I Chierici
Da La Quarta Era Wiki.
Articolo I: CENNI STORICI
La possanza di Valinor uscì dall’Ovest, e la sfida delle trombe di Eonwë riempì il cielo; il Beleriand fu tutto rutilante dalla gloria delle sacre armi, chè l’esercito dei Valar era schierato in nuove forme, bellissime e terribili, e i monti risuonavano al suo passo. L’intero potere del Trono di Morgoth fu gettato nella mischia, ed esso era divenuto talmente grande da essere incommensurabile, al punto che l’Anfauglith non bastava a contenerlo, e il Nord era tutto un incendio guerresco. Ma nulla gli valse. I Balrog furono annientati, salvo quei pochi che tra loro che fuggirono e andarono a nascondersi in grotte inaccessibili alle radici della terra; e le loro brulicanti legioni di Orchi si consumarono come stoppia in un grande incendio, quando non furono spazzate via come foglie morte da un vento ardente. Al levar del sole l’armata dei Valar conquistò la gloria immortale, e tutti i seguaci dell’Oscuro furono annientati; le voragini di Morgoth furono scavate e scoperchiate, e la potenza dei Valar calò nelle viscere della terra. Quivi Morgoth fu legato con la catena di Angaior che già un tempo lo aveva gravato, e la sua corona ferrea divenne un collare da mettergli al collo, e il suo capo stava piegato fino alle ginocchia. Vittoriose, dunque, le Potenze dell’Ovest tornarono in Aman e, riunito il sommo conclave nel cerchio della sorte, Manwe Sulimo, con voce ferma e sicura, osservando uno ad uno gli altri Valar, disse «Ebbene la guerra è conclusa, Melkor annientato, ma, invero, il male tornerà ancora sulle care coste delle terre esterne…destinate, ahimè, per volere di Colui che regge sovra ogni cosa, ad una perpetua battaglia, che non s’arresterà fino alla fine di Ea, quando le terre saranno rovesciate e le acqua perdute nell’abisso». Allora osservò mite Yavanna, la Dispensatrice di Frutti «Quand'è così perché non mandare alcuni fra i Maiar ? Essi, a noi più simili e cari, ben sorveglieranno quelle lacrimose terre».«Dici bene, non Abbandoneremo in balia del male Coloro dal Cuore Forte che, in quei miseri luoghi, Anelano alla Luce e Disprezzano l'Ombra -proseguì con voce tonante Ulmo, Signore delle Acque- Dobbiamo Mantenere un Baluardo per coloro che non sono del tutto Ciechi, ma invero, sappiate, che non ancora è giunto il tempo dei Maiar, essi saranno mandati, quali nostri messaggeri, mille anni trascorsi dall’inizio della Terza Era degli Eldar». Dopo una breve pausa durante la quale Manwe consultò se stesso e quindi Iluvatar, che si esprimeva per mezzo del suo intimo pensiero, interruppe il silenzio ed emise una sentenza: Solo in futuro i Maiar sarebbero giunti, mentre, in quei tempi l’arduo e periglioso incarico sarebbe stato affidato ad alcuni prediletti fra Figli dell’Uno. Erano questi dodici primogeniti, che, conosciuto il loro destino, senza domandar ragione, immensa era la loro fede nell’Uno, si prepararono a seguir onore e gloria; con un grande giubilo i Sommi e gli Eldar tutti li salutarono, dacché sapevano che mai sarebbero tornati indietro, ma fino alla fine avrebbero adempiuto il loro compito, anche dopo l’arrivo degli Istari. Indi, con tre navi salparono ed attraversarono il mare, luminosi della forza delle Potenze, approdarono in Arda corrotta, dove, trovati nuovi adepti fra uomini e mezzelfi, iniziarono la loro sacra missione. E così nelle Terre Esterne risiederanno, per sempre, finché il destino di Arda non sarà compiuto.
Articolo II: INTRODUZIONE E REQUISITI
I. I Chierici sono una gilda della Quarta Era, ove svolge le proprie funzioni.
II. I Chierici sono una gilda mistica pura.
III. Possono accedere alla gilda soltanto coloro che dispongono di un allineamento legale buono, neutrale buono o legale neutrale. Eventuali eccezioni debbono verranno valutate esclusivamente dagli amministratori della gilda.
IV. Sono ammesse nella gilda le seguenti razze: elfi, mezzelfi, umani ed hobbit.
IV. Nessuna cittadinanza se non quella di Mordor, delle sue province e dei suoi alleati preclude l’appartenenza alla gilda. I Viandanti, di qualsiasi allineamento sono ammessi solo dietro accorta valutazione degli amministratori, e solo dopo richiesta motivata ed esauriente.
V. Lo strettissimo legame dei Chierici con i Valar fissa la sua sede nel Regno d’Occidente, bagnato dalle sponde del mare che separa la Terra di Mezzo da Aman, il luogo ove dimorano i Sommi Poteri.
VI. Alla gilda si accede principalmente per chiamata diretta da parte del capo gilda, una volta che questi ha accolto il parere favorevole della maggior parte dei suoi collaboratori. Non esclusa, tuttavia, l’apertura libera alle iscrizioni tramite apposita bacheca a Brea.
Articolo III: SCOPO E DEFINIZIONE
I. I Chierici sono i prescelti di Eru, sacerdoti e portatori della luce dei Valar, il loro animo è puro ed eletto, ripugnate il male oscuro di Melkor.
II. I Chierici, ideati nella mente dell'Uno nell'a temporalità, hanno nell'animo, per volere divino, un segno più evidente dello spirito creatore di Eru, che permette loro, ad un certo punto della vita, di svegliarsi da quel torpore della coscienza, che pervade l’animo dei mortali per carne dimoranti in Ea, e rendersi così conto del peccato che domina in Arda Corrotta.
I Chierici, ideati nella mente dell'Uno nella temporalità, portano dentro di loro un segno indelebile di Eru nel punto della creazione. Giunge nella sua vita il momento in cui questo eccezionale segno fa esplodere la Fede nei Valar e spinge l'individuo ad unirsi tra le schiere dei Chierici, svegliando l’animo del prescelto da quel torpore della coscienza, che pervade lo spirito dei mortali per carne dimoranti in Ea, e rendersi così conto del peccato che domina in Arda Corrotta. Il Chierico, quindi, possiede una propria forza spirituale derivante dal suo animo stesso: tanto più esso sarà saldo e , tanto sarà più forte il Chierico, possessore, quindi, di una maggiore energia spirituale. A temprare l'animo è la Fede del Chierico nei Sommi, che lo deve accompagnare nella sua esperienza e nel suo cammino. Quest’ultimo è in realtà un duplice percorso compiuto dai gildati nella loro progressiva elevazione verso la perfezione: uno d'ascesi spirituale, raggiunta curando a mano a mano il rapporto con i Valar e rinsaldando la propria Fede (alla cui crescita conseguono livelli maggiori di potenza del Chierico), l'altro di lotta contro il Male.
III. Tanto maggiore, quindi, sarà la Fede nei Valar, e tanto maggiore sarà la forza spirituale del Chierico che lo porterà in contatto sempre più frequente e perfetto con le sue divinità guida e fonte del potere (maggiore Fede = maggiore grado in gerarchia = maggiore contatto con i Valar = incanti più forti).
IV. I Chierici agiscono sempre ed in ogni situazione per ispirazione divina, secondo la volontà delle Potenze in comunione all’Uno stesso; essi sono esseri animati che, poiché portavoce dei Sommi, conducono la loro vita seguendo i principi morali e le virtù dello spirito; sono corretti verso ogni creatura, rispettosi e volti a non turbare la psiche degl'altri, mostrando la propria temperanza e equanimità che deriva loro dallo speciale e strettissimo contatto che hanno con gli Ainur, superato solo, ovviamente, da quello dei Maiar, gli Istari.
Articolo IV: STILE DI GIOCO E REGOLE FONDAMENTALI
I. Ogni membro è libero interpretare il ruolo di Chierico nel modo che ritiene più consono, ma sempre nel pieno rispetto delle regole della Quarta Era e del presente Statuto.
II. Il personaggio che aspira a divenire membro della gilda deve possedere un profilo consono alla medesima. Tale valutazione è effettuata dal capo gilda o da un suo collaboratore. Se questi reputa tale background non adatto alla gilda, ha il dovere di invitare l’aspirante chierico a modificarlo, entro un massimo limite di tempo fissato a due settimane.
III. Ogni membro deve essere rispettoso nei confronti dei governatori. Ogni comportamento che può mettere in cattiva luce la gilda è punito con pene proporzionali alla gravità del fatto, dal semplice ammonimento, all’espulsione.
IV. I membri della gilda, per comune tendenza alle Potenze ed all’Uno stesso, di cui sentono gli influssi benefici, sono fra di loro come fratelli, dediti all’aiuto ed al sostegno reciproco.
VII. Nella Gilda è presente una gerarchia ben determinata, data dalla perfezione dell’animo del chierico. Coloro che, nel cammino ascetico verso l’Uno, hanno maggior esperienza e più alto grado, devono sempre portare rispetto ai sottoposti e viceversa, ogni abuso di potere ed ogni atto di disobbedienza agli ordini saranno puniti con pene, che saranno decise dagli organi di autocontrollo della gilda.
VIII. Poiché i Chierici per loro stessa natura si sono configurati come esseri animati di alta statura morale e culturale, i giocatori della gilda devono sempre interpretare in modo serio e convincente, ma con mitezza, senza cadere nella superbia, il ruolo di saggi, di persone cui si può far affidamento nei momenti difficili e da cui si può sempre apprendere nuovo sapere.
IX. Ogni membro della gilda non può possedere nel proprio inventario oggetti magici, il potere dei Sacerdoti dei Valar deriva solo dalle Somme Potenze e dall’Uno.
X. Non vi sono restrizioni nei mestieri che il membro della gilda è in grado di intraprendere, purché si comporti sempre con correttezza e non neghi i precetti della gilda.
Articolo V: IL SALUTO
I. Il saluto di gilda, in Alto Eldarin è <Valar Aina Alkar>, sacre parole che significano <Sommo Potere dei Valar>. Tale saluto deve sempre essere usato tra confratelli e, se possibile, in qualsiasi occasione.
II. Previa autorizzazione del master, è permesso di sostituire il saluto con un altro, purché consono e non offensivo per nessun membro de La QuartaEra.
Articolo VI: IL CAMMINO DEL CHIERICO
I Chierici, avendo nella loro anima un segno maggiore della potenza di Eru, ad un certo punto della loro vita, quando non sanno ancora di esser stati destinati a divenir sacerdoti delle Somme Potenze, sentono accendersi in loro una nuova fiamma interiore, provocata dal “risveglio” del segno di Eru destinato ai suoi prescelti. Questo cambiamento li fa uscire da un torpore della coscienza, che era rimasta fino a quel momento assopita, e li chiama al sacerdozio, alla via verso la perfezione dell’animo. Nessuno sa appieno in che modo si generi questa rinascita dell’ego interiore, complesse metamorfosi dell’animo accadono nella psiche del prescelto, perché menti finite possano comprendere a pieno questo miracolo della potenza trascendente dell’Uno.
Scoperta tale vocazione e superato un esame teso a verificare che essi abbiano i requisiti morali necessari alla via della luce (perché tra i molti tranelli di Melkor, v’è quello di cercar di introdurre, fra gli eletti dei suoi Nemici, deboli elementi che possa facilmente corrompere ed usare come spie), i discepoli iniziano un cammino ascetico di purificazione dell’animo, poiché, come le stelle non lasciano cadere le loro qualità sulle pietre preziose, così Eru ed i suoi Rampolli non conferiscono ai Chierici la loro forza se non quando il loro cuore si è fatto puro e candido.
Scopo ultimo di questo è itinerario mistico è la visione intellettuale di Eru, la contemplazione di Eru nell’intelletto, ma prima di poter raggiungere cotanto privilegio, i Chierici, durante il cammino di riflessione, devono comprendere, uno dopo l’altro, i quattro elementi primordiali, che sottendono le grandi virtù dell’essere. Gli elementi primi, che Eru ideò al momento della creazione dei Valar, che sono la Terra, il Fuoco, l’Acqua e l’Aria; mentre le virtù si configurano nella temperanza, nella prudenza, nella fortezza, nella grandezza d’animo, nella sapienza, nella giustizia, nell’amore e nella carità. Per comprendere meglio il cammino del chierico, possiamo immaginare un’alta montagna, che il sacerdote deve scalare per raggiungere l’Archè, l’origine prima di tutte le cose: Eru. Questo monte si divide in quattro livelli (balze), ciascuno corrispondente ad uno degli elementi primi, più la cima, cui corrisponde ovviamente l’Archè. Nella loro scalata i Chierici sono aiutati dagli Aratar, dai Signori più importanti fra i Valar. Ogni balza è quindi divisa in due parti, una inferiore ed una superiore, ciascuna dedicata ad un solo Aratar cui Eru affidò poteri legati all’elemento fondamentale del livello in cui si trova il chierico.
Articolo VII: I LIVELLI
LIVELLO ZERO (DISCEPOLI): livello base della gerarchia della gilda, assegnato a coloro che, appena risvegliatisi dal torpore della coscienza, iniziano l’arduo cammino del chierico.
PRIMO LIVELLO (TERRA: NIENNA-YAVANNA): primo livello dedicato all’elemento primordiale della terra, cui sovrintendono due potenze celesti: Niennna e Yavanna. Si divide in due sezioni, la prima è dedicata a Nienna, ella cui è noto il dolore, infonde negli animi dei suoi fedeli la pietà per tutto ciò che dimora sulla terra, in Arda; la seconda, invece, è santa a Yavanna, la dispensatrice di frutti, che dona ai cuori dei chierici l’amore puro verso ciò che è sensibile in Ea.Coloro che fanno parte di questo livello sono detti Iniziati
SECONDO LIVELLO (FUOCO: OROME-AULE): secondo livello dedicato all’elemento primario del fuoco, guidato l’influenza benefica di Orome ed Aule. Si divide in due sezioni, la prima è dedicata ad Orome, signore della forza e della collera, che ammaestra i suoi seguaci alla fortezza ed al coraggio, virtù sottose e simboleggiate dal “robustoso fuoco”; la seconda è invece santa ad Aule, signore di tutti i mestieri, che dona alle menti dei chierici la maestria nel plasmare tutte le essenze sensibili attraverso la forza del fuoco. Coloro che fanno parte di questo livello sono detti Seguaci
TERZO LIVELLO (ACQUA:ULMO-MANDOS): terzo livello dedicato all’elemento primordiale dell’acqua, cui sovrintendono Ulmo e Mandos. È diviso in due sezioni, la prima è guidata da Ulmo, signore delle acque, che, per non aver mai abbandonato, anche quando colpiti dall’ira dei Valar, i Figli di Iluvatar, dona ai sacerdoti degli Aratar la virtù della misericordia e la purezza di cui l’acqua è vessillo; la seconda è invece sacra a Mandos, signore di ciò che sarà e custode delle Aule dei Morti, che infonde nell’animo dei chierici la capacità di distinguere sempre il bene dal male, la giustizia e la capacità del buon consiglio. (Per Conferire Un Ordine Preciso Ed Assoluto Alla Struttura Della Gilda E Data L’impossibilità Di Riportare In Un Misero E Contingente Scritto L’essenza Trascendente Degl’Aratar, Senza Che Siano Determinate Modifiche Alla Loro Struttura Perfetta, Mandos È Stato Inserito Nell’elemento Primario Dell’acqua. Tuttavia Ciò È Stato Fatto Anche Sulla Base Di Una Constatazione Al Contempo Fisica E Dottrinale, Infatti Le Anime, Di Cui I Chierici Hanno Parziale Controllo, Sono Da Considerarsi Come L’essenza Che Separa Ciò Che È Materiale, Da Ciò Che Trascende La Stessa Realtà. Esse Dunque, Metaforicamente Posso Essere Rappresentate Dall’acqua Che Né È Solida, Né Ineffabile). Coloro che fanno parte di questo livello sono detti maestri ed hanno quindi la facoltà di fare da mentore e da guida ai chierici di grado inferiore.
QUARTO LIVELLO (ARIA: VARDA-MANWE): quarto livello dedicato all’aria, posto sotto la guida di Varda e di Manwe. È diviso in due sezioni, la prima è dedicata a Varda, signora delle stelle, che dona ai chierici la speranza, che rende pura la mente del chierico da ogni dubbio, illuminandola con la luce divina, così come la luna e le stelle danno splendore alla notte liberandola dall’oscurità; la seconda è invece dedicata a Manwe, re supremo e primo di Arda, signore dei cieli e delle creature che vi dimorano, che dona ai suoi sacerdoti la somma sapienza, fonte prima per liberare Arda dal male. Coloro che fanno parte di questo livello sono detti Decani e sovrintendono ai maestri.
QUINTO LIVELLO (ARCHE’: ERU): è dedicata all’origine prima di tutte le cose, al termine verso il quale tendono tutte le cose nel loro anelito alla perfezione: Eru. A coloro che raggiungono questo livello l’Uno dona la virtù dell’Amore attivo del bene e la perfezione di tutte le virtù precedentemente infuse dagli Aratar. Coloro che raggiungono questo livello, oltre a godere della visone intellettuale dell’Uno, divengono le supreme guide della gilda.
Articolo VIII: CARICHE E GERARCHIA
I. La gilda al suo interno annovera 20 gradi, divisi in 5 livelli: iniziati, seguaci, maestri, decani e chierici.
II. La prima carica è quella di
Discepolo dei Chierici
Gli iniziati (TERRA) si dividono in quattro categorie di importanza crescente:
Chierico Iniziato Chierico Iniziato Fedele Chierico Iniziato Illuminato Chierico Iniziato Superiore
I seguaci (FUOCO) si dividono in quattro categorie di importanza crescente:
Chierico Seguace Chierico Seguace Fedele Chierico Seguace Illuminato Chierico Seguace Superiore
I maestri (ACQUA)si dividono in due categorie di importanza crescente
Chierico Maestro Chierico Maestro Fedele Chierico Maestro Illuminato Chierico Maestro Superiore
I decani (ARIA) si dividono in sei categorie di importanza crescente
Chierico Decano Chierico Decano Fedele Chierico Decano Illuminato Chierico Decano Superiore
Gli eletti si dividono in tre categorie di importanza crescente
Chierico Eletto Chierico Eletto Superiore Sommo Chierico [M]
III. Capogilda è il Sommo Chierico [M], nella cui persona, la più vicina alle potenze celesti dopo i Maiar, è infuso il massimo potere che i Valar ed Eru possono donare a creature dalla carne mortale. Vivono in lui, allo stato più puro, tutte le più grandi virtù (temperanza, prudenza, fortezza, grandezza d’animo, sapienza, giustizia, amore e carità) dalle quali trae la forza necessaria per pregare degnamente i Valar, dai quali deriva unicamente il suo potere.
IV. I Vice master di gilda sono individuati nelle figure del “Chierico Eletto” e del “Chierico Eletto Superiore”. In caso di assenza del capogilda essi hanno in mano la direzione della gilda, ma non possono prendere alcuna decisione senza prima consultare i membri della gilda stessa. Il Chierico Superiore di Eru ha poteri di poco inferiori al capogilda in quanto la sua mente non è ancora in grado di essere pienamente in comunione coi Santi. Nella sua persona, vivono le stesse virtù del Sommo Chierico, ma non si sono ancora sublimate verso la pura perfezione. Il Chierico di Eru ha poteri inferiori rispetto al Chierico Superiore perché la sua mente ha appena intrapreso la via che porta alla comunione coi Santi e con l’Uno.
V. I Decani sono inferiori ai chierici per poteri, la loro mente non si è ancora dischiusa alla suprema potenza dell’Uno. Nell’organizzazione della gilda hanno il compito di sovrintendere all’operato dei Maestri.
VI. I Maestri sono inferiori per potere ai Decani, poiché non hanno ancora ricevuto gli influssi benefici da Manwe e Varda. Hanno il compito di guidare in discepoli nel cammino del chierico.
VII. I Seguaci hanno grado inferiore rispetto ai maestri, dato che la loro mente è ancora troppo legata ai beni materiali del mondo.
VII. Gli Iniziati sono coloro che hanno appena appreso il difficile cammino del chierico, hanno superato la fase di discepolo e così possono essere influenzati dagli influssi benefici degli Aratar.
VIII. I Discepoli sono coloro che hanno appena superato l’esame di ammissione e devono ancora purificare l’anima prima di intraprendere la via verso la luce.
Articolo IX: ORGANI DELLA GILDA
I. La gilda, nel rispetto delle norme della Quarta Era, prevede due organi di autoregolazione, sia in on sia in off tesi a risolvere tutti gli eventuali problemi di gestione della gilda, al fine di non creare disturbo, se non in casi di estrema gravità, ai Governatori.
II. Sono organi della gilda il Consiglio degli Eletti e l’Assemblea Generale.
III. Il Consiglio degli Eletti è costituito dal capogilda e dai due vice. In esso suprema autorità ha il Sommo Chierico, la cui parola non può essere messa in discussione. Tale organo di autoregolamentazione ha il potere di prendere ogni decisione riguardante la gilda, sia in off ed in on, purché rispetti questo statuto e le leggi delle Quarta Era. Sovrintende inoltre alla giustizia all’interno della gilda, le sue decisioni sono inappellabili.
IV. L’Assemblea generale è il consiglio ecumenico di tutti i chierici, ha solo potere propositivo e non può prendere alcun provvedimento.
Articolo X: CAPACITÀ
I. I membri dell’Ordine sono in grado di usare solo armature leggere ed oggetti di fattura elfica, umana o hobbit.
II. Sono ammessi i seguenti tipi di armi quali competenze di combattimento:
-Spada Corta; -Armature Leggere; -Armature Medie; -Scudi Piccoli; -Pugnali / Coltelli; -Verghe; -Spada Lunga.
III. I membri della gilda ricevono i loro poteri dagli Aratar e da Eru e sono tenuti a adorare tutti i Valar, da cui traggono comune supporto. Conoscono ed applicano quindi le magie del ramo clericale.
IV. Anche se il potere dei Valar e di Eru è onnipresente, in determinati luoghi, dove primeggia la malvagità di Morgoth, i chierici possono risultare indeboliti.
Articolo XI: CONCENTRAZIONE E PREGHIERA
I. Sommo e puro è il potere che i Valar infondono nei chierici. Esso si configura nel sacerdote delle Potenze sia spiritualmente che materialmente, rispettivamente nelle virtù dell’essere e nei poteri che si possono definire “magici clericali”.
II. Per poter disporre di questi incanti, dato che essi derivano univocamente dalle Potenze di Arda e dall’Uno, il chierico richiama e potenzia dentro di se la forza spirituale che necessita perché gli sia consentito il contatto con i Valar per riceverne poi le energie. Raccolta questa forza il suo spirito può compier l'ascesi fino al contatto con i Valar: per riceverne dunque il potere che egli richiede, il Chierico dovrà rivolgere la Preghiera a tutti i Valar in un primo momento, e subito dopo al Vala Guida della Cerchia di conoscenza che egli sta percorrendo: egli sarà il tramite tra il volere del Chierico e la volontà dei Sommi.
III. I Chierici, riassumendo, traggono il loro potere da tutti i Valar e da Eru, dunque non solo dall’Aratar del loro livello. Quando il chierico sale di livello cambia il Valar da cui trae, in modo diretto, gli influssi benefici, ma deve ugualmente adorare tutte le altre Potenze.
IV. Il Chierico reputa pari per onore tutti i Valar, pur distinguendo fra questi gli Aratar, i più forti tra le Potenze di Arda. L'ordine in cui le divinità sono disposte nel cammino è determinato, qualora possibile, sia dall'ordine di importanza degli Aratar, segnalato nei testi sacri, sia dall'elemento primo che sovrintendono,o, nel caso questo non fosse possibile, solo dall'elemento primo.
Articolo XII: L’AVANZAMENTO NELLA GILDA
Coloro che fanno parte dei Chierici, per avanzare di livello, devono sostenere alcuni esami tenuti dal capogilda o dai suoi vice. Ogni sessione d’esame è organizzata alla distanza di un mese dalla precedente. Per passare di grado è necessaria una perfetta conoscenza della dottrina impartita fino a quel momento dai maestri, un adeguato livello di gioco e una presenza attiva. In caso di bocciatura, il candidato può presentarsi alla successiva sessione d’esami. Alla terza bocciatura vi è l’espulsione.
Articolo XIII: DOMANDA PER L'ESAME
Quanto segue riguarda la composizione dell'esame per entrare in gilda nel caso le iscrizioni fossero aperte (non il caso della chiamata diretta). Il candidato deve mandare una missiva, in cui chiede l’ammissione alla gilda, al Sommo Chierico, il quale, discusso con i suoi vice, può prendere in considerazione o meno la domanda. Se la richiesta è accettata, l’aspirante deve superare un esame teorico sulla dottrina e sullo statuto della gilda ed un esame pratico sul lancio delle magie. I due esami si tengono in giorni differenti. Se il candidato è bocciato può richiedere l’ammissione dopo un mese dalla prima richiesta.
Articolo XIV: ABBANDONO GILDA
I. Qualora un giocatore volesse abbandonare la gilda, egli è tenuto a mandare una missiva al master ed ai suoi collaboratori, adducendo valide motivazioni.
II. Esaminate queste, entro un periodo massimo fissato ad una settimana, il capogilda, sentiti i suoi vice, può decidere se esaudire la richiesta del giocatore.
III. Se le motivazioni sono valide, il giocatore abbandona la gilda senza alcun problema, se invece esse si rivelano futili, è obbligato ad aspettare un’altra settimana degradato al minimo grado, prima di poter lasciare la gilda.
IV. Il tradimento della gilda è considerato come il più infido dei reati contro la gilda, tuttavia il giocatore interessato, facendo atto di profonda penitenza, può essere riammesso a discrezione della volontà del capo gilda.