Ordine Nero

Da La Quarta Era Wiki.


Indice

Storia

- Le Origini -

Anno 1300 della Terza Era circa. La Terra di Mezzo Settentrionale è il gelido teatro della storia che stiamo andando a narrare. Diversi clan di uomini rozzi resistevano ai numerosi attacchi dei goblin e degli orchi delle montagne, oppressi dal freddo e dal gelo. Nell'estremo Nord nulla si conosceva, mentre intorno a quelle regioni gelide e inospitali crescevano i più nobili regni di Arthedain, di Cardolan, di Rhudaur, a seguito della morte del gran Re Earendur di Arnor, che aveva così spezzate in tre il proprio regno, dando a ciascuno dei suoi figli un trono e una regione da governare.

Fu allora che un uomo, o meglio, una creatura fu inviata nel Nord, come un dominatore. Il suo nome era sconosciuto dai più, ma la sua terribile fama era cresciuta in seguito al suo sprezzante desiderio di conoscenza e di manipolazione del mondo. La storia lo ricorda con il nome di Re Stregone, Il più terribile tra i servitori di Sauron. Fu così che l' Oscuro Signore inviò la sua più letale macchina d'intrighi e di guerra a dominare lassù, nel gelido ghiaccio del Nord. Ben presto, le scarse popolazioni di uomini e i ben più nutriti gruppi di orchi s'inchinarono di fronte al terribile potere dell'Araldo di Sauron.

In poco più di un secolo, il male prolificò, incubato tra le montagne del Nord: sul trono nero di un nuovo regno, Angmar, sedeva il terribile Stregone, ora Re di un Regno pronto ad eseguire la bieca crociata dell'Oscuro Sire. La prima a cadere sotto la forza terrificante di Angmar fu Rhudaur, assoggettata con l'inganno ad asservire il potere del Nord. Per anni, le armate di orchi condussero battaglie contro Cardolan e Arthedain.

Ma non erano solo orchi a militare sotto il dominio del Re Stregone.

La Storia dell' Ordine Nero nasce in quei secoli di dure battaglie, tremende macchinazioni e oscure corruzioni.

Il Re Stregone sapeva di aver bisogno di luogotenenti capaci, se voleva conquistare davvero i tre regni di Arnor. Di qualcuno che non temesse gli orchi che avrebbe dovuto comandare,di impavido e brillante, di fedele alla propria causa: qualcuno in grado di diffondere il verbo di Sauron e di incrementare le fila del male, o comandarle in sua vece. A Carn Dum, la propria fortezza, un piccolo gruppo di rozzi ma fieri uomini furono messi ad adorare l'Oscuro Signore e i suoi araldi, sotto l'imposizione e i dettami del Re Stregone stesso, che favorì la connessione tra quei patetici umani con il Signore Oscuro e perfino con il più possente tra gli Ainur, Melkor, tuttavia rinchiuso nella sua prigione.

Per un secolo quegli uomini e i loro discendenti vennero traviati, corrotti e brutalmente aizzati a rivolgere le più bieche preghiere contro gli idoli malvagi di Sauron e i suoi servitori, mentre la loro indole prevedeva un serrato e violento scontro corpo a corpo. Fu in loro instillato l'odio per gli elfi, per gli uomini come loro che non avevano trovato la "verità" degli oscuri dettami svelati a loro dal Re Stregone.

Costui decise di creare così un gruppo di spietati cavalieri, addestrati all'uso delle armi, specializzati nella crudeltà e nella cieca obbedienza, in grado di agire per suo conto e di portare alla vittoria le schiere di innumerevoli orchi. Furono battezzati Cavalieri dell' Ordine Nero, per il vessillo austero e completamente nero che sventolava torreggiando intorno a quelli ben più rozzi degli orchi che comandavano sotto l'egida del Re Stregone di Angmar.

La spietata guerra fu condotta da questi oscuri paladini, guardie del corpo del Re Stregone e suoi più spietati servitori, che schiacciarono così le resistenze arnoriane fino a condurre, in battaglia, alla conquista di Fornost.

Ma Fu Allora Che La Bilancia Si Ribaltò.

Cìrdan e Gondor giunsero in soccorso di Arnor e sotto gli implacabili colpi delle forze riunite il Re Stregone fu costretto alla fuga. I Torrioni di Carn Dum furono abbattuti dalla furia dei dunedain e degli elfi e la moltidutine di orchi fu spazzata via, nonostante la guida e la fede cieca dell'Ordine, che cadde sotto l'assalto degli elfi. Soltanto due cavalieri, i due priori dell'ordine, riuscirono a sopravvivere, aprendosi la strada per seguire la fuga del loro signore che tornò, senza remore alcune, nel regno di Mordor, pazientando il ritorno dell'Oscuro Signore.

- Fino a pochi anni fa -

Nella regione di Angmar un nuovo popolo calò dal nord; i Kerek spazzarono via orchi e goblin che erano resistiti nelle piccole montagne che circondavano le rovine di Angmar e fu fondata la splendente città di Itrhil; mentre un regno tramontava, ne sorgeva un altro. Nartesh. I più coraggiosi tra i kerek esploratori viaggiarono fino a raggiungere le terre che un tempo erano le fondamenta di Carn Dum, ora un cumulo di maciere ridotte all'incoltezza e alla desolazione. Il Nuovo Signore dei Kerek dominò una terra dove non più gli orchi o gli uomini dominavano, ma dove i Lupi erano la Casata Regnante, il popolo pulsante del Nord. Dal sud, tuttavia, un nuovo cuore pulsante male era rinato: Mordor era risorta dalle sue ceneri, nuovi cavalieri neri, gli Spettri Oscuri, erano sorti: diversi dai normali Nazgul, più potenti e assoggettati alla linfa del male.

E si sa, gli uomini vengono irretiti dal male.

I discendenti dei due cavalieri sfuggiti al massacro di Angmar erano signori feudatari dei Colli Ferrosi; ma il loro animo era corrotto e la fede per le oscure volontà era stata tramandata nel corso dei secoli. All'udire dell'avvento non vollero crederci: l'Oscuro Sire era tornato e con loro dei nuovi Cavalieri Neri, quegli stessi che un tempo gettarono i semi per far nascere l'Ordine... e quindi,i loro araldi dovevano risorgere. Fu così che abbandonarono le terre e i loro previlegi, marionette del loro stesso volere corrotto: seguendo gli scritti dei loro avi, tornarono sotto mentite spoglie a Nartesh, dove presero una vita normale a Itrhil, servendo il Regno dei kerek... con un oscuro progetto che si stava consumando, alla Corte dei Lupi ... negli anfratti bui delle foreste, lontano dai controlli delle Legioni, nella più assoluta segretezza, si consumavano i loro riti. Coloro che un tempo erano semplici soldati o avventurieri, irretiti da promesse di un potere inimmaginabile, furono addestrati sotto l'egida di un ordine che tuttavia, non aveva ancora una casa...

- I giorni nostri -

I due Cavalieri,ormai anziani, furono decisi ad attuare il loro piano, dopo anni di costrizioni e fatiche; deciso di costruire, pietra dopo pietra, l'antica magione della loro fortezza, a Carn Dum. Tra il gelido freddo di quelle rovine, con l'aiuto di diversi uomini irretiti nel corso della loro permanenza e dei loro viaggi, ricostruirono la Magione dell'Ordine e ivi si stanziarono. I Discendenti, seppur allo stremo delle forze e con la morte che li attendeva, designarono un successore tra i numerosi servitori che erano giunti ad aiutarli.

Ma nulla fugge all'occhio attento del Signore di Nartesh...

Cosa accadrà, ora, che l'Ordine è Risorto?



Definizione

L'ordine Nero è una gilda Mistica Combattente di orientamento Malvagio, con Sede il regno di Nartesh.



Scopo

L'Ordine Nero prefissa come suo scopo Manifesto la continuazione nel tempo dell'Ordine e del suo Credo ai posteri, per non estinguersi: inoltre, per desiderio del Priore della Follia, sono votati al recupero di antiche reliquie perdute nel corso degli anni - come i palantiri - per accrescere il potere dell'ordine nel conquistare e utilizzare dei potenti manufatti.

Ben più importanti, tuttavia, sono gli scopi latenti; all'interno dell'ordine tutti i cavalieri, pronti a tutto, si prefissano il combattimento di una crociata personale e spietata: diretta alla conversione alle divinità corrotte dei popoli liberi, annientando i servitori delle Potenze Virtuose e verso il loro sogno più grande: ricostruire Carn Dùm e ricreare lo stato vassallo di Angmar.



Il Codice e le Tradizioni

I Cavalieri dell'Ordine Nero seguono un rigido codice che sembra risalire al Primo Gran Maestro dell'ordine, redatto sotto la stessa volontà del Re Stregone di Angmar. Esso fu andato perduto nella distruzione di Carn Dum, ma i suoi precetti sono stati tramandati nel corso del tempo e riscritti dal Priore della Follia.

I. Fanatismo

I Cavalieri dell'Ordine Nero sono votati alla più cieca fedeltà al loro credo e alle potenze corrotte. Da loro traggono l'energia per continuare a vivere e combattere, verso di loro è consacrata tutta la vita dei cavalieri. Cancellare l'eresia dei valar, incapaci e - a giudizio dell'ordine - impotenti di fronte alle altre potenze corrotte, è uno degli obbiettivi dell'Ordine che non si darà pace finché ogni fervente cultore dei valar non sarà convertito o ucciso.

II. Assoggettazione

La gerarchia è fortemente verticalizzata e va rispettata con incredibile rigidità. Il Gran Maestro viene venerato dai propri cavalieri e loro stessi sono il faro oscuro che proietta la luce che devono seguire ciecamente gli scudieri, gli Epigoni e i Corifei. Nell'ordine gerarchico dell'Ordine, tutto è basato sulla più completa assoggettazione verso i superiori: lo stesso Gran Maestro sarà votato unicamente alle divinità corrotte di cui è marionetta.

III. Orgoglio

I Membri dell'ordine sono ricolmi di superbia per il loro status: sono consapevoli di essere stati benedetti da quelle che reputano le divinità più forti e sono altrettanto convinti di poter adoperare un potere immenso e incomensurabile che ai normali uomini viene notoriamente negato. L'Orgoglio dei membri dell'ordine è forte e la loro coesione è netta, elevandosi con orgoglio sulla massa dei comuni mortali e immortali.

IV. Forza

La consapevolezza dei Cavalieri che l'uso delle armi è il miglior metodo di conversione e di convinzione ne ha fatto loro di un ordine bellicoso e violento: l'addestramento militare che conducono li porta ad una notevole forza fisica e mentale, finalizzata all'utilizzo di armi per portare il panico ed il caos tra i servitori dei valar e difendere strenuamente il proprio credo.

V. Ira

La rabbia non è che uno strumento da utilizzare. L'ira ha il dovere di spronare costantemente un membro dell'ordine a condurre la propria personale guerra e nel conseguimento dei propri scopi. Più la furia è netta e ardente più il cavaliere dimostra la propria fedeltà all'ordine e alla propria causa: più la rabbia e sorda, più saranno implacabili i colpi del membro dell'ordine. Non v'è pietà né misericordia: tutto deve bruciare sotto l'inarrestabile furore del Cavaliere.

VI. Penitenza

L'Ordine, tuttavia, ricorda le proprie sconfitte e i propri peccati, le delusioni che possono aver offeso le divinità che tanto venerano. Pertanto si prostrano con deferenza verso le potenze corrotte con l'umiltà dei servi, costringendo le loro stesse vite a costrizioni e a penitenze rituali, per espiare le terribili mancanze dell'ordine nel corso del tempo, tra cui ricordano con vergogna la mancata appropriazione del Palantir ad Amon Sul durante la conquista delle colline vento, compito affidato loro proprio dal Re Stregone, la mancata uccisione di Cìrdan in battaglia e la completa disfatta di Carn Dum.

I Cavalieri dell'Ordine Nero, comunque, si prefiggono di seguire un codice piuttosto rigido, basato sui punti sovrastanti. Si impegnano a rispettare rigidamente la propria gerarchia, perfettamente consapevoli che è una delle poche cose che gli ha fatti sopravvivere, nel corso degli anni. La spada non è vista come uno strumento di difesa, ma di offesa: le armi, infatti, sono un mezzo con cui attuare i loro scopi: la gilda infatti non si frena di fronte a sciocchi obblighi morali né fa fronte a freni della coscienza: il fine giustifica pienamente i mezzi ed il rimorso non è, ovviamente, contemplato dai membri. Per attuare la conversione degli infedeli - o la loro purificazione (leggasi morte) - l'uso delle armi e del dolore fisico o mentale è consigliato tanto quanto l'utilizzo dei prodigi forniti dai Corrotti stessi. L'individualismo del cavaliere stesso è messo in secondo piano per la comunità dell'Ordine: l'unità ferrea del gruppo dei cavalieri non va però vista con il buon proposito di fratellanza, quanto come un comune accordo su cui l'unione fa la forza e dove l'unico modo per tramandare le tradizioni e tenere vivo lo spirito dell'Ordine stesso è quello di rimanere uniti. L'Ordine ha infine la priorità sul singolo, così come le divinità hanno la priorità sull'Ordine. La preghiera e il rigido addestramento guerriero fanno della vita di costoro, relativamente austera, un mezzo per perseguire gli scopi della gilda stessa. Ricreare il regno di Angmar è poi un saldamento di un antico vincolo d'onore che potrebbe riscattare la gilda stessa,, che viene reputata dai membri una benedizione delle potenze corrotte agli uomini savi, che hanno saputo verso quale parte schierarsi.



I Rituali

Vi sono per lo più soltanto due tipologie di rituali per l'ordine nero , tra cui l' Ordinamento e la Penitenza.

L'Ordinamento comprende ogni promozione dell'ordine da Epigono fino a Gran Maestro. Si tratta di rituali diversificati, che comprendono diverse funzioni.

Primo Ordinamento

Il Primo Ordinamento viene ricevuto dai Corifei per diventare Scudieri dell'ordine, con la nomina di Epigoni Neri. Si tratta di una cerimonia illuminata dalle luci delle torce, svoltasi nel freddo del sotterraneo della magione. Colui che viene ordinato deve presentarsi al cospetto di un Priore o del Gran Maestro in persona: l'apprendista dovrà giurare la propria fedeltà all'ordine e ai dettami di fronte al maestro. Un manrovescio con il guanto armato del Maestro al viso dell'ordinato sancirà la fine dell'ordinamento, con le parole <Il Dolore che provi sarà il primo passo. Da oggi in poi, sarai Epigono Nero dei cavalieri del nostro Ordine. Tuo dovere sarà Servire i tuoi signori, combattere per loro, seguire i loro insegnamenti. Ed ora, alzati, e conduci la tua via sulla strada per Angmar.> All'alzarsi dell'ordinato, l'officiante porrà sulle spalle dell'altro di una cappa corta nera bordata di bianco.

Investitura

L'Investitura è il passaggio all'ordine dei cavalieri vero e proprio. Il Rituale comprende la presenza di un priore o del gran maestro: l'investito si denuta, per poi immergersi in una vasca d'acqua gelida; mentre agisce, l'investitore elenca i sei caratteri di un Cavaliere dell'ordine. Una volta uscito, gocciolante e infreddolito, il nuovo cavaliere si inginocchia di fronte al maestro. Quest'ultimo si dovrà tagliare il palmo della propria mano con una lama, fino a raccogliere un po di sangue in un calice. Quest'ultimo verrà servito all'investito, che dopo aver giurato, dovrà bere il calice. <Accolgo il Sangue dell'Ordine, promettendo di servirlo come se ora fosse il mio stesso. Ogni grammo della mia carne sarà consacrato alla nostra causa, a quella dei Nostri Signori. Angmar risorgerà, come l'ordine che lo proteggeva: un nuovo cavaliere si alza, servitore del Gran Maestro. Che mi sia data una spada ed un obbiettivo: la mia anima verso la gloria. Il Giuramento è stato creato, saldo come il ferro dell'armatura, indissolubile come la fede: che il sangue sia versato, giunta la mietitura, dal pazzo infedele!> Brindato con il sangue dell'officiante, verrà dato al Cavaliere l'anello dell'ordine e il lungo mantello nero.

Elezione del Gran Maestro

Come gli altri rituali, anche L'elezione del gran maestro si sviluppa nel sotterraneo. L'ordinamento a Gran Maestro si svolge quando il precedente - che è solitamente a vita - è ormai defunto. Usualmente, alla cerimonia vi sono tutti i membri dell'ordine: tuttavia, obbligatoriamente, sono necessari unicamente due membri; un cavaliere ed un priore. Quest'ultimo consegnerà la spada del Gran Maestro all'eletto, mentre l'altro metterà il mantello nero bordato d'argento sulle sue spalle. L'eletto dovrà quindi alzarsi, al grido del Priore in carica <Il Gran Maestro è Caduto. Lunga Vita Al Gran Maestro!>


Per ricordare i loro innumerevoli fallimenti, i Cavalieri dell'Ordine Nero si sono posti delle punizioni da autoinfliggersi per espiare le proprie colpe e dimostrare la loro eterna e cieca obbedienza alle divinità corrotte.

Flagellazione

La Flagellazione è la punizione più comune. A petto nudo, in qualsiasi luogo, il Cavaliere farà uso di una frusta di qualsiasi genere per colpirsi ripetutamente la schiena per un minimo di cinque volte. Più frustate vengono rette, più viene dimostrata la fede del Cavaliere. Questa penitenza è bene svolgerla ogni settimana: la sua funzione è quella di ricordare i membri che ogni dolore che patiscono è dedicato alle Divinità che venerano.

Cilicio

I Cavalieri sono soliti punirsi con il cilicio, una catena d'acciaio dentellata che viene legata intorno alla coscia: tirandone un'estremità la catena si stringe intorno alla gamba, addentando le carni del cavaliere. Il Cilicio viene indossato il più delle volte dai cavalieri su una delle due gambe; ne è tuttavia vietato l'uso di due giorni consecutivamente, per evitare che l'uso prolungato dell'oggetto renda deboli le gambe del cavaliere stesso. Tuttavia, è una forma di penitenza comunmente apprezzata, dalle stesse finalità della flagellazione.

Gelo

Questa penitenza viene svolta sul tetto della magione; privo di vestiti, il penitente si pone in ginocchio durante la notte a venerare le divinità in austero controllo. I sensi intorpiditi e il gelido morso del freddo saranno una punizione sufficente per il Cavaliere che dovrà resistere al freddo di Nartesh, con l'unica consolazione le fiaccole accese sulla merlatura del terrazzo: così come le uniche fiamme che salvano l'uomo sono le fiamme del credo, così il Cavaliere verrà tenuto in vita da quel flebile e lontano calore.



Collocazione e Sede di Gilda

La sede di gilda si ritrova a Nartesh, presso le rovine di Carn Dùm. Lì i Discendenti e altri cavalieri hanno ricostruito, usando le pietre delle rovine stesse, un piccolo maniero in pietra, là dove sorgeva la ben più antica e imponente fortezza dell'ordine: attualmente, si tratta di una casa piuttosto bassa e tozza, con due entrate; dalla principale si entra in un piccolo e spoglio atrio, che conduce dunque alla sala principale, riscaldata da un enorme camino, accogliente un tavolo di pietra circolare con quindici sgabelli di legno. Una scala in pietra conduce al corridoio dei piani superiori e alle stanze dei cavalieri, divise in dieci camere uguali, con un pagliericcio e uno scrigno per i propri affetti personali. Un'altra scala dal corridoio superiore conduce al terrazzo merlato, da cui si può vedere tutt'intorno le rovine. Tornando al piano terra, una porta oltre la sala principale fa entrare in un piccolo corridoio, da cui si accede agli alloggi Del Gran Maestro:relativamente austera come le altre, vanta unicamente uno specchio e un piccolo tavolo di legno, più una branda. Sempre dalla sala centrale, comunque, si può accedere sulla destra dell'entrata ad un'altra stanza, la biblioteca, che contiene alcuni manoscritti sull'ordine e alcune copie di famosi scritti storici; una stanza adiacente alla biblioteca conduce poi al piccolo sotterraneo, grazie ad una scala. Il sotterraneo - più simile ad una cantina, per la verità - è vuoto e spoglio e lì si consumano o i riti dell'ordine o vi sono gli addestramenti dei cavalieri, lontano dagli occhi indiscreti: si tratta di uno stanzone largo circa venti metri e lungo dieci.



Gerarchia

Gran Maestro [10; 4] (carica unica) L'unica, vera Guida dell'Ordine intero. Invia i cavalieri là dove è richiesto il loro intervento per la conversione, ordina i Corifei e officia alla maggior parte dei rituali.Guida con l'aiuto del Priore della Guerra i combattimenti e infiamma i cuori dei propri cavalieri con i suoi biechi insegnamenti a favore delle forze corrotte. Massimo depositario e il più vicino, rispetto ai suoi sottoposti, alle Potenze Malvagie, si fa loro portavoce e in loro nome coordina gli sforzi del proprio ordine. Indossa un mantello nero, bordato d'argento.

Priore della Follia [9;4] (carica unica) Uno dei due priori dell'Ordine, Follia è uno dei responsabili dell'intero ordine insieme al proprio confratello: assegna ai Cavalieri più esperti l'apprendistato degli Epigoni e si dedica a predicare le vie della corruzione ai cavalieri più giovani, lanciando infuocate arringe contro i credenti dei valar. E' il responsabile della biblioteca della magione ed è il protettore dei testi contenuti al suo interno e detiene i registri dell'ordine con i nomi dei membri. Officia, inoltre, all'elezione del Gran Maestro. Indossa un Mantello viola scuro diviso da una larga banda nera verticale.

Priore della Guerra [9;4] (carica unica) Uno dei due priori dell'Ordine, Guerra è uno dei responsabili dell'intero ordine insieme al proprio confratello. Di norma violento e irascibile, ha raggiunto il massimo livello di empatia con le potenze Corrotte e come loro burattino si presta ai più oscuri dei loro artifici. Scelto tra gli altri cavalieri, è solito portare in campo i propri compagni combattendo in prima linea per la conversione degli infedeli. Come un ufficiale da campo, porta gli ordini del gran maestro direttamente in battaglia;solitamente, inoltre, segue l'addestramento militare dei Cavalieri. Officia, inoltre, all'elezione del Gran Maestro. Indossa un Mantello rosso diviso da una larga banda nera verticale.

Guardiano dell'Ordine Nero [8;4] Carica limitata a otto all'interno dell'Ordine Nero, sono i migliori tra i loro confratelli. Eletti e prescelti personalmente dal Gran Maestro sotto consiglio dei Priori, sono coloro sono stati scelti per la difesa della magione e la protezione, in combattimento, del Gran Maestro stesso. Il loro numero è stato vincolato dalla tradizione, in ricordo degli otto cavalieri neri, gli Spettri dell'Anello, che seguivano ed obbedivano al Re Stregone. Di norma, vengono scelti per difendere la magione ma anche per addestrare duramente gli epigoni. Vestono un mantello nero, bordato di blu.

Cavaliere della Superbia [7;3] Furioso combattente e orgoglioso guerriero dell'ordine, questo cavaliere ha fatto ormai proprio l'orgoglio del Codice. Fermamente convinto della strada che ha intrapreso, ha ormai studiato tutto ciò di cui ha bisogno per essere un corretto canale per le potenze corrotta e ha affinato le proprie abilità belliche fino allo stremo del proprio limite; con tutta la pienezza di sé possibile e immaginabile, ha la consapevolezza di essere uno dei migliori guerrieri dell'Ordine. Implacabile e violento, si rivela essere un furioso fanatico indossante un mantello viola bordato di nero.

Cavaliere dell' Ira [6;3] Questi Cavalieri iniziano a far propri i dettami del Codice dell'Ordine: la loro furia nel combattimento è ormai nota, come anche la loro abilità bellica. Sono ferventi credenti e combattenti la cui violenza nelle proprie gesta è stata superata dalla loro rabbia per le Potenze a lui avverse: spesso preda del furore, non concede pietà alcuna, cercando di raggiungere i propri scopi senza la minima coscienza. Il loro mantello è rosso, con la bordatura nera.

Cavaliere della Corruzione [5;2] Più abili dei cavalieri della Violenza, si distinguono da loro per una superiore abilità nell'adoperare gli incantesimi messi a disposizione dalle potenze corrotte. La loro esperienza inizia a maturare, come la fiducia che in loro riserva il Gran Maestro; quest'ultimo affida a costoro e ai loro superiori l'incarico di addestrare un epigono. Il mantello che indossano è nero, bordato di viola.

Cavaliere della Violenza [4;1] Alcuni tra i cavalieri si distinguono, ma non certo per la loro abilità negli studi : i Cavalieri della Violenza sono difatti un'evoluzione dovuta non tanto al fanatismo con cui conducono le proprie ferventi preghiere, quanto alla loro abilità bellica. Difatti, quando un Ordinato sviluppa una certa passione per la mischia e per gli scontri aperti, viene fregiato di questo titolo. La propria carica, tuttavia, non l'esonera dalle preghiere e dalle sue penitenze. Veste un mantello nero, ma ampiamente bordato di rosso.

Cavaliere dell'Ordine Nero [3;1] In seguito all'investitura di un Epigono viene creato un Cavaliere dell'Ordine Nero. Un ammasso di carne, fede, acciaio il cui compito è seguire ciecamente i dettami dell'ordine. Nonostante l'addestramento base si sia concluso e gli vengano assegnati incarichi - di basso rilievo - dal Gran Maestro o dai Priori, è da questi ultimi che il Cavaliere deve apprendere lo studio della magia corrotta: finalmente, le preghiere che aveva imparato a recitare come Epigono rivelano la loro - seppur effimera - utilità, come a dimostrazione che i loro sforzi non sono stati vani e che le Potenze Corrotte vigilano , in qualche modo, sull'ordine. Porta un mantello completamente nero e viene loro consegnato l'anello dell'ordine; solitamente non viene seguito dagli epigoni, considerati - i cavalieri - sostanzialmente ancora troppo inesperti per l'addestramento.

Epigono Nero [2;0] Lo Scudiero dell'ordine. Avendo dimostrato la coerenza e la costanza oltre che ad una certa religiosità nel seguire i dettami dell'ordine, costui viene eletto come scudiero servente di un proprio superiore. Dovrà iniziare l'addestramento militare di base con il proprio cavaliere e dovrà, con lui, iniziare l'allenamento mentale e psicofisico necessario per rendere la propria mente una volontà d'acciaio al servizio dei Corrotti. Un solo Epigono può seguire un Solo Cavaliere, solitamente più abile di uno comune, accompagnandolo nel suo errare e nei suoi compiti. Unico segno di riconoscimento tra i membri è una cappa corta nera bordata di bianco.

Corifeo dell'Ordine [0;0] Si tratta dell'iniziato, del proselita dell'ordine. Ancora all'insaputa di numerose doti e compiti specifici dell'ordine, dovrà dimostrare il proprio valore e la propria costanza nel seguire i dettami della Gilda. Non viene armato, né gli viene concesso d'entrare nella magione di gilda: non gli vengono consegnati vestiti né monili.



Requisiti e Limitazioni su Cittadinanza, Razza, Allineamento

Requisiti On-Game

Generalmente, l'Ordine Nero accetterà membri unicamente di razza Umana, la più facilmente irretibile e portata alla corruzione a causa della loro debole volontà, o semplicemente per la loro avidità e superbia. Tuttavia, sono presenti rare eccezioni, valutate singolarmente dal capogilda: analizziamo caso per caso le Razze della Terra di Mezzo. casi eccezionali

I Mezz'elfi entreranno a far parte dell'Ordine soltanto in rari casi: solo quei tali la cui parte umana ha finito per prevalere sulla natura elfica dimostrando un'indole decisamente malvagia saranno più facilmente influenzabili dalle parole e dalle gesta dell'Ordine. In linea di massima, tuttavia, sarà dura che un membro di questa razza accetti di entrare a far parte dell'ordine.

Un discorso simile può essere portato avanti per gli orchi: membri dell'ordine nero di questa razza saranno una vera rarità. Solitamente, difatti, gli orchi seguono le disposizioni dall'alto odiando con tutte le proprie forze coloro i quali si fanno loro Signori. Tuttavia, {...} alcuni fra gli orchi più intelligenti comprendono il disegno del Vala decaduto e ne riconoscono la genialità e la sua perversione dissacrante, tuttavia anch'essi non ne condividono l'impostazione rigida e finiscono per seguirlo solo per ordini insindacabili dall'alto. Vi sono senza dubbio dei casi isolati per i quali non vale il discorso sovrastante, ma sono delle vere rarità per le quali l'orco in questione si rende volontariamente strumento del compromesso che ha avuto con il Vala decaduto. {tratto dalla Scheda Razze, "orchi - Culto"}. Soltanto i pochi orchi che riusciranno facilmente a domare i propri istinti e a comprendere e ad eseguire i dettami dell'ordine potranno entrarvi a far parte.

Vi sono alcune razze escluse, ovvero:

Gli uruk hai, nonostante si dimostrino perfettamente in grado di ubbidire agli ordini e perfetti combattenti, non verranno mai accettati all'interno dell'Ordine Nero: il loro completo disinteressamento per le divinità basta come grave mancanza nei requisiti d'ammissione. {viene aggiunta, come motivazione off-game, la skill "Repellenza Arcana"}

I Nani, nonostante possano dimostrarsi in alcuni casi violentemente vendicativi, avidi e orgogliosamente superbi, non possono entrare nella gilda per la propria indole: difatti, non venerano altre divinità se non Mahal stesso, in quanto " Nessun Nano che risiede nelle terre libere manca di onorare la propria divinità, nutrendo verso di questa anche una forma di timore reverenziale. Gli stessi Nani che vivono nel Nero Impero, per quanto irretiti possano essere, si rifiutano di venerare Melkor il Decaduto, restando estranei ad una qualunque forma di culto. " {tratto dalla scheda "razze: nani - Culto"}

Gli Hobbit non vengono nemmeno contemplati; sia per l'ingenuità e la difficoltà nella loro corruzione, sia per le loro scarsissime doti fisiche comparate a quelle delle altre razze, sia per la loro indole più incline allo sfuggire al pericolo, più che gettarvisi incontro.

Ancor meno lo sono gli elfi, che mai potrebbero dimostrare un animo malvagio e incline alla Corruzione.

Per ultimi, i Kerek; Il legame naturale con Yavanna rende i membri di questa razza inadatti a partecipare alla vita dell'Ordine. Costoro non potrebbero mai combattere per le Divinità Corrotte per schiacciare le Potenze Virtuose, tra cui, per l'appunto, fa parte Yavanna stessa.

Personaggi di qualsiasi regno possono entrare a far parte dell'Ordine Nero, fatta esclusione dei regni elfici di Lothlorien e Eryn Lasgalen (Bosco Atro).

Requisiti Off-Game

  • Soltanto i personaggi di allineamento Malvagio Neutrale e Malvagio Legale verranno accettati nell'ordine, tuttavia, in casi eccezionali, il capogilda si riserva di accettare all'interno dell' Ordine personaggi Caotici Malvagi con motivazioni e bg validi.
  • Verranno accettati all'interno della gilda soltanto Player con esperienza pari a quattro mesi di role-game nel gdr La Quarta Era. Il Capogilda o chi ne fa le veci, comunque, si preserva il diritto di valutare l'idoneità del soggetto per entrare nella gilda. Non è quindi automatico che un player con almeno 4 mesi di role-game entri nell' Ordine Nero: c'è bisogno di coerenza interpretativa e buona conoscenza dei manuali di gioco, oltre ad un bg valido.
  • Per poter entrare nell'Ordine un pg già membro di un'altra gilda dovrà aspettare giorni sette dall'uscita della gilda precedente.
Strumenti personali