Hobbit
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Storia degli hobbit
Gli hobbit della contea
Si incominciano ad avere notizie di tale popolazione soltanto recentemente alla fine della terza era. Infatti proprio in questo periodo tale landa incomincia ad assumere un ruolo importante nella storia di Arda che vede come protagonisti alcuni appartenenti a questo popolo di mezz’uomini. Anche se arrivano alla ribalta soltanto attorno al 3000 T.E. il popolo hobbit si insedia nella Contea, territorio compreso a sud dal regno di Eriador, a nord dalle steppe del regno di Nartesh, allora non ancora esistente, a ovest dal mare, infine ad est dal corso del lungo fiume Brandivino, nell’anno 1601 T.E. dopo aver ricevuto il permesso dall’allora re di Fornost Argeleb II. Guidati dai fratelli Paloidi Marcho e Blanco partirono da Brea e attraversarono il Brandivino. In cambio di tale territorio essi non dovevano far altro che mantenere attive le strade che attraversavano il regno e sistemare i ponti sul Brandivano ed infine accogliere i messi del re e augurargli loro buona fortuna. Incomincia quindi in quella data l’era della contea, da quel giorno parte il nuovo calendario della contea, sarà quindi il 1601 T.E. il 1 C.C. [Calendario Contea]. Si affezionarono subito al nuovo paese, che prima dello stato di abbandono in cui lo trovarono gli hobbit, aveva conosciuto buoni agricoltori, e la terra era ancora fertile. Dopo di ciò, gli hobbit scomparvero nuovamente dalla via dei grandi popoli, rinchiudendosi all’interno della loro vita senza interessarsi di ciò che succedeva all’esterno. Restarono formalmente sudditi del re che stanziava a Fornost, ma dopo la scomparsa dell’ultimo esponente di tale casata, scomparso durante l’ultima guerra con il capo degli stregoni di Angmar, nella quale si tramanda tra gli hobbit che essi contribuirono con un manipolo di arcieri alla difesa del regno del nord, si diedero proprie istituzioni e propri rappresentati, il cui più importante, fu senz’altro il Conte. Erano tempi duri, di cui oggi fortunatamente restano solamente leggende orali, tempi di carestie e di freddi inverni portatori di affamati lupi dal nord che facevano vittime tra la popolazione hobbit, ma fortunatamente ormai più nessuno crede in ciò e sempre che tali leggende siano uscite dalla fantasia dei vecchi che intorno al camino raccontano storie di paura ai piccoli. E’ però documentato prima dell’inizio della Q.E. che altre due battaglie videro la luce nella contea, quella del 1147 C.C. quando Brandobras Tuc mise in fuga gli orchetti che avevano invaso il decumano nord e quella del 1419 C.C. contro l’istari Saruman e dei suoi sgherri, battaglia che mise fine alla guerra dell’anello. E’ proprio nel periodo di questa seconda battaglia che avviene la prima opera scritta che narra le gesta del popolo hobbit, opera che oggi vien conosciuta sotto il nome di Libro Rosso, nome dato per via della copertina di pelle rossa, che ad oggi costituisce ancor la maggior opera letterario hobbit e che è tuttora sotto la custodi dei Belpiccolo delle torri, custodi dei confini occidentali. Proprio nel periodo della guerra dell’anello la storia hobbit incomincia ad interessare sia le altre razze che gli hobbit stessi, infatti dal 1420 C.C. in poi incominciano a formarsi le prime biblioteche nella contea, le cui più famose si possono trovare nei grandi Smial dei Tuc dove si possono ritrovare molti tomi riguardanti soprattutto la storia della terra di mezzo, a villa Brandy, il cui vecchio signore Meriadoc Brandibuck aveva contribuito con libri di proprio pugno, come L’erborista della Contea o con altri volumi scritti dagli hobbit o narranti le storie del popolo rohirrim, infine ultimo punto di ritrovo culturale della contea non può che essere la grande casa dei Belpiccolo, custode tra i più importanti volumi riguardanti la storia Hobbit. Dopo la parentesi della guerra dell’anello che aveva turbato la pace che ormai da tanto tempo regnava sulla contea, gli hobbit s’erano resi finalmente conto che al di fuori dei loro territori un altro mondo esisteva, or facevano parte dei domini di re Elessar, del nuovo re di Gondor, ma anche ciò, anche la pace portata da egli non poteva essere infinita, come tutto ciò che è vita anch’essa terminò, l’oscuro signore risorse, Gondor perse nuovamente i domini del nord e del vuoto di potere creatosi nuovamente gli hobbit non furono in interessati, lasciarono fare, e cosi un nuovo regno sorgeva a nord, il regno di Nartesh, regno che inglobò e fece sua dipendente la Contea, una nuova stagione si apriva per la popolazione hobbit, oggi come non mai pronta a difendere le sue tradizioni.
Prima della Contea
Poche notizie si hanno sugli hobbit prima che essi si insediassero nella contea, visto che anche le più antiche leggende risalgono a non prima del 1601 T.E. e il popolo degli hobbit non ha spazio nelle storie e nei ricordi dei vecchi elfi. Si pensa però che prima di giungere nell’Eriador gli hobbit fossero stanziati nella valle dell’alto Anduin e condividessero quel territorio insieme a diverse stirpi di uomini. Ciò è supposto per via di diverse prove, fra le quali la provenienza di Gollum, la cui storia è descritta nel Libro rosso dei Confini occidentali e sulla quale non ci soffermeremo, egli infatti abitava nella valle del Giaggiolo, piccola valle vicino a Lothlorien, e proprio qui venne in possesso dell’unico anello. Un’altra prova è la somiglianza di alcuni vocaboli hobbit, visto che la lingua dei mezz’uomini è ormai quasi scomparsa, con quelli usati a Rohan, e si sa per certo che i rohirrim discendono da antiche tribù nordiche che in antichità stanziavano a nord presso le sorgenti dell’Anduin. Non si sa però con precisione il perché della loro emigrazione verso ovest, alcuni dicono per la crescita troppo rapida delle popolazioni umane, altre per via di una strana ombra scura che si stava allungando da Dol Guldur sul vicino Bosco Atro. Fatto sta che essi emigrarono verso ovest, alcuni attraversando le Montagne Nebbiose, altri aggirandole verso sud, comunque tutti giunserò infine nell’Eriador dove si formarono le prime colonie di popolazione mista, tra gli hobbit e le altre razze, colonie ormai completamente scomparse, di cui rimane come traccia la sola Brea, punto d’incontro di viaggiatori di ogni dove che si trova ad est della Contea. L’unica cosa certa che si sa e che già da prima di emigrare verso ovest la popolazione degli hobbit era suddivisa in tre razze diverse tra loro: Paloidi, Pelopiedi e Sturoi. I primi, chiamati anche ramo nordico degli hobbit erano i più cri di carnagione e di capelli, erano snelli e più alti degli altri hobbit. Essi giunsero nell’Eriador attraversando le Montagne Nebbiose a nord di Gran Burrone, poi discendendo il Fiume Biano giunsero nell’Eriador. I secondi i Pelopiedi erano i più piccoli e scuri di carnagione, non portano barba e hanno piedi e mani piccoli adatti ai lavori artigianali, furono i primi a migrare verso ovest, si stanziarono presso colle vento, essi sono grandi amici dei nani ed erano la razza più numerosa e caratteristica degli hobbit. Infine gli Sturoi che sono tozzi e ben piantati, a differenza dei primi due, portavano la barba e avevano mani e piedi grossi, essi giunsero per ultimi nell’Eriador, giungendovi da sud attraverso il passo di Rohan ed errando per quelle lande per diverso tempo. Ormai poche colonie, casi più unici che rari, esistono ancora al di fuori della contea, prediligendo gli hobbit vivere tra i simili.
Gli hobbit fuori dalla Contea
Anche se la maggioranza della popolazione vive all’interno del territorio denominato La Contea, non è raro trovare comunità di hobbit al di fuori di essa. Già da prima della reazione di tale territorio, diverse comunità hobbit vivevano in piccole cittadine ad est del corso del Brandivano, cittadine che in seguito verranno chiamate colonie, e che con il tempo scompariranno dalla cartina della terra di mezzo, lasciando viva tra loro la sola cittadina di Brea. Questa cittadina che si sviluppa nel territorio circostante al bosco di Cet e sulle colline attigue, si trova sul verde cammino, quella via che una volta collegava Fornost con Gondor, e proprio a questa via deve la sua fortuna e la sua prosperità. Qui grazie ai commerci si è sviluppata una forte comunità hobbit che vive pacificamente con il resto della popolazione costituita prevalentemente da individui di razza umana. Altri insediamenti hobbit li possiamo ritrovare a Condor e nell’alta valle dell’Anduin. Infatti secondo alcune testimonianze non tutte le famiglie hobbit si trasferirono nell’Eriador, e alcune soggiornano ancora in quei luoghi, ma troppo irrilevante è la loro presenza per essere presa in considerazione dalle altre razze. Infine un’altra comunità di un certo rilievo possiamo ritrovarla a Gondor, qui dopo la guerra dell’anello si trasferì sotto la protezione di re Aragorn II un certo numero di hobbit che vissero tranquillamente soprattutto nella bianca città e ei territori circostanti, alcuni individui di questa prima comunità, ancora si possono trovare in giro per le strade di Minas Tirith. A Gondor si trovano anche le tombe di due fra i più famosi e rispettati hobbit, membri della compagnia, Peregrino Tuc e Meriadoc Brandibuck. Anche se la maggior parte degli hobbit tende a vivere nello stesso posto per tutta la vita, senza mai lasciare il proprio luogo di origine, non è rarissimo incontrare alcuni individui di tale razza, soprattutto Paloidi, che vagabondano per i territori della terra di mezzo, e che possono decidere per motivi personali di stabilirsi in un determinato territorio dove non è comunque presente una comunità di hobbit.
Caratteristiche Razziali
Oltre alle specifiche differenze razziali sopra elencate gli hobbit hanno tra loro alcune e ben definite caratteristiche in comune.
Caratteristiche fisiche
Gli hobbit sono nella maggior parte dei casi alti dai 60 ai 120 cm, quindi il più alto dei loro può arrivare non oltre la pancia di un comune mortale, inoltre il loro peso può variare tra i 13 e i 50 Kg Come già detto tranne nei casi di appartenenza alla razza Paloide essi hanno i capelli neri o castano chiaro e molto spesso ricci. La tonalità degli occhi invece no è restrittiva negli hobbit tra cui si possono notare ogni varietà di colori. L’età della maturazione viene raggiunta al compimento del 33esimo anno di età, mentre non è raro veder giungere la loro vita anche oltre i cent’anni. Sono dei buoni tiratori sia con l’arco che con le pietre, e col tempo hanno imparato a vivere cosi bene in simbiosi con la natura da essere diventato molto silenziosi nei loro spostamenti.
Caratteristiche Psicologiche
Gli hobbit sono amanti della pace e della tranquillità, il loro comportamento è un neutrale puro, ospitali e piene di vita, i loro divertimenti preferiti sono mangiare e divertirsi. Anche se molti li vedono come degli esseri innocui, essi sono molto resistenti e riescono a trovare energie quando tutti pensano che li abbiano finite, questo unito al grande coraggio e forza di volontà che contraddistingue gli hobbit, permette loro di portare a termine anche missioni considerate troppo difficile per loro. Essi sono diffidenti nei confronti degli altri popoli, e come negli anni passati tendono a rinchiudersi nella loro società preoccupandosi quasi esclusivamente degli affari interni, anche se nell’ultimo periodo hanno acquistato sempre più interesse per le questioni esterne alla loro società.
Altro
Cultura
Pochi sono gli hobbit acculturati veramente, la maggior parte sa leggere e scrivere, ma pochi di loro trattengono fitte corrispondenze con amici e parenti. La stessa usanza di scrivere libri sulle vicende hobbit è recente, non ha più di 200 anni, il primo libro che possiamo ricordare è il Libro Rosso scritto da Bilbo e Frodo Baggins durante la T.E. e che racconta le vicende della guerra dell’anello in cui il popolo hobbit ebbe grande rilevanza. Dall’inizio della Q.E. gli hobbit presero coscienza della loro storia e dell’importanza di tramandare testimonianze scritte, si vennero cosi a formare le prime biblioteche piene di voluminosi libri, non solo locali, ma provenienti anche da altre lande. La scienza in cui gli hobbit eccellono è sicuramente la genealogia, infatti essi disegnano intricati schemi cosi da rappresentare tutte le discendenze di una famiglia. Nel vestirsi prediligono i colori vivaci, quali il verde e il giallo, colori caratteristici anche della loro terra fatta di colline verdeggianti e di campo di grano che danno il caratteristico colore dorato che si mischia e si confonde tra i vasti boschi che ricoprono la contea.
Religione
Gli hobbit non posseggono una vera e propria religione, sono esseri semplici che pensano più alla quotidianità e alla propria vita tranquilla, non hanno quindi quella grande spiritualità che caratterizza le altre razze della terra di mezzo, hanno però imparato col tempo a venerare Yavanna, la Valar della natura, e quindi considerata dagli hobbit come la loro protettrice naturale, essendo essi legati a doppio filo con la natura che gli offre ospitalità e protezione.
Lingue conosciute
Tutti gli hobbit parlano l’Ovestron o lingua comune, essi impararono tale idioma dai Numenoreani che risiedevano nei territori dell’Eriador durante la loro venuta da est. Gli hobbit non hanno mai avuto una loro lingua peculiare, si sono sempre adattati a quella dei popoli presso cui vivevano, ma ancor oggi essi usano l’Ovestron con alcune modifiche al suo interno. Infatti essi usano un linguaggio informale anche con coloro che non conoscono, dando del tu indifferentemente dalla persona con cui stanno parlando, tale usanza generò uno strano e piacevole episodio quando uno di essi si trovava a Condor durante la guerra dell’anello, ma non è questa la sede per parlarne. Inoltre essi hanno mantenuto alcuni nomi del precedente idioma, come i nomi dei giorni e dei mesi, i nomi dei luoghi e quelli di persona, ma il loro linguaggio è comunque comprensibile dato che essi usano unicamente l’ovestron.
Curiosità
Parlando degli hobbit non si può non far riferimento a due nomi molto usati da loro e di una loro usanza poi appresa dal resto dei popoli della terra di mezzo. Il primo vocabolo su cui è utile soffermarci è Smial. Gli smial, altro non sono che grandi grotte scavate nel fianco delle colline, abitazioni atte a far da casa agli hobbit più facoltosi, infatti secondo un editto della contea, possono vivere nelle grotte solamente i più ricchi e i più poveri, questi ultimi in tane con una sola apertura che funge anche da entrata. Col tempo e con la crescita della popolazione hobbit, gli artigiani e coloro che erano il ceto medio costruirono alloggi in superficie, anche la tecnica di costruzione delle case fu appresa dagli umani e dagli elfi, ma anche in questo caso gli hobbit stessi diedero un loro tocco personale, infatti tutte le porte e le finestre di tali case sono circolari. Il secondo vocabolo è Mathom, tale termine deriva dal vecchio linguaggio hobbit ed è usato per chiamare tutto ciò che non sanno utilizzare ma che non desiderano buttare via, tali erano una volta le armi che venivano per queste rinchiusi in un grande palazzo di pietraforata chiamato museo Mathom. Ora che la pace più non c’è, è la guerra è sempre dietro l’angolo gli stessi hobbit hanno riportato fuori tali strumenti, strumenti quasi tutti in mano ad i guardiacontea, corpo atto alla sorveglianza della contea. Per concludere il discorso sugli hobbit non si può non parlare dell’erba pipa, forse il prodotto più famoso della Contea, di essa si parla accuratamente nel libro L’erborista della Contea ed in esso viene descritto come siano stati gli hobbit i primi, ancor prima dei raminghi e degli stregoni a mettere questa nella pipa e a fumarla, le sue origini sono però da ricercare secondo l’autore di tale saggio a Numenor, isola ad ovest della terra di mezzo ormai sprofondata, da qui forse è stata importata dai numenoreani a Gondor e da è risalita attraverso il verdecammino, strada che un tempo collegava i territori dei due regni numenoreani del sud con quelli del nord, detto ciò però spetta al vecchio Tobia, nome anche di una pregiata marca di tale erbapipa, il merito di averla impiantata per primo all’interno della contea, visto che questa necessità di posti caldi e asciutti. Il centro di diffusione dell’arte del fumra l’erba pipa è sicuramente la locanda Il puledro impennato situata a Brea e gestita dalla famiglia Cactaceo.
Calendario Hobbit
Il calendario hobbit è leggermente differente da quello in uso nel resto di Arda. Per primo come già detto notiamo la differenza nel conto degli anni, infatti il 1 C.C. corrisponde al 1601 T.E. inoltre all’inizio della Q.E. il computo degli anni per gli altri popoli riprese da 0, al contrario gli hobbit continuarono nella loro numerazione. Per passare dagli anni del calendario umano a quello del C.C. dobbiamo sommare alla data attuale 3021 e togliere 1600, cosi avremo la datazione della Contea. Ma la differenza non consiste soltanto nella numerazione degli anni, ma anche nella suddivisione dell’anno stesso. L’anno per gli hobbit è costituito da 365 giorni, essi sono suddivisi in 12 mesi da 30 giorni l‘uno, facendo ciò restano fuori 5 giorni che non appartengono ad alcun mese, questi giorni sono il primo e secondo Capodanno, il primo e il secondo Lithe e il Superlithe. Negli anni bisestili, si aggiunge un Superlithe. Ogni anno incominciava con il primo giorno della settimana il Sabato e finiva con l’ultimo giorno della settimana il Venerdi. Nella Contea e quindi nel Clan si festeggiano le seguenti date: 22 Dicembre (Primo capodanno) 23 Dicembre (secondo capodanno) 20-26 Dicembre (29 Antea Pritore-2Postapritore) 6 Aprile (Astron) esclusivo di hobbville e del decoumano ovest, anniversario fioritura mellorn 20 giugno (primo lithe) 21 giugno (superlithe) 22 giugno (secondo superlithe) solo anni bisestili 23 giugno (secondo lithe) in anni non bisesitli cade il 22 giugno 2 Novembre (taglieraio) esclusivo della terra di buck, asi festeggia l'arrivo della compagnia hobbit a lungacque durante la guerra dell'anello 3 Novembre (taglieraio) si festeggia la vittoria di lungacque
Voci correlate
- Statuto Contea
- hobbit