Norvad Gabilgatholu
Da La Quarta Era Wiki.
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Articolo 1: Storia di Gabilgathol
Capitolo primo: La nascita di Belegost (Anno degli alberi 1250)
"I sette popoli dei Nani erano chiamati i Barbadifuoco, gli Ampiacinta {in inglese Broadbeam}, i Lungobarbi, i Pugnodiferro, i Barbadura, i Riccineri, ed i Piedipietra. Essi si svegliarono in quattro diversi luoghi: un monte negli Ered Luin (forse nei pressi di Gabilgathol, se non proprio in quella stessa località), Gundabad, ed altre due montagne nel lontano est, ciascuna distante dalle altre come lo era Gundabad dal luogo del risveglio negli Ered Luin. Le città nanesche di Nogrod e Belegost, le due negli Ered Luin, non furono fondate dai Nani della stirpe di Durin, ma erano invece le dimore di altri Nani. Con tutta probabilità erano le dimore ancestrali dei Barbadifuoco {di Belegost} e degli Ampiacinta {di Nogrod}, le due casate di Nani che si risvegliarono negli Ered Luin settentrionali. Poiché Nogrod e Belegost non furono fondate sino all’Anno degli Alberi 1250 (quasi 2000 Anni del Sole dopo il risveglio degli Elfi), sembra evidente che i Barbadifuoco e gli Ampiacinta debbano aver iniziato a spingersi verso est poco dopo il loro risveglio. Forse tutti i Nani si ricongiunsero dapprima a Khazad-dûm con Durin, dove costruirono la loro prima città. Quando il loro numero divenne sufficientemente ampio, i sei re “più giovani” (discendenti dei padri originali) potrebbero aver condotto i loro sudditi fuori da Khazad-dûm per fondare le nuove dimore ancestrali delle loro genti.”
Parma Endorion di Micheal L. Martinez
“[…] A nord del grande rilievo di Monte Dolmed si trovava Gabilgathol, che gli Elfi nella loro lingua dicevano Belegost, vale a dire Granrocca; e a sud gli scavi di Tumunzahar, detta dagli Elfi Nogrod, ovvero Dimora Cava.”
Il Silmarillion, Quenta Silmarillion, I Sindar
Capitolo secondo: I primi rapporti con i Sindar
“Ordunque avvenne, durante la seconda era della Cattività di Melkor, che Nani penetrassero, di là dai Monti Azzurri di Ered Luin, in Beleriand. […] e gli Elfi furono sbalorditi, perché si erano ritenuti le uniche creature viventi della Terra-di-mezzo che pronunciassero parole e costruissero con le mani, e che tutte le altre non fossero che pennuti o animali terrestri. […]. Sempre scarsa fu l’amicizia tra i Naugrim e gli Eldar, benché molto profitto traessero gli uni dagli altri; ma all’epoca quei motivi del rancore che sarebbe sorto tra loro non si erano ancora manifestati, e Re Thingol diede loro il benvenuto. […] Sicché, i Naugrim faticarono a lungo e lietamente per Thingol, ed escogitarono per lui dimore secondo il modo proprio del loro popolo, profondamente scavate nella terra. Dove lo Esgalduin scendeva, dividendo Neldoreth da Region, ivi sorgeva, nel bel mezzo della foresta, un colle roccioso, e il fiume scorreva ai suoi piedi. Quivi essi fecero le sogli dell’aula di Thingol, e costruirono un ponte di pietre sopra il fiume, unica via d’accesso alle porte. Oltre queste, ampi corridoi scendevano ad altre sale e camere ben più in basso, scavate nella viva roccia, tante e così vaste che quella dimora fu detta Menegroth, le Mille Caverne. Ma, con l’avvicinarsi della terza era della Cattività di Melkor […] Thingol considerò l’idea di armi, di cui dianzi il suo popolo mai aveva avuto bisogno, e dapprima a forgiargliele furono i Naugrim, che assai erano abili in quest’opera sebbene nessuno di essi superasse gli artieri di Nogrod, dei quali Telchar il fabbro era massimo per fama. […] Da loro ben presto i Sindar impararono la metallurgia; ma nella tempera dell’acciaio, una di tutte le arti, i Nani mai furono superati neppure dai Noldor, e nella costruzione di cotte di maglie inanellate, che inizialmente era stata ideata dai fabbri di Belegost, la loro opera non aveva rivali.”
Il Silmarillion, Quenta Silmarillion, I Sindar
Capitolo terzo: La Nauglamír (c. 100 – 503 Seconda Era)
“[…] Così Finrod giunse alle Caverne del Narog, e prese a costruirvi profonde sale e armerie al modo delle dimore di Menegroth; e quela roccaforte fu detta Nargothrond. In codesta opera, Finrod fu aiutato dai Nani dei Monti Azzurri […] e in quel periodo fu per lui fabbricata la Nauglamír, la Collana dei Nani, la più rinomata delle opere da essi eseguite negli Antichi Giorni. Era questa un monile d’oro che recava incastonate innumerevoli gemme provenienti da Valinor; ma era dotata di un potere tale per cui restava, su chi la portava, leggera quanto un filo di lino, e quale che fosse il collo che ornava, sempre gli conferiva grazia e bellezza.”
Il Silmarillion, Quenta Silmarillion, Il ritorno dei Noldor
“[…] Senza parlare, Húrin trasse da sotto il mantello l’unica cosa che aveva portato con sé da Nargothrond {saccheggiata da Glaurung, ucciso dallo stesso Húrin}, ed era nientemeno che la Nauglamír […] e la gettò ai piedi di Thingol […].
Proprio in quel periodo, grandi artieri di Nogrod erano da poco giunti nel Doriath; e il Re, convocatili, espresse loro il proprio desiderio chiedendo, se ritenevano bastante la loro abilità di rimodellare la Nauglamír, incastonandovi il Silmaril.
[…] Alla fine, il suo desiderio fu soddisfatto, e le massime opere prodotte da Elfi e Nani furono sposate e congiunte; e la bellezza della nuova fattura era straordinaria, perché ora gli innumerevoli gioielli della Nauglamír assorbivano e rimandavano, in tonalità stupefacenti, la luce del Silmaril che tra loro spiccava. Allora Thingol, sempre solo tra i Nani, fece l’atto di prendere il monile e di agganciarselo al collo; ma ecco i Nani impedirglielo ed esigere che lo consegnasse loro […]. [Thingol] ordinò ai Nani, con parole sferzanti, di andarsene subito dal Doriath, senza aspettarsi nessun compenso.
La brama dei Nani si tramutò in accesa ira; ed essi gli scagliarono addosso, alzarono le mani su di lui e seduta stante lo uccisero.
Poi i Nani, impadronitisi della Nauglamír, uscirono da Menegroth e fuggirono a est, passando per la Region. Ma la notizia si diffuse in fretta per la foresta, e ben pochi di loro pervennero di là dall’Aros, perché furono perseguiti e uccisi strada facendo; e la Nauglamír venne recuperata e riportata tra lacrime e pianti a Melian la Regina.
[…] Avvenne pertanto che l’esercito dei Naugrim, varcato l’Aros, potesse penetrare senza ostacoli nei boschi del Doriath; […] e, siperato il grande ponte, entrarono in Menegroth; quivi si verificò un evento dolorosissimo fra i tristi episodi degli Antichi Giorni. Nelle Mille Caverne si scatenò infatti la battaglie, e molti Elfi e Nani restarono uccisi; e ancora lo scontro non è stato dimenticato. I Nani ne uscirono vittoriosi, le aule ti Thingol vennero messe a sacco e depredate. Cadde Mablung dalla Mano Pesante di fronte alle porte del tesoro in cui era custodita la Nauglamír; e il Silmaril fu preso dai Nani.
[…] E ben preso la voce giunse a Beren e a Lúthien; e proprio allora, ecco venire a loro anche un messaggero del Dorath, che riferì quanto v’era accaduto.
[…] E così avvenne che, quando i Nani di Nogrod, ritirandosi da Menegroth con le schiere falcidiate, giunsero a Sarn Athrad, fossero assaliti da nemici invisibili. [...] Moltissimi dei Nani restarono sul terreno fin dal primo assalto; ma alcuni, sfuggiti all’imboscata, fecere fronte tutti assieme e si ritirarono a est verso i monti. Ma mentre salivano i lunghi pendii di Monte Dolmed, si fecero loro incontro i Pastori degli Alberi, i quali spinsero i Nani nei boschi tenebrosi degli Ered Lindon […]
[…] [Beren] di sua propria mano uccise il Signore di Nogrod, strappandogli la Collana dei Nani.”''
Il Silmarillion, Quenta Silmarillion, La rovina del Doriath
Capitolo quarto: La morte di Azaghâl nella Nirnaeth Arnoediad (473 Seconda Era)
“[…] Delle forze orientali, gli ultimi a tener duro furono i Nani di Belegost, che s’acquistarono grande fama. I Naugrim, infatti, resistevano al fuoco più validamente di Elfi e Uomini, e inoltre era loro costumanza di indossare, in battaglia, grandi maschere di aspetto spaventoso, le quali assai valsero loro contro i draghi. E, non fosse stato per i Nani, Glaurung e la sua stirpe avrebbero sterminato quanto restava dei Noldor. I Naugrim però gli fecero cerchio attorno quand’esso li assalì, e neppure la sua possente corazza valse a difenderlo appieno dai colpi delle loro grandi azze; e quando nel suo furore Glaurung si volse, abbatté Azaghâl Signore di Belegost e lo calpestò, con le ultime forze Azaghâl gli piantò un coltello nel ventre, e siffattamente lo ferì che il drago fuggì dal campo di battaglia e le belve di Angband sgomente volsero le terga seguendolo. Allora i Nani sollevarono il corpo di Azaghâl e lo portarono via; e andavano a passo lento, intonando un canto funebre con voci fonde, quasi fossero a un mortorio della loro contrada, senza più badare ai loro nemici; e nessuno osò tentare di fermarli.”
Il Silmarillion, Quenta Silmarillion, La Quinta Battaglia, Nirnaeth Arnoediad
Capitolo quinto: La caduta del Beleriand (583 Seconda Era)
“[…] Così venne posto fine al potere di Angband nel Nord, e il reame malvagio fu annichilito; e dalle profonde carceri una moltitudine di schiavi che avevano perduto ogni speranza, tornò alla luce del giorno, contemplando il mondo che era mutato. Tale infatti era stata la furia dello scontro, che le regioni settentrionali dell’occidente ne vennero infrante e il mare si precipitò rombando per molte voragine, e si ebbero confusione ed enorme fragore; fiumi scomparvero o si scavarono nuovi letti, valli si sollevarono, monti vennero livellati; e il Sirion non era più.”
Il Silmarillion, Quenta Silmarillion, Il viaggio di Eärendil e la Guerra d’Ira
Capitolo sesto: La riconquista di Belegost (174 Quarta Era)
Il ritorno della Monarchia e l’esilio forzato dei nani di Khazad-dûm, portò ben presto il regno dei Colli Ferrosi ad accrescere rapidamente le proprie ricchezze. Il Re sotto la Montagna Archaon, memore dell’antico splendore degli Antichi Giorni, decise di inviare una spedizione a Est dell’Eriador per colonizzare gli Ered Luin. Quando i coloni giunsero nei pressi dei monti incontrarono degli ambasciatori Eriadoriani i quali reclamavano il possesso degli Ered Luin. Scendendo a compromessi, entrambe le parti decisero di unire le proprie forze per riconquistare le montagne a Nord, che ben presto si dimostrarono infestate da orchi ed altre creature ostili. Guidati da una mappa, le forze congiunte dei Colli Ferrosi e dell’Eriador arrivarono infine alle porte di Belegost, ove diedero una grande battaglia all’esercito che aveva invaso l’antica città nanica, guidata dall’orco Gheyrak. L’esercito alleato ne uscì infine vittorioso, uccidento Gheyrak e ripulendo Belegost dall’orda pelleverde. Fu trovato dunque un accordo tra le due parti ed il regno di Eriador divenne quello di Arnor e Gabilgathol una sua provincia governata da un nuovo Signore di Belegost e popolata dai nani di Erebor. E fu allora che venne creato un esercito per difendere i confini e l’autonomia della provincia negli Ered Luin, i cui membri furono chiamati Norvad Gabilgatholu, Guardiani di Belegost.
Articolo 2: La gilda dei Norvad Gabilgatholu
Comma 1: Definizione
2.1.1 I Norvad Gabilgatholu (“Guardiani di Belegost”) è una gilda guerriera di allineamento neutrale de “La Quarta Era”. 2.1.2 La gilda si configura come l’esercito permanente del regno dei Colli Ferrosi stanziatosi nella provincia di Gabilgathol (Belegost) nella regione degli Ered Luin (Monti Azzurri) e risponde del suo operato unicamente al Re sotto la Montagna in Erebor (o a chi, in sua assenza, ne fa le veci), rispettando pertanto gli accordi tra il regno dei Colli Ferrosi ed il regno di Arnor sanciti nel patto di Gabilgathol (vedasi bacheca Leggi & Editti).
Comma 2: Obiettivi e finalità
2.2.1 Il principale obiettivo dei Norvad Gabilgatholu è quello di difendere la roccaforte degli Ered Luin (Monti Azzurri) da qualsiasi minaccia interna od esterna che miri a destabilizzare l’equilibrio politico, militare e sociale venutosi a creare. 2.2.2 Altra principale finalità è quella di garantire l’autonomia della provinca di Gabilgathol (Belegost) secondo quanto concordato tra il regno di Arnor e dei Colli Ferrosi, fungendo da elemento di raccordo tra i due regni. 2.2.3 Qualora il Re sotto la Montagna ritenesse necessario richiamare nel territorio dei Colli Ferrosi uno o più membri dei Norvad Gabilgatholu, questi sono tenuti a rispondere alla chiamata.
Comma 3: Saluto e comportamento
2.3.1 La gilda dei Norvad Gabilagholu assume un ruolo di completa neutralità nei confronti di qualsiasi avvenimento che non violi i principi e le finalità su cui si basa, salvo diversa decisione da parte del Re Sotto la Montagna o di chi, in sua assenza, ne fa le veci. 2.3.2 La gilda risulta completamente indipendente dal regno di Arnor, di cui si impegna tuttavia di rispettarne lo statuto come concordato tra lo stesso regno e il regno dei Colli Ferrosi. 2.3.3 Dal momento in cui un nuovo membro entra a far parte del Norvad Gabilgatholu: 2.3.3.1 Si riconosce per interno nei principi e nelle finalità espresse nel presente statuto. 2.3.3.2 È tenuto a ribadire la propria lealtà ed appartenenza alla gilda pronunciando il saluto “Ilith Mahal”(“Onore di Mahal”). 2.3.4 È tenuto, in circostanze ufficiali, a porsi sull’attenti dinnanzi ad un superiore.
Comma 4: Sede di gilda
2.4.1 La dimora dei Norvad Gabilgatholu è situata in una caverna posta dentro le mura di Gabilgathol (Belegost), sulla destra rispetto alla galleria centrale che porta alla Sala del trono. 2.4.2 L’entrata è costituita da un varco basso e stretto sulla cui sommità è raffigurato il simbolo della gilda e risulta sempre presidiata da almeno due membri dell’esercito che vietano l’accesso a chiunque non faccia parte della gilda (salvo diverse disposizioni). 2.4.3 L’interno è costituito da un’ampia sala, nella quale si tiene il Norvadul (“[Consiglio] dei Guardiani”) e dove i membri della stessa possono allenarsi. 2.4.4 Al termine della sala si trova l’armeria di gilda, che presenta un’ampia gamma di armi (asce, martelli, picconi…) e di armature di vario genere possedute solo ed unicamente dai membri della gilda stessa. 2.4.5 Un altro piccolo locale è situato sulla destra della sala principale, il cui accesso è consentito unicamente alle tre cariche più alte dell’esercito (salvo diverse disposizioni).
Articolo 3: Organizzazione interna
Comma 1: Suddivisione dei rami
3.1.1 La gilda è strutturata in unica scala gerarchica alla base della quale si trova il ramo dei Nu barazi (“Ora vincolati”) e al vertice il ramo dei Generali. 3.1.2 I Generali ricoprono le due più alte cariche nell’esercito e ricevono l’incarico direttamente dal Re sotto la Montagna con il compito di coordinare l’intera gilda.
Comma 2: Ramo dei Nu barazi
3.2.1 Hazkal (“Guerriero inesperto”): È la carica ricoperta da quei nani che aspirano ad entrare nel Norvad, ma che devo ancora dimostrare il loro valore militare e la loro fedeltà alla gilda.
3.2.2 Hondal (“Guerriero veterano”): Grado ricoperto da quegli Hazkal che si sono dimostrati leali e validi guerrieri, pronti a poter entrare a far parte a tutti gli effetti della gilda.
Comma 3: Ramo dei Guardiani
3.3.1 Difensore nanico: Rivestono questa carica quei nani che hanno meritato la fiducia da parte dei propri superiori e che diventano membri del Norvad a pieno titolo.
3.3.2 Difensore veterano: Rivestono questa carica quei nani che si sono distinti per le loro capcità belliche dagli altri Difensori nanici, rappresentando per loro un esempio da seguire e a cui ambire.
3.3.3 Guardiano di Belegost: Grado ricoperto da coloro che hanno affiancato alle capacità militari anche una rigorosa disciplina ed un comportamento impeccabile, costituendo l’elemento portante dell’esercito.
3.3.4 Maestro dei Guardiani: Chi riveste questa carica ha il compito di allenare ed addestrare i Guardiani a lui sottoposti nella disciplina militare.
3.3.5 Korga Norvad (“Capitano dei Guardiani”): Chi ricopre questo ruolo ha l’incarico di gestire interi gruppi di Guardiani, per i quali rappresenta una guida, sia per la disciplina che per la profonda capacità bellica.
3.3.6 Luogotenente di Belegost: Scelto direttamente dai Generali, ha il compito di far eseguire gli ordini da loro promulgati, sostituendoli a capo della gilda in caso di loro assenza. In casi di particolare urgenza può convocare il Narvadul.
Comma 4: Ramo dei Generali
3.4.1 Rik Norvad (“Lord dei Guardiani”): È uno dei due Generali dell’esercito nominati direttamente dal Re sotto la Montagna, il solo che può impartirgli ordini. A lui spetta principalmente l’aspetto militare della gilda, svolgendo la funzione di capo dell’esercito di Erebor stanziato nella provincia Belegost. Può convocare il Narvadul su cui ha il diritto di veto.
3.4.2 Khillerh Norvad (“Comandante dei Guardiani”): È uno dei due Generali dell’esercito nominati direttamente dal Re sotto la Montagna, il solo che può impartirgli ordini. A lui spetta principalmente l’aspetto organizzativo della gilda, svolgendo la funzione di portavoce e di primo garante della corona di Erebor nella provincia di Belegost, ricoprendo di fatto l’araldica di Signore di Belegost. Può convocare il Narvadul su cui ha il diritto di veto e a cui spetta sempre l’ultima parola.
Comma 5: Il Norvadul
3.5.1 Il Norvadul (“[Consiglio] dei Guardiani”) è l’organo decisionale interno alla gilda e può essere convocato solo ed unicamente dal Khillerh Norvad, dal Rik Norvad e, in casi di particolare urgenza, dal Luogotenente di Belegost. 3.5.2 Il Norvadul si tiene, salvo particolari eccezioni, nella sede di gilda e possono parteciparvi i membri della stessa, salvo particolari circostanze comunicate al momento della convocazione. 3.5.3 Le due cariche più alte all’interno della gilda hanno il diritto di veto su ogni tipo di decisione emersa durante il Norvadul.
Articolo 4: Requisiti di ammissione, promozioni e degradazioni
Comma 1: Requisiti d’ammissione
4.1.1 Conoscenza dell’ambientazione e del regolamento de “la Quarta Era”. 4.1.2 Iscrizione ad Era da almeno 15 giorni (salvo eccezioni). 4.1.3 Cittadinanza presso la provincia di Belegost. 4.1.4 Non vi sono limiti sull’allineamento, purché questo sia compatibile con la gilda. 4.1.5 Profilo completo nelle sue parti essenziali e coerente con la gilda. 4.1.6 Conoscenza dello statuto qui presente in ogni sua parte. 4.1.7 Le domande dovranno essere indirizzate al Khillerh Norvad o al Rik Norvad che provvederanno a stabilire una data ed un orario in cui verificare l’idoneità del pg. 4.1.8 Non saranno prese in considerazione ogni tipo di richiesta che non rispetti anche uno solo di questi requisiti.
Comma 2: Promozioni
4.2.1 L’avanzamento all’interno del clan sarà a completa discrezione del Rik Norvad e del Khillerh Norvad e basata sul criterio della meritocrazia. 4.2.2 La richiesta di una promozione all’interno del clan comporterà, se reiterata, ad un degradamento.
Comma 3: Degradazioni ed espulsioni
4.3.1 Comporterà ad una degradazione o ad un’eventuale espulsione qualsiasi atteggiamento che violi questo statuto o che comprometta la visibilità della gilda, della provincia di Belegost e/o del regno dei Colli ferrosi (compresa la non osservanza dello statuto del regno di Arnor secondo quanto stabilito tra i due regni). 4.3.2 Comporterà ad un’espulsione immediata qualsiasi atteggiamento offensivo(off-game) o chiaramente non consono all’ambientazione della 4 Era. 4.3.3 Il tradimento della gilda e/o della provincia di Belegost è punita, oltre all’immediata espulsione dall’esercito stesso, con la morte. 4.3.4 Ogni tipo di sanzione, degradazione o eventuale espulsione, sarà insindacabile e a completa discrezione del Khillerh Norvad del Rik Norvad o del Norvadul.