura dei nomi delle cariche e delle formazioni dato dal progressivo imbastardimento della lingua usata all’interno del regno. Vi è stato, infatti, un progressivo intreccio tra la parlata pura dei numenoreani sbarcati sulle coste della terra di mezzo e i dialetti locali presenti prima del ritorno degli alti uomini dell’Ovest. Ciò ha portato all’uso di termini più semplici e comprensibili anche per chi non discende da famiglie numenoreane, e che quindi non conosce l’elfico. Nel seguente testo useremo principalmente i nomi in lingua volgare e dove c’è ne sia bisogno, sarà messo tra parentesi il corrispettivo elfico della carica. Questo per permettere anche ai membri dell’esercito che non provengano da famiglie nobili di comprendere al meglio e in breve tempo la gerarchia dell’esercito di Gondor. Restano però in uso termini elfici con significati più strettamente militari, come i nomi delle varie formazioni di combattimento o di elementi dell’armamentario del soldato. A differenza degli altri nomi che sono in Sindarin, quelli del primo e del secondo capitano di Gondor sono in origine in lingua Quenya, conosciuta solo dai maggiori tra i numenoreani. Anch’essi sono stati modificati con il tempo nella lingua volgare, ma come per gli altri rimangono in uso i nomi in Quenya per i documenti ufficiali.
Paragrafo 4: Definizione
L’esercito è l’unico corpo militare adibito al mantenimento dell’ordine all’interno del regno di Gondor. Il comando di tale corpo è detenuto dal Primo Capitano di Gondor, carica suprema dell’esercito responsabile delle proprie azioni solamente davanti al Re. Nelle mani del Re, e solo nelle sue, l’esercito giura fedeltà al sovrano, al regno e al compito assegnatogli. Esso è portatore degli ideali di Gondor e di Numenor, e si professa come “Solo e Unico” difensore del regno e della sua integrità. L’esercito dipende esclusivamente dal volere del Re e del Capitano Generale, e di nessun altro. Solo In mancanza dl Re o di un suo discendente di sangue l'esercito dipende dal volere del Sovrintendente.
Paragrafo 5: Requisiti D'Ammissione
Per entrare a far parte dell’Esercito di Gondor, è necessario far richiesta alla figura del Capitano o dei suoi vice tramite missiva privata, lo stesso o uno dei suoi delegati, compirà un colloquio sia in off sia in on all’aspirante, tale colloquio provvederà a verificare il possesso dei seguenti requisiti: Art 5.1 Appartenere alle razze umana, mezzelfica, o elfica. Non esistono restrizioni per quanto riguarda il sesso dell’aspirante. Altre razze sono ammesse all’interno dell’esercito ma per compiti specifici che non riguardano il combattimento. Sono in ogni caso escluse le razze di indole prettamente malvagia (Orchi e Uruk) e quegli appartenenti alle razze non ammesse a Gondor. Art 5.2 Possedere la cittadinanza del regno di Gondor e avere di conseguenza giurato fedeltà al Re e al regno. Art 5.3 Conoscenza dello Statuto del Regno e dello Statuto della gilda. Art 5.4 Essere a conoscenza dei manuali di gioco de La Quarta Era. Art 5.5 Essere iscritti al gdr da almeno due settimane. Art 5.6 Almeno una settimana dall’abbandono o espulsione dalla gilda precedente. Art 5.7 Essere in possesso di una scheda ben curata e completa in ogni campo. Art 5.8 Buona conoscenza dell’ambientazione del gioco. Art 5.9 Assenza d’incriminazioni passate o presenti su di se da parte di Gondor o di altri Regni per crimini puniti a Gondor.
N.B. Il non rispetto di tali requisiti comporta l'espulsione immediata dall’Esercito di Gondor o qualsiasi altra punizione decisa dal Primo Capitano di Gondor e dagli Ufficiali. Le domande, nel qual caso i richiedenti non avessero i requisiti sopra richiesti sono da considerare automaticamente bocciate. Il Capitano di Gondor potrà eseguire a sua discrezione l’annullamento del punto 5.5 per un individuo meritevole.
Paragrafo 6: Sede Dell’esercito
L’esercito come garante dell’unità e della difesa del regno possiede sedi nelle principali città di Gondor e diversi presidi nelle varie regioni del regno. Le principali sedi si trovano: - Nella sesta cerchia di Minas Tirith. Questa è la sede principale dell’esercito, dove hanno sede anche il comando e gli appartamenti dei maggiori ufficiali, tra cui quello del Primo Capitano. Al suo interno ha stanza per l’addestramento e al suo fianco ha le stalle per i cavalli degli ufficiali e dei messaggeri. Inoltre all’interno della città di Minas Tirith esiste un presidio dell’esercito presso la porta di ogni singola cerchia di mura. Il principale di questi presidi si trova presso la prima cerchia, dove i soldati accolgono i viandanti e i cittadini del regno. All’interno della caserma alla sesta cerchia sono presenti anche le carceri del regno. Esse sono raggiungibili solo dai soldati dell’esercito e da chi è stato autorizzato dal Primo Capitano o dai suoi delegati. - Il comando del sud si trova nella città di Pelargir all’interno della zona militare, accanto al palazzo del Governatore della città. Un secondo presidio si trova nella zona sud-est della città, dove s’innalza una piccola fortificazione usata in passato per il controllo dei ponti e del porto della città. - Nella zona militare di Dol Amroth si trova la caserma dell’esercito sede del comando dell’Ovest. Esistono poi alcuni piccoli presidi ai cancelli della città dei cigni e un presidio più grande presso il porto della città, che consente il controllo delle merci e delle navi che approdano al porto della città. Inoltre come già detto sparsi per il territorio di Gondor all’esterno delle città, sono presenti altri piccoli presidi e stazioni per il controllo capillare e per il cambio dei cavalli per i messaggeri del regno. Quelle descritte sopra sono le principali sedi dove sono presenti i vari comandi dell’esercito.
Paragrafo 7: Scopo E Funzioni
Lo scopo dell’esercito di Gondor, è quello di difendere l’unità e l’integrità del regno, da eventuali nemici sia esterni sia interni. Esso inoltre deve mantenere l’ordine all’interno del regno, punendo gli eventuali trasgressori della legge di Gondor, per far sì che esso possa prosperare nella pace e nella tranquillità. I soldati di Gondor hanno il compito di presidiare le maggiori città del regno e i territori circostanti, cosi da segnalare con tempestività un eventuale attacco nemico e rispondere con la stessa tempestività.
Paragrafo 8: Descrizioni Corpo
L’esercito di Gondor è suddiviso in maniera molto rigida e organizzato come esercito di soldati di professione e non di soldati improvvisati. Ogni formazione maggiore è l’insieme di due o più formazioni minori, tale da rendere l’esercito compatto e al contempo elastico, avendo ogni formazione una certa autonomia sul campo di battaglia e nei suoi compiti chiave. Fuori dai Battaglioni, che sono i raggruppamenti principali, esistono inoltre altre mansioni più specialistiche, che impongono al soldato ancor più autonomia e ne impediscono l’inquadramento in formazioni predefinite. Accanto al nucleo di soldati di professione perennemente in servizio, l’esercito di Gondor può disporre della chiamata dei cittadini alle armi in caso di guerra. Tale provvedimento potrà essere preso solo dal Re di Gondor o da chi ne fa le veci. L’esercito è costituito come segue: “L’unità di base dell’esercito di Gondor è chiamata Compagnia(Gweth), essa è comandata dal Primo Compagno(Dirgweth) , cinque Compagnie (Gweth) formano una Coorte( Naith) comandato a sua volta dal Primo della Coorte (Dirnaith), che è il Primo Compagno (dirgweth) più anziano della Coorte( Naith)". Due Coorti (Naith) formano un Battaglione (Thoren) comandata dalla Prima lancia (Dirthoren), l’unione dei diversi (non hanno un numero fisso e oscillano nel tempo)Battaglioni (Thoren) formano l’esercito di Gondor comandato dal Primo Capitano(Minyacàno) coadiuvato dal suo vice il Secondo Capitano (Atteacàno), che ne assume le veci in caso di mancanza . Per usanza in testa all’esercito presso la formazione del Primo Capitano è presente il vessillo dell’esercito e del regno, che oltre ad avere funzioni tattiche, mostra, infatti, ai soldati la posizione del proprio comandante sul campo di battaglia, ha anche una funziona più spirituale, perché è simbolo della benevolenza del Re e quindi dei Valar. Per questo motivo la cattura del proprio vessillo da parte del nemico è vista come un grave segno dai soldati di Gondor. Il vessillo viene per questo motivo dato al più valente e coraggioso soldato dell’esercito che avrà il compito di difenderlo a costo della propria vita, tale soldato riceverà il titolo onorifico di Valente. Il nome originario di questa carica era inizialmente Toggaladh, che in lingua Sindarin significa portatore d’insegne, e poi stato modificato nella lingua parlata dal popolo con il termine Valente, perché è consuetudine assegnare questo compito al soldato più valido dell’esercito. L’esercito per la sua forma alquanto complessa non è però in grado di essere presente capillarmente in tutto il territorio di Gondor. Ci sono quindi altre due figure di soldati che contribuiscono e collaborano con i soldati dei Battaglioni per raggiungere questo scopo. La prima figura è quella dell’ausiliare (rochon), la sua figura deriva da quella degli antichi autoctoni del luogo che formavano la cavalleria di Gondor. L’ausiliare è armato in modo leggero e cavalca cavalli leggeri adatti per le esplorazioni, ma non in grado di sostenere scontri diretti di grande dimensione, per questo il suo nome presso la gente di Gondor con il tempo si è modificato da rochon, che vuol dire letteralmente cavaliere, ad ausiliare questo perché è un ausilio per le forze dei Battaglioni, e raramente si unisce a essa in uno scontro frontale con il nemico. La seconda figura è quella del soldato di presidio, il cui nome originale in lingua Sindorin è Mindon maethor, che può essere tradotto come guerriero della collina solitaria, dove collina è intesa come posto di osservazione elevato rispetto al territorio circostante, cioè un presidio esterno alla città, quindi il nome in lingua volgare non è altro che una semplice traduzione dalla più nobile lingua elfica. Oltre a quelle già elencate, esistono altre tre cariche che non sono inquadrate in modo rigido. La prima è quella del messo, egli è incaricato di recapitare messaggi e ordini nelle varie parti del regno. Il nome in lingua Sindorin è tolthauth che significa letteralmente portatore di guerra, dall’unione delle parole toltha, che significa far venire, portare e auth, che vuol dire guerra, questo perché inizialmente questi soldati erano usati per portare messaggi circa il movimento delle truppe in guerra. Nella lingua volgare si è però diffuso il termine messo, perché meno duro e perché con il tempo il suo compito si è differenziato, portando anche editti reali nelle varie parti del regno. La seconda è quella chiamata in lingua volgare Protettore della torre, il suo compito è di controllare e proteggere la torre di Ecthelion alla settima cerchia di Minas Tirith. Non è suo compito quello di proteggere il bianco albero, ma solo di mantenere l’ordine nella settima cerchia. Collabora quindi con la guardia della fontana, ma non ne è suo membro e non ne deve sottostare agli ordini. Il suo nome in elfico è Minas beriadir, dove beriadir, significa protettore, mentre Minas, significa torre. Il nome volgare è quindi come per altre cariche una traduzione diretta dall’elfico. L’ultima carica non è prettamente militare, anche se riceve comunque un addestramento al combattimento armato, ma la sua mansione principale è quella di seguire le truppe e assisterle per bisogni medici. Esso è il guaritore, traduzione del termine Sindarin Nestir. Questa carica a differenza delle altre ammette al suo interno anche razze che non siano quell’umana elfica o mezzelfica. Un appartenente a un’altra razza tra quelle non elencate sopra, non potrà però aspirare ad avanzamenti di carriera all’interno dell’esercito.
Altre traduzioni:
Battaglione: il nome originale in lingua Sindarin è thoren, che significa “recintato”, questo nome deriva dal fatto che tali formazioni erano recintate dalle punte delle lance dei soldati, da qui il detto che gli uomini erano recintati e in seguito il nome della formazione. In lingua volgare il termine usato è quello di Battaglione, questo perché le battaglie sono condotte da queste formazioni. E’, infatti, un fatto piuttosto raro vedere singole compagnie o singole Coorti partecipare a uno scontro con un nemico, è molto più comune, vedere queste formazioni raggruppate tra loro al momento della battaglia, in formazioni più grandi dette appunto battaglioni, cioè formazioni da battaglia.
Compagnia: il nome originale in lingua Sindarin è gweth, che significa “truppa di uomini”, in volgare si è diffuso il nome Compagnia, perché sono un numero ristretto di uomini che vivono sempre insieme. Coorte: il nome originale in lingua Sindarin è naith, che significa “cuneo”, questo perché tale formazione di combattimento era creata da questi raggruppamenti. In volgare si è diffuso il termine Coorte, perché inizialmente, durante la terza era, quando il territorio di Gondor era molto più vasto di quello attuale questi raggruppamenti vivevano fissi in grandi presidi, adibiti unicamente a loro, i soldati formavano quindi una Coorte di uomini relativamente indipendente dal resto dell’esercito, e da ciò nella lingua volgare si è diffuso questo termine.
Prima lancia: il nome originale in lingua Sindarin è dirthoren, in volgare si è unita la traduzione della particella dir che può essere tradotta con primo e il termine lancia, che deriva dal fatto che la lancia è l’arma principale delle formazioni gondoriane. È quindi impersonificato il soldato con il termine lancia, si può quindi anche tradurre tale carica con il nome Primo tra i soldati, ma è molto più in uso presso la popolazione e i membri dell’esercito, il nome Prima lancia.
Primo Compagno: il nome originale in Sindarin è Dirgweth, in volgare si è unita la traduzione della particella dir che può essere tradotta con primo e della volgarizzazione di gweth in compagnia.
Primo della coorte: il nome originale in Sindarin è Dirnaith, in volgare si è unita la traduzione della particella dir che può essere tradotta come primo e della volgarizzazione di naith in coorte. Recluta: il nome originale in lingua Sindarin è gwain, che significa “nuovo”, cioè nuovo dell’esercito, per tale carica è stato usato un termine pre-numenoreano presente nella cultura dei popoli di Gondor, che ha un significato simile a quello di nuovo.
Soldato: il nome originale in lingua Sindarin è maethor, che significa “guerriero", in volgare si è diffusa la sua traduzione letterale.
Soldato scelto: il nome originale in lingua Sindarin è berthol maethor, che significa “guerriero ardito”. Il suo nome in lingua volgare non rispecchia completamente il suo significato originale. Se, infatti, maethor è usato nella sua traduzione letterale, al posto dell’aggettivo ardito, è usato un altro aggettivo più generale che è quello scelto, perché con il tempo tale carica è stata data ai soldati più valorosi che erano scelti per le prime file delle formazioni di combattimento.
Primo Capitano di Gondor: il nome originale in lingua Quenya è Minyacàno, che significa “primo capitano”, da càno che vuol dire capitano e Minya che vuol dire primo, quindi il termine in lingua volgare non è altro che la traduzione diretta dal Quenya al volgare.
Secondo Capitano di Gondor: il nome originale in lingua Quenya è Atteacàno, che significa “secondo capitano”, da càno che vuol dire capitano e Attea che vuol dire secondo, quindi il termine in lingua volgare non è altro che la traduzione diretta dal Quenya al volgare.
Di seguito lo schema che semplifica la composizione dell’esercito: Primo Capitano di Gondor | diversi Battaglioni (2 Coorti)(Prima lancia) | Coorte (5 Compagnie)(Primo della Coorte) | Compagnia (Primo Compagno)
Paragrafo 9: Gerarchia
Ramo ufficiali: Capitano Generale di Gondor (Minyacàno)(nr.1) Secondo Capitano di Gondor (Atteacàno) Prima lancia (Dirthoren)
Ramo sottufficiali: Primo della Coorte (Dirnaith) Primo Compagno (Dirgweth)
Ramo soldati (tutti a pari grado): Soldato Scelto (berthol maethor) Ausiliare (Rochon) Protettore della torre ( Minas beriadir) Soldato di presido (Mindon maethor) Valente ( Toggaladh)(nr.1) Guaritore ( Nestir) Messo (tolthauth)
Ramo iniziale: Soldato (maethor) Recluta (gwain)
Paragrafo 10: Descrizione Delle Cariche
Capitano Generale di Gondor: è il comandante dell’esercito del regno, l’esercito ubbidisce direttamente ai suoi ordini e a quelli del Re che vengono dati tramite esso. Egli dipende direttamente ed esclusivamente dal Re di Gondor e ne è consigliere relativamente all’impiego dell’esercito. In guerra comanda sul campo le varie formazioni e a sua discrezione può avere un corpo di guardia proprio costituito da soldati scelti. Tale carica può essere coperta al massimo da una persona. Secondo Capitano di Gondor: è il secondo grado in ordine di importanza nell’esercito di Gondor, è un uomo di fiducia del Capitano generale e fa le sue veci in mancanza di esso. Risponde del suo operato solamente davanti al Capitano Generale e davanti al Re. Tale carica può essere coperta da più individui. Prima lancia: comandante di un singolo Battaglione, esso gode della fiducia del Capitano Generale. All’interno dei suoi compiti ha una certa autonomia nello gestire i suoi uomini. Esso fa parte del consiglio di guerra dell’esercito in quanto ufficiale. Primo della Coorte: è il Primo Compagno più anziano dei cinque presenti all’interno di una Coorte. Esso comanda la Coorte e la prima Compagnia della Coorte. E’ un uomo di fiducia del comandante del Battaglione, il suo grado è quello di sottufficiale. Primo Compagno: gli appartenenti a questa carica sono il vero nerbo dell’esercito di Gondor, essi appartengono alla categoria dei sottufficiali, sono i meglio addestrati tra i soldati. Essi comandano la Compagnia che è l’unità base dell’esercito. Egli ha il compito di supervisionare la carriera e l’apprendimento della recluta della legione. Ausiliare: sono i soldati montati su cavalcature leggere e veloci. Sono equipaggiati alla leggera e il loro compito principale è quello di perlustrare il territorio di Gondor e di mantenere le comunicazioni tra i vari presidi del regno. Non sono adatti a grandi scontri campali, e in guerra vengono usati per compiti di ricognizione. Guaritore: l’unico compito non propriamente militare all’interno dell’esercito e anche l’unico al quale siano ammessi appartenenti a razze che non siano quella umana, elfica o mezzelfica. Il suo compito è quello di assistere in ambito medico i soldati dell’esercito di Gondor. Soldato di Presidio: questi soldati non sono inquadrati nelle varie formazioni da battaglia, ma sono di stanza nei vari presidi sparsi per il regno di Gondor. Il loro compito principale è quello di sorvegliare le zone circostanti, essi possono essere usati in battaglia nel caso sia interessata la zona di loro competenza. Protettore della torre: è colui che protegge la torre di Ecthelion alla settima cerchia di Minas Tirith. Il suo compito non è quello di proteggere ne l’albero ne la famiglia del sovrintendente, ma solo quella di mantenere l’ordine all’interno della settima cerchia cooperando con l guardie della fontana. Messo: è colui che porta gli ordini degli ufficiali. Monta una cavalcatura veloce, ma è equipaggiato come gli altri soldati. In battaglia può essere usato per mantenere i collegamenti tra i vari battaglioni e il Primo Capitano. Valente: è il porta vessillo, a differenza degli altri soldati esso non è munito né di scudo né di lancia in battaglia, ma solo dell’eket e dell’insegna del regno. Esso dovrà difenderla ad ogni costo. Perdere l’insegna per un Valente è un disonore tale, che molti preferiscono morire con essa piuttosto che lasciarla in mano nemica, tale carica può essere occupata al massimo da una persona. Il valente è il soldato più coraggioso dell’esercito. Soldato Scelto: sono i soldati veterani, quelli che hanno combattuto in diverse campagne sotto l’insegna di Gondor e dell’esercito, sono coloro che occupano le prime file delle formazioni. Parte di essi possono costituire la guardia privata del Primo Capitano. Soldato: il membro standard della legione, colui che sul campo sta spalla a spalla con i compagni nelle formazioni gondoriane. Ben addestrato al combattimento sia in formazione che singolo. Sono i più numerosi all’interno dell’esercito. Al passaggio di grado potranno decidere quali delle carriere da soldati scelti dovranno seguire. Recluta: il novizio della legione, colui che è appena entrato tra le file dell’esercito. Esso si dovrà addestrare sotto la supervisione del Primo Compagno cosi da entrare a tutti gli effetti negli organici dell’esercito di Gondor.
Paragrafo 11: Stile E Comportamento
Art 11.1 Il saluto dell'Esercito di Gondor non si caratterizza per un particolare modo di dire o espressione linguistica ma esclusivamente con un battito del pugno all'altezza del cuore. Qualora un sottoposto saluti un superiore, dovrà, oltre il normale gesto di saluto, rimanere sull'attenti con la mano del saluto ferma sul cuore. Art 11.2 Nell'Esercito vige un fortissimo senso di cameratismo, rispetto e solidarietà tra ogni soldato e tra Ufficiali e subalterni. Il cameratismo rappresenta l'unione comune nel desiderio di vedere Gondor protetta. Il rispetto rappresenta il modo di fare di Gondor che è sempre rispettoso anche del proprio nemico. La solidarietà rappresenta l'aiuto reciproco tra i soldati nel perseguire lo scopo comune. Art 11.3 Indifferentemente dal grado vige sempre il massimo rispetto per un Soldato di Gondor. Art 11.4 L'Esercito dovrà sempre comportarsi con il massimo contegno e modo nel parlare, si rivolgeranno agli altri soldati e cittadini adoperando un linguaggio educato e formale, non dovranno comportarsi in modo inappropriato, volgare o irrispettoso. Art 11.5 Un soldato gondoriano deve saper quando utilizzare la parola e quando l'arma perché non avvengano inutili spargimenti di sangue. Ogni infrazione volontaria sarà perseguitata dalle leggi militari dell'Esercito e da quelle penali del regno. Art 11.6 Un soldato di Gondor deve sempre rispettare gli ordini che gli sono impartiti. E’quindi considerato un disonore e un’insubordinazione non rispettare un ordine diretto, la pena per un simile comportamento può andare da una punizione a un degrado, finanche all'espulsione per casi particolarmente gravi. Art 11.7 Un soldato di Gondor in battaglia deve essere sicuro di fronte l’avversario e mai impulsivo; dev’essere abile e meticoloso, preciso e veloce nell'uccidere senza mai però far soffrire l’avversario. Non deve mai godere della morte dell’avversario ma onorarne la figura qualora ne sia degno, anche nei confronti del nemico più pericoloso. Art 11.8 I soldati gondoriani non si gettano in azioni eroiche inutili che possono mettere a repentaglio la vita stessa del soldato o quella dei compagni, bisogna cercare di mantenere sempre una certa lucidità in battaglia o in situazioni che possono richiedere un particolar sforzo mentale e psicologico. Art 11.9 Ogni altra regola è dettata dal più generale comportamento militare o più semplicemente dettata in seguito per mezzo del Capitano Generale di Gondor.
Paragrafo 12: Carriera Nell’esercito
La promozione e gli avanzamenti di grado all’interno dell’esercito, avranno un carattere meritocratico, ciò vuol dire che maggiore sarà l’impegno e la bravura del personaggio, maggiori saranno le sue possibilità di essere promosso al grado successivo. La promozione è elargita esclusivamente dai capitani, in seguito alla richiesta degli ufficiali superiori dopo che essi hanno visionato, l’aspirante.
Paragrafo 13: Esclusione Dall’esercito
Un membro può essere espulso automaticamente dalla gilda per le seguenti motivazioni: Art 13.1 Violare le norme de La Quarta Era. Art 13.2 Violare le regole dell’esercito e/o del regno di Gondor. Art 13.3 Perdita della cittadinanza del regno di Gondor