Raminghi

Da La Quarta Era Wiki.


«Uomini solitari, Raminghi delle zone selvagge, cacciatori..., ma ostinati cacciatori dei servi del Nemico»


Indice

Paragrafo 1: Storia

«Ma nelle zone selvagge... vi erano misteriosi vagabondi. La gente di Brea li chiamava i Raminghi e ignorava tutto sul loro conto. Erano più alti e più scuri degli Uomini di Brea e si diceva che avessero una vista e un udito eccezionali, e una straordinaria abilità nel comprendere il linguaggio delle bestie e degli uccelli. A seconda delle volte, vagavano verso sud, oppure verso est, fino alle Montagne Nebbiose; ma ormai erano rimasti in pochi e si vedevano raramente. Quando spuntavano, improvvisamente, portavano notizie di paesi remoti, e raccontavano strane storie di tempi dimenticati che tutti ascoltavano avidamente […]»

Le origini dei Raminghi vanno ricercate in quel quadro caratterizzato da tutti gli eventi che segnarono la fine del primo “Regno in Esilio” dei Númenóreani: Arnor. In seguito alla caduta di Fornost, anno 1974 della T.E., durante la guerra combattuta contro il Re Stregone di Angmar, i Dùnedain del Nord si ritrovarono, esigui nel numero ma non nella forza, con un legittimo erede al trono - Aranarth figlio di Arvedui - senza tuttavia possedere più un trono donde poter effettivamente esercitare il potere regio. Il Regno di Arnor era infatti andato perso. Fornost, la capitale, ridotta ad un cumulo di macerie. Non potendo esser incoronato Re di Arnor Aranarth si impegnò comunque ad assolvere, in qualità di erede, al proprio compito di sovrano. Si pose infatti alla guida degli ultimi Dùnedain superstiti, primo di quella che diverrà una vera e propria linea, la linea dei Capitani Dùnedain.

«-Soltanto un Ramingo!- esclamò Gandalf. -Mio caro Frodo, è precisamente ciò che sono i Raminghi: gli ultimi superstiti a Nord del grande popolo degli Uomini dell'Ovest […]»

I “Raminghi”. Così furono chiamati. Un appellativo che rimanda alla loro condizione di esiliati, esseri vaganti, guerrieri erranti, privi di alcuna stabile dimora. Da quel giorno s'adoprarono a mantenere sicuri, sotto la propria egida, quei territori che sino a poco tempo addietro solevano chiamar “casa”: la regione dell'Eriador, un tempo divisa in tre sotto-regni, i Principati di Arthedain, Cardolan e Rhudaur, più la Contea.

«...L'ombra di Mordor si estende. Saruman osa adoperare il palantìr di Orthanc, ma viene irretito da Sauron che possiede la pietra d'Ithil. Egli tradisce definitivamente il Consiglio. Le sue spie riferiscono che la Contea è rigorosamente custodita dai Raminghi […]»

Il tempo scorse, come nero inchiostro rovesciato su una pergamena, obliando ogni memoria. Ma i Dùnedain del Nord, trascinati nell'ombra, non demorsero. Continuarono imperterriti nella loro attività di garanti dell'ordine e della pace di quelle terre cui i loro padri, ai tempi dell'ancor glorioso Arnor, avevano giurato fedeltà. Sotto quelle vesti lise e sdrucite ardeva, inestinguibile, nel cuore di ogni ramingo, fonte di una forza altrettanto inestinguibile, una luce, la luce delle Sette Stelle, la luce della Stella di Elendil. Prestarono dunque fede alla loro promessa, fino al momento in cui, a seguito dell'ultima grande guerra e alla caduta di Sauron l'Oscuro Signore e delle forze del male - anno 3019 della T.E. - Aragorn Telcontar, la Gemma Elfica, l'ultimo della linea dei Capitani dei Dùnedain, i discedenti di Valandil, e come tale legittimo erede la trono, fu incoronato Re dei Regni di Arnor e di Gondor.

«[…] Ma la mia casa è nel Nord. Qui son sempre vissuti gli Eredi di Valandil, una lunga linea ininterrotta per molte generazioni, di padre in figlio. I nostri giorni si sono fatti scuri, e siamo diminuiti; la Spada è sempre passata a un nuovo custode. E ti dirò un'altra cosa, Boromir, prima di concludere: siamo uomini solitari, Raminghi delle zone selvagge, cacciatori..., ma ostinati cacciatori dei servi del Nemico, che si trovano in molti luoghi, non soltanto a Mordor.»

Vennero i giorni felici. Alcuni tra i Raminghi s'insediarono a Gondor di buon grado. Tutti infatti avevano seguito il loro Capitano, Aragorn, nell'ultima grande battaglia contro le forze dell'Oscuro.

«[…] Legolas, e Gimli con la sua ascia, e Halbarad con lo stendardo, ed Elladan ed Elrohir con in fronte una stella, e tutti gli inflessibili Dúnedain, i Raminghi del Nord, alla testa di un grande e valoroso esercito composto di uomini del Lebennin, del Lamedon e dei feudi del Sud.»

Altri decisero di far ritorno al Nord e contribuire alla rinascita del regno di Arnor, regno cui erano legati per sangue e da un forte vincolo affettivo, avendo a lungo combattuto per la tutela e la salvaguardia di tali terre. Ci fu chi si ritirò a vita privata, chi, volendo rimanere accanto al proprio Sire, trovò un posto all'interno dell'Amministrazione del nuovo Reame Unito. Il dolore e la tristezza dei tempi più mesti trascorsero, portati via dal fluire del tempo e dalla speranza che il rinnovato splendore prospettò a tutti popoli liberi della Terra di Mezzo. Pace e prosperità. In breve la storia che fu divenne leggenda, pagine ingiallite e dimenticate, vicedne rispolverate in racconti per bambini. E quando ormai il tempo sembrava aver lenito ogni ferita, ecco che nell'ombra qualcosa si mosse. Sussurri nell'oscurità e la voce che ad Est qualcuno, o qualcosa, stava richiamando a sé tutto ciò che di male e di corrotto era perdurato. Fu con il rinnovarsi delle forze del Nuovo Signore della Terra Nera e la graduale decadenza del Reame Unito che gli ultimi Dùnedain superstiti, dispersi e obliati, decisero di riunirsi intorno al più eminente tra loro e di ricostituire, memori delle gesta dei loro predecessori, l'antico ordine dei Raminghi. Fratelli di sangue e di principi, votati alla tutela della Neutralità e della Pace di quelle terre al tempo difese col e macchiate dal sangue dei propri antenati, si imposero contro ogni sopruso in qualità di garanti dell'ordine e di quello stato di serenità finalmente raggiunto, a lungo agognato e pagato un prezzo troppo caro in termini di guerre e di vite spezzate perché adesso potesse nuovamente sfumare. La Terra di Mezzo vide dunque nascere, per la seconda volta nell'arco di un millennio, la confraternita dei Raminghi, in una rinnovata aurora, laddove la Grigia Compagnia aveva terminato il suo corso, al tramonto dell'Era Terza. Dùnedain, gli Uomini per eccelenza, ma con qualche eccezione: in luogo del legame di sangue che precedentemente avevo sancito la fratellanza tra i membri di questo gruppo si istituì un vincolo ancora più forte e duraturo che legò ai Nùmenoreani uomini di altra discendenza e, in alcuni casi, anche esponenti di razza diversa da quella umana.



Paragrafo 2: Definizione E Sedi

I. I Raminghi del Nord sono un Gilda di tipo guerriero avente allineamento Neutrale tendente al Buono. II. Punti di ritrovo per i Raminghi sono: - Brea, quale crocevia tra il Verdecammino e la Grande Via Est - Tharbad, quale crocevia fluviale sull’Inondagrigio e terrestre sul Verdecammino - Amon Sûl, punto strategico sulla Grande Via Est e sulle Colline Vento - Henneth Annûn, la Finestra sul Tramonto, quale rifugio segreto nell’Ithilien Settentrionale III. Luoghi cari per tradizione e particolarmente frequentati sono: - Arnor, regno perduto degli antenati Dùnedain - La Contea, a lungo e tuttora difesa dai Raminghi - Gondor, il regno degli uomnini e del primo tra i Dùnedain, il Sire, l'erede di Elendil e degli antenati dei Raminghi



Paragrafo 3: Scopi

I. Scopo principe e tradizionale dei Raminghi è costituito dalla difesa e dal pattugliamento dei territori del Nord-Ovest, compresi tra le Montagne Nebbiose e i Monti Azzurri. II. Ulteriore scopo è quello di supporto alle regioni maggiormente vessate dall’Ombra: l’Ithilien ed il Rhovanion, sovente brulicanti di servi dell’Oscuro. III. Scopo individuale di ogni Ramingo è quello di vivere libero e in armonia con la natura, perfezionando le proprie arti.



Paragrafo 4: Requisiti Di Ammissione

I. Non possedere la cittadinanza di Mordor o delle sue Provincie; qualsiasi altro status, compreso quello di Viandante, sarà accettato. II. Appartenenza alla razza mezzelfica o umana (stirpe Dùnadan); il capogilda si riserva inoltre di accettare in via di eccezione e a sua discrezione anche membri della razza elfica. Saranno inoltre valutate dal capogilda e dai suoi vice richieste d'ammisione da parte di umani o mezzelfi di stirpe non Dùnadan. III. Non appartenenza alla stirpe degli Esterling, Haradrim o Dunlandiani, in quanto nemici tradizionali della Gilda (se ritenute valide e coerenti on-game, saranno prese in considerazione richieste di ammissione anche da parte di membri delle suddette stirpi). IV. Conoscenza approfondita del presente Statuto. V. Sesso indiscriminatamente maschile o femminile.

Off. Imprescindibili e ulteriori requisiti sono: - Profilo curato e conforme all’ambientazione tolkieniana. - Buona capacità di gioco, in accordo con coerenza e buon senso. - Allineamento Buono o Neutrale - Conoscenza e rispetto delle regole de “La Quarta Era”.



Paragrafo 5: Accesso, Promozioni Ed Espulsioni

Off. L’ammissione in Gilda avviene in seguito a Missiva On-game inviata al capogilda o a un suo vice, esplicante le ragioni di tale scelta. Allo stesso modo, dovrà avvenire la richiesta di lasciare la Gilda. I. Le promozioni rigorosamente non sono a richiesta e avvengono secondo il duplice criterio dell’anzianità e della meritocrazia. II. L’espulsione può essere deliberata dal capogilda per una delle seguenti cause: - Violazione di norme dello Statuto ritenute fondamentali - Perdita di uno dei requisiti per la permanenza nei Raminghi - Tradimento nei confronti dei propri compagni o della causa dei Raminghi - Assenza per oltre dieci giorni in mancanza di preavviso motivato



Paragrafo 6: Stile E Comportamento

La via del Ramingo è la via dell'azione. Teatro e scenario di questo percorso - non solo interiore - è la Natura con la quale, sin dall'inizio, ogni ramingo tesse un forte quanto particolare legame, tacito e misterioso sino a che, col fluire del tempo ed il maturare del singolo, non si manifesterà in tutto il suo nitore, nella consapevolezza cioè di una forza e di un'armonia superiore, di una perfezione che vive e pulsa in ogni parte del cosmo, anche laddove, apparentemente, il calore e l'energia della vita sono assenti. Di qui il grande amore e rispetto per la Natura e l'impegno - che ogni ramingo si pone - di difenderla sempre, in ogni sua forma e in ogni suo aspetto.

L'aura benefica di questo legame influenza, naturalmente, il comportamento e lo stile di vita di ogni ramingo, quale che sia la condizione in cui questo si trovi, conferendogli una mitezza e una serenità interiori che sono alle basa dei rapporti, generalmente più che buoni, che ei intrattiene con tutti i Popoli Liberi della Terra di Mezzo. Ferrea disciplina, grande autocontrollo sono alcune delle caratteristiche più comuni che contraddistinguono un ramingo, eco e riverbero di una sicurezza di fondo molto forte che deriva dal particolare legame che questi intrattiene, come testé delineato, con la Natura.

Sempre in virtù di questo vincolo, un ramingo, se il caso lo permette, agirà in guisa tale da risultar il minor invadente e distruttivo possibile, in tutti i sensi cui questi termini alludono e, ad ogni modo, sempre in modo coerente a quelli che sono i principi e i caratteri della Gilda. Rispetto, clemenza, discrezione ma anche fermezza e risoluzione, alcuni tra questi. L'offesa ingiustificata e la violenza gratuita non rientrano nel vocabolario di questa Gilda, alcune massime della quale recitano: “ L'arte della Difesa è superiore all'arte dell'attacco”, e “Il miglior attacco nasce sempre da una buona difesa”, e ancora “Sappi che l'ingegno vince ogni forza: se un uomo grande ti sembra troppo forte per te adopera l'ingegno, che ti da vantaggio”.

L'alone di fascino e di mistero che che emana da ogni ramingo altro non è che un effetto, uno dei tanti, complice la soggezione che tale figura genera su terzi anche solo per via del vestiario e dell'equipaggiamento, della sicurezza e della fermezza che contraddistinguono questi guerrieri- ranger. Visi duri e cupi, occhi vividi e intensi, appena visibili all'ombra di ampie cappe, specchio di mille battaglia e avventure. Manti scuri e sinistri e, al fianco, lunghe spade dalle lame gelide e taglienti. A volte lo sguardo dei più attenti cade su grossi coltelli da caccia dissimulati dalle le pieghe dei mantelli mentre a tutti è possibile scorgere robusti archi, e frecce, far capolino da tergo, sopra la testa del ramingo. Questo, a grandi linee, è anche l'equipaggiamento standard, che può variare da gildato a gildato ma ma che tendenzialmente è sinonimo di : massima semplicità e allo stesso tempo massima efficienza, leggerezza e soprattutto libertà di movimento. Non si pensi però che un Ramingo sia un inetto nelle grandi battaglie! All'occorrenza lucide piastre e maglie brillanti li accompagnano nello scender in campo a viso aperto contro i nemici di sempre.

Non vi è un rigido codice comportamentale da rispettare. Di conseguenza saluti militareschi e formalismi vari cedono il posto ad espressioni che si conformano alla cultura e alle usanze di ogni singolo membro. Sovente vengono utilizzate forme - quali “Mae Govannen” (“ben trovato”) o “ Suilad” (“salute”) - nella lingua Sindarin, segno del buon rapporto che tuttora lega i Raminghi, discendenti della stirpe degli Edain - gli unici che parlavano l'idioma elfico - con gli Immortali.

Infine, un breve cenno ad un'usanza abbastanza comune tra i Raminghi, una tradizione per alcuni: l'erba pipa.

«Il vecchio Tobia non volle mai svelare, nemmeno in punto di morte, dove scoprì quella pianta. Sapeva tutto sulle erbe, ma non era un gran viaggiatore. Pare che da giovane si recasse spesso a Brea, e certo non si allontanò mai più di tanto dalla Contea. E' dunque possibile che sentisse parlare della pianta a Brea dove, ora perlomeno, cresce molto bene sulle falde delle colline. Gli Hobbit di quella regione pretendono infatti di essere stati i primi a fumare; […] e su questo punto credo che abbiano probabilmente ragione. Fu certo da Brea che l'arte di fumare l'autentica erba-pipa si è diffusa recentemente fra i Nani, i Raminghi, gli Stregoni, i viaggiatori che attraversavano quella regione e fra altre genti ancora. Il centro e nucleo di sviluppo di quest'arte fu così l'antica osteria di Brea "Il Puledro Impennato", di proprietà della famiglia Cactacei da tempo immemorabile»

Così Meriadoc Brandibuck, nella sua opera intitolata “L’Erborista della Contea”.



Paragrafo 7: Organizzazione Della Gilda

I. Non esiste una vera e propria gerarchia militare che postuli una struttura rigida e forzata all'interno della Gilda. La suddivisione in cariche è funzionale all'esperienza e all'abilità acquisite e rispecchia quello che generalmente, a grandi linee, può considerarsi il “cursus” di ogni Ramingo. La linea di partenza è la medesima per tutti; solo alcuni tuttavia avranno la possibilità, o meglio la capacità, di scalare e raggiungere la vetta di questo percorso sempre in salita. Proporzionali all'esperienza e all'abilità sono il rispetto e soprattutto l'autonomia, delle quali ad ogni modo gode, chi in misura maggiore chi minore, ogni membro. Infatti, nei limiti del buon senso, ciascun ramingo è libero di agire come meglio crede, non dovendo sottostare a decreti o ordini perentori. Questi giungono, caso mai, nella forma di dritte o di caldi consigli. Solo il Primo, o chi per egli, ha l'autorità di disporre eventuali sentenze riguardo il da farsi.

II. Cariche:

Primo Ramingo: Il Primo Ramingo - o Capitano dei Dùnedain - incarna l'ideale del Ramingo perfetto. E' il fulcro intorno a cui ruota l'intera Gilda, in qualità di nobile discendente degli antichi Capitani Dùnedain del Perduto Reame di Arnor. Primus inter pares, è detentore di un potere ancora più grande di quello che deriva da una mera gerarchia, in quanto fondato sul rispetto e lo spirito di fratellanza che accomuna tutti i membri della Gilda. E, proprio in virtù di ciò, a lui è lasciata l'ultima parola sulle questioni più gravi. Ha ottimi rapporti con quasi tutte le razze (dei popoli Liberi) e la sua opinione è tenuta in alta considerazione da Re e Governanti.

Libero Ramingo: Il Libero Ramingo è colui che, ritiratosi dal ruolo di Capogilda o di Capitano, non ha voluto invece abbandonare gli obiettivi e gli ideali per i quali sino ad allora aveva combattuto. Rimane pur sempre uno tra i migliori raminghi, e per esperienza e per abilità. Agisce spesso in solitario, in maniera autonoma e indipendente, ma sempre collaborando con l'intero organo di Gilda, sul campo mettendo a disposizione la propria spada e il proprio arco, come nelle decisioni più delicate, dispendiando preziosi consigli in qualità di grande saggio e veterano.

Capitano dei Raminghi: Coloro fra i Raminghi Custodi che dimostrano particolare carisma e grandi doti di comando e che accettano di farsi carico di enormi responsabilità, vengono selezionati dal Primo Ramingo per adempiere al fondamentale quanto prestigioso incarico di Capitano dei Raminghi. Sono coloro che nelle grandi operazioni coordinano un Gruppo di Raminghi. Godono della piena fiducia dei propri compagni e “sottoposti”.

Ramingo Custode di Ennor: I Raminghi Custodi costituiscono l'élite della Gilda. Impareggiabili guerrieri, hanno appreso alla perfezione tutto ciò che un ramingo può apprendere. Sanno muoversi celeri e silenziosi, come un fruscio di vento nell'erba. Non sono in grado di scomparire ma, se lo vogliono, possono evitare di essere visti. I loro occhi e le loro orecchie, sempre vigili, vedono e sentono tutto. Nulla sfugge ai loro finissimi sensi e il fatto che vengano colti alla sprovvista è un caso più unico che raro. Hanno padronanza assoluta delle proprie emozioni sicché scelgono sempre con il raziocinio, mai con l'istinto, anche se, ad un tale livello, i due parametri più o meno coincidono.

Ramingo Maestro di Via: E' il Ramingo giunto al termine della Via, quel percorso interiore che sancisce, in maniera definitiva, la completa autonomia cui tende ogni Ramingo e in forza della quale costui può considerarsi a tutti gli effetti un essere libero. Libero perché in grado di non dipendere, in qualsiasi situazione venga a trovarsi, da nessuno altro che non sia egli stesso. E' colui inoltre che può esser d'aiuto anche agli altri compagni più inesperti nelle situazioni difficili guidandoli quando la Via sembra perduta.

Ramingo Arcoforte: Vi è però un momento in cui il Ramingo entra a contatto con la cruda realtà della Guerra la quale sancisce con le sue atrocità il battesimo del fuoco alla battaglia. Ed è da questa esperienza che l'uomo, il cacciatore, il Ramingo impara a temprarsi anche in condizioni disperate. Questi individui possiedono l'esperienza e il controllo necessari alle battaglie più dure che non paventano di affrontare per il giusto ideale. Questo ciò che contraddistingue un Ramingo Arcoforte.

Ramingo delle Terre Selvagge: Il Ramingo delle Terre Selvagge è colui che, carico dell'esperienza acquisita, ha ulteriormente affinato l'arte del combattimento e della sopravvivenza in condizioni anche estremamente svantaggiose. Grande conoscitore di erbe, ha viaggiato per ed esplorato in quasi tutta la sua ampiezza la Terra di Mezzo. Cacciatore senza pari, scaltro e astuto, maestro nella costruzione di trappole e nell'elaborare strategie, costituisce un punto di riferimento all'interno della Gilda.

Ramingo: I Raminghi sono il nerbo della Gilda. Padroneggiano l'arte della spada, dell'arco e della mimesi e hanno raggiunto un buon equilibrio interiore. Si trovano perfettamente a proprio agio immersi nella Natura più selvaggia ove sono ormai in grado di sopravvivere quali che siano le condizioni atmosferiche, sapendo come utilizzare ogni risorsa che l'ambiente, generosamente, mette loro a disposizione (erbe, ripari, selvaggina,...).Vantano una ferrea disciplina.

Aspirante Ramingo: L'Aspirante ramingo è colui che, avendo dimostrato una buona tempra e avendo superato con successo le prime impervi difficoltà, è stato giudicato maturo per divenire a tutti gli effetti parte integrante della Gilda. Non che il sentiero si appiani, anzi... ma, raggiunto questo livello, potrà far tesoro dei preziosissimi consigli dei suoi Compagni più esperti. Iniziano il vero e proprio addestramento e le prime missioni in gruppo, motivo per cui da adesso in poi dovrà rispondere davanti a tutti delle proprie azioni e dei propri errori.

Errante: L'Errante è colui che ha ponderato e ha deciso infine di intraprendere la via del Ramingo. Gli si apre una strada tortuosa, sempre in salita, in alcuni tratti frustrante e scoraggiante. Nulla gli sarà dovuto, rispetto a parte; se otterrà qualcosa è perché se lo sarà guadagnato con il proprio sudore. Dovrà riuscire a cavarsela, sballottato qua e là per le terre di Ennor, al seguito dei suoi Compagni più esperti tra mille insidie e perigli. Una vera prova di forza e tenacia, mirata a temprare nel corpo e soprattutto nello spirito, un metro prezioso quanto infallibile per stabilire l'idoneità del neogildato a quello che è lo stile di vita del Ramingo.

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