Setta dei Latori di Melkor

Da La Quarta Era Wiki.


Indice

AMBIENTAZIONE

.:: Cenni Su Melkor ::.

Melkor, il più possente tra gli Ainur. Invidia e insofferenza eran a capo dei moti del suo animo fin prima della creazione di Arda. Desiderio il suo, di prevalere e arrecar rovina. Violenta e inesorabile l’indole così concepita si manifesta durante la Musica dei Pari Suoi dalla quale Arda stava nascendo: nel tentativo di far ad essa sopruso egli introduce una dissonanza nei temi recando così dichiarata sfida ad Eru. È poi il primo a calpestare la nuova terra spargendo corruzione dalla prima orma lasciatavi, impugnando lesto arma per lottare contro i suoi simili discesi a contrastarlo. Corrotto egli stesso, decaduto in potenza e gloria e in evidente inferiorità numerica è strategia attenta a guidarlo per tutta la prima Era nell’epica battaglia: è quindi di sua mano che strappa dalla luce le creazioni più belle nelle quali s’imbatte: nascono abomini, orchi, balrog, draghi… nulla sfugge alla sua natura che dalla luce attinge la sua blasfema schiera. Passano gli anni, le battaglie, cadono figli della luce, alberi e creature dell’ombra. Cade quindi anche Melkor. È contrappasso a legare gli eventi col filo rosso dell’inevitabilità, poiché dalla rovina portata da lui stesso in Arda è quest’ultima ad attingere a risorse inattese fino a riuscire nella cacciata del suo aguzzino, e, alla sua reclusione nel vuoto.

.:: Il Culto Sopravvissuto ::.

In Arda oramai libera nasce e si sparge la diceria di un giorno chiamato “Mòr Romen” a fare da teatro ad un ritorno di Melkor per quei luoghi. Persino una prigione priva di sbarre pareti e dimensioni non era capace di dissipare il ricordo e la corruzione perpetuata per ere intere, e forse non era in grado nemmeno di trattenere il suo ospite. Nasce così il culto misterico per il decaduto Ainur, apparentemente più difficile da sradicare di quanto fu lo stesso dalla sua roccaforte. E imperituro, sopravvivendo a Sauron e alla sua epopea giunge fino alla quarta era l’adorazione e il ricordo per chi era capace di portare solo nefasti eventi. Il culto di Melkor si spande così dai luoghi impervi degli aridi deserti a quelli delle cime più aspre, passando per piane e città; a volte solo sussurrato, altre quasi nascosto da un pudore improprio e trasmesso sibillinamente tra i praticanti senza farne aperta voce. Altre volte è invece fonte di potere e rispetto usato addirittura come ostentazione dei propri credi. Eppure ognuna di queste dissimili forme mantiene un elemento di continuità: la curiosità morbosa che ha spinto uomini, orchi e quantaltro a spingersi verso il Vala decaduto: è infatti un fascino inarrestabile quello che i tentacoli neri muovono verso chi, caduco per natura, è inevitabilmente portato al servilismo.

.:: L’avvento Dei Latori ::.

È un gruppo di proseliti esiguo quello che si raduna in un luogo sperduto delle terre nere per portare ossequio al proprio signore su di un altare lui dedicato e sotto un manto di stelle in nefasta congiunzione. Guidati dalle congiunture astrali e da un cosciente studio dei simboli di cui Arda è piena individui trai più disparati condividono il medesimo istante e loco accomunati dalla blasfema soggiogazione al volere di Melkor. Dall’auscultazione della sua volontà perpetuata quella notte inizia a muovere i suoi passi quello che si struttura come la radice originaria di una setta misterica. Costoro iniziano sin d’allora a spargere la loro orma per i luoghi delle terre libere, e attraverso loro è la parola di Melkor a venir portata in ogni dove. Tra tutti gli adoratori, i servi e i sacerdoti costoro si distinguono per annunziare la rivelazione nella sua forma più completa, e per imporla attraverso la mano cruenta alle schiere degli eretici ancora fedeli ad Eru. Silenti in principio i moti di coloro che volevan convertire al nero culto i candidi popoli d’Arda corrompendone le anime. Quasi alle stregua di una setta segreta, a stento sussurrata, una leggenda, un segreto, un nome portatore di morte e dolore. E negli anni andò avanti questo basso mormorare di crudele e sanguinari servitori del Vala Decaduto, nei quali il numero di questi adepti andava crescendo, sempre più. Sinchè le file non divennero grandi ed i membri molti, e fu allora che la questo gruppo si rese noto, tramite un nefasto viaggiare seminando distruzione in tutte le Libere Terre, proclamando il loro signore come unico e indiscutibile Vala, Melkor. Andarono urlando ai venti il loro nome ed il loro credo, la voce si passo di gente in gente, da un spargimento di sangue all’altro e fu cosi ch’essi d’allora furon conosciuti come i Latori di Melkor.



DEFINIZIONI

- 1 - La setta dei latori di Melkor rientra nella categoria di gilda mistica de “La Quarta Era”, ne è soggetta ai regolamenti e ne risponde all’ambientazione. - 2 - La setta dei latori di Melkor è una Gilda di allineamento Negativo - 3 - Il culto di Melkor mette le sue radici nelle terre del “Nero Impero”, sia strettamente a Mordor sia nei territori ad essa assoggettati. I latori si collocano quindi in questi luoghi, in rispetto all’ambientazione di regno esistente. - 3 - A seguire di quanto già detto la sede naturale dei Latori è la cittadella nera di Minas Morgul a Mordor; il Tempio di Melkor presso la montagna di fuoco è invece luogo di rituali e riunioni che richiedono una comunicazione diretta con la divinità. Rimane altresì usato per pratiche minori il più piccolo tempio ad Osgiliath che può servire perfettamente agli stessi scopi nonostante le sue dimensioni ridotte. In realtà, essendo il culto del Vala decaduto radicato ad ogni livello del tessuto sociale dell’Impero si può dire che a far da sede alla setta sia ogni luogo dove un latore, fanatico o cultista che sia, abbia mai messo piede, viva, o intraprenda i suoi sporchi affari. - 4 - Secondo regole di “Quarta Era” attualmente in vigore e della natura mistica della gilda i membri della stessa sono in grado di servirsi dei talenti delle sfere generale e mistica, cosi come queste sono definite. - 5 - Alla stregua dei talenti i membri della gilda hanno accesso alle magie facenti parti 3 sfere, più una sfera personale che verrà introdotta successivamente previa attivazione del suddetto punto. Nel particolare le sfere ora in esame sono: Melkor, il decaduto; Thuringwethil, il vampiro; Ungoliant, la tessitrice dell'oscurità. - 6 - Son altresì apprendibili dai membri di questa gilda capacità, intese come talenti e magie, particolari e uniche rientranti nei regolamenti come sfera magie personali e sfera talenti personali.



ARTICOLI GENERALI

Dov’è il fulmine che vi lambisca con la sua lingua! Dov’è la demenza che dovrebbe esservi inoculata? Ecco, io vi insegno il latore: egli è quel fulmine e quella demenza! - arringa di un predicatore di morte -

- 1 - Latore altro non è che un messo, colui che annunzia il messaggio e con esso la parola del suo signore. Latori di Melkor altro non sono che una setta, sviluppata attorno al profeta, che si fa portavoce della nuova ascesa di Melkor in Arda. Mor Ròmen è l’anelito, l’evento a cui si consacra ogni latore, annunciando e costruendo la via per “avvento nero”. E infine vi è Arda, l’immenso calderone in cui erigere la nuova era a venire e il Mor Ròmen. A far da fondamenta inconsapevole di tale colossal opera sono i fedeli. Giacciono inermi nel perdurare della sola esistenza, abbagliati si, ma ancora incapaci d’abbandonar lo stato d’infermi al quale soggiacciono per divenire attivi proseliti. A risalir la piramide delle gerarchie e i piani dell’immensa opera si trovano i seguaci, tutt’altro che inermi e pudici di fronte all’eresia che rappresentano i popoli liberi. Per il seguace passa l’inevitabilità di tutte le cose: egli è punto d’incontro e dualità: segue, ed è seguito. Egli rappresenta il milite pronto ad attivarsi appena i suoi servigi saranno richiesti, ma ancora incapace di comprendere e dedicarsi appieno all’opera nella sua complessità. Da un lato è riverito e bramato da chi gli è sotto, dall’altro serve, apprende e brama chi lo sovrasta. E chi lo sovrasta dalla cima della piramide prende il nome di fanatico: colui che è pienamente cosciente del Mor Ròmen ed è iniziato a tutti i segreti, ossia gli Aandaru. Non un comune mortale, ma chi vive esclusivamente per soddisfare l’anelito di contatto con la divinità e di servilismo ad essa. Egli si identifica con la sua bramosia, ed è appunto, un fanatico. - 2 - I latori sono quindi una setta sviluppata in maniera fortemente piramidale attorno ad una figura carismatica in contatto con la divinità. Costui è il profeta del Mor Ròmen, che inizia i suoi discepoli agli Aandaru così da avvicinarli sempre più al Vala. La setta è poi suddivisa in tre macrogruppi, l’uno successivo all’altro ai quali si può accedere solo dopo aver completato il cammino all’interno del gruppo precedente. Ogni passaggio tra un gruppo e un altro è promosso esclusivamente dopo prove e rituali, stabiliti in questo statuto. Tali gruppi rappresentano i tre stadi di avvicinamento al Vala possibili: - fedeli: chi giace trai fedeli è rimasto rapito dal fascino blasfemo di Melkor da poco tempo, o non ne è ancora sufficientemente perso o non è all’altezza o nelle condizioni di unirsi alle sette che lo venerano. Eppure anche un mero fedele nella più remota delle possibilità può essere ascoltato tramite la preghiera e ricevere dalla sua il potere di un Vala. - seguaci: Abbandonato lo stato di semplice fedele ecco che ci si trasforma in accoliti e seguaci della setta, in grado quindi col tempo di apprendere i segreti e le blasfemie più turpi che fanno parte dell’adorazione del Vala. Un seguace entra via via a conoscenza di nuovi riti e possibilità per richiamare verso di se l’attenzione di Melkor così da accoglierne il potere, se sufficientemente disposti a pagare il giusto prezzo che ciò comporta. - fanatici: Fanatico è lo stato più vigoroso di fede e predicazione in Melkor. La volontà e la vita di un fanatico ne sono completamente assoggettate e hanno senso solo nella continua ricerca di un contatto con la divinità. Niente può smuovere oramai le convinzioni in loro radicate e niente può dar freno alla follia sfrenata che li costringe empietà di ogni tipo. - 3 - All’interno di macrogruppi si radica l’uso di nomee e titoli che indicano il loro stato di esaltazione e vicinanza con il Vala in maniera più precisa e consona:

Reietto: è l’appellativo di disonore con il quale viene chiamato chi ha tradito la volontà di Melkor. Non fa parte dei tre macrogruppi poiché è una carica da considerarsi “speciale”: viene assegnata in ogni caso in uscita dalla gilda per almeno una settimana per sancire l’effettivo abbandono della strada intrapresa, e per marchiare coloro che falliscono le prove di iniziazione, rendendosi così vili agli occhi di Melkor. Chi passa per questo appellativo infatti non è degno d’esser considerato nemmeno un fedele agli occhi della divinità, e sarà sicuramente perseguitato dalla setta come la peggior cosa esistente.

Sedotto da Melkor: colui che è rimasto affascinato dal potere del Vala decaduto ma non ha ancora intrapreso alcun cammino serio in tale direzione.

Fedele: non più solo un conoscitore saltuario del fascino di Melkor, ma individuo che vive già la propria vita adorando la divinità negli spazi che riesce a trovare, anche se solo segretamente.

Fedele fervido: nell’intimità della propria vita, lontano da sguardi indiscreti il fedele fervido adora già con trasporto l’effige della propria guida, e alcune delle sue azioni sono già dettate da questo legame trascendente.

Fedele esaltato: oramai la foga ha preso il sopravvento e quasi tutte le azioni che un fedele esaltato compie sono legate alla venerazione di Melkor. Egli tramite la preghiera è gia convinto di poter richiamare le sue attenzioni e di poter ricoprire un ruolo nella sua venuta.

Seguace di Melkor: Il fedele abbandona la sua condizione e si avvicina agli adoratori della divinità, diventandone un seguace. Come tale ha gli obblighi di venerare e preparare le icone che egli stesso ora s’appresta ad usare, in attesa d’esser iniziato ai primi segreti della setta. Egli soggiace però a tutte le limitazioni di un semplice fedele.

Seguace iniziato: è colui che è già rinato sotto Melkor, ridato alla vera vita grazie al rituale che ne sancisce il passaggio dallo stato di fedele a quello di cultista. Già perfettamente in grado di comprendere i segreti della setta, segue e assiste i fanatici nella loro opera.

Seguace Fervido: chi tra gli iniziati mostra impegno, dedizione e sacrificio passa in tempo breve allo al grado che più gli si addice e contraddistingue le sue fervide convinzioni. Nella sostanza non c’è molta differenza che con un seguace iniziato.

Seguace esaltato: non si ferma, insiste, continua, e oramai ogni suo pensiero da quando apre gli occhi è votato a cercare disperatamente nuovi modi per servire e preparare la venuta di Melkor. Ogni tendine è già teso allo spasimo mettendo costui alla soglia del fanatismo, senza pur ancora varcarla.

Cacciatore di proseliti: Compiuto il passaggio che trasforma a tutti gli effetti il cultista ecco che dalle sue spoglie nasce il perfetto affascinatore e il manipolatore delle menti. Egli trova libero sfogo alla frenesia che lo spinge e lo esalta tentando di muovere all’interno dell’opera della setta nuovi adepti. Una volta scovati, attirati con i poteri del discernimento e quelli che Melkor concede lui sarà egli stesso ad addestrare i neofiti al culto, trasmettendo le conoscenze che ha acquisito nel suo cammino.

Falce di Melkor: Muta la vicinanza e l’auscultazione del volere divino, mutano i titoli e gli incarichi. Quando l’opera di Melkor ha avuto già compimento nelle azioni del fanatico questi ha il diritto d’arrogarsi il titolo di falce del Vala, capace tramite se stesso e l’irruenza che lo contraddistingue di abbattersi su qualunque cosa si opponga al prossimo avvento nero. Costui è quindi svincolato dai compiti di addestramento.

Predicatore di morte: è l’emblema stesso della follia contro il raziocinio. Egli predica morte, nel senso che ogni sua azione, ogni sua parola sono finalizzate all’arrecare in Arda squilibrio e disarmonia. A lui fanno riferimento tutti coloro che han compiti di addestramento nei confronti dei loro proseliti, e lui stesso ne è il primo e indiscusso artefice potendo avere dalla sue schiere intere. (admin morti)

Custode del tempio: oramai quasi completato il percorso interno alla setta chi si appella con questo nome ne è uno dei massimi conoscitori dei segreti, delle amenità. Il suo ardire per le terre libere è stato tanto forte che la considerazione in lui da parte degli altri membri è cresciuta fino ad affidargli la cura del tempio. (admin morti)

Furia trai fanatici: è un fanatico che, non dovendosi occupare di amministrazioni varie ha il mero compito di fruttare le proprie ormai quasi perfette conoscenze sui segreti e i rituali inerenti alla setta e a Melkor per sfogare le sue pulsioni, scosse, nei modi più consoni ritenga necessario. La sua opera è caratterizzata da una particolare predilezione per l’infliggere, senza regola ne ritegno, dolore e squilibrio in Arda. Cosa che non esita a dimostrare ogniqualvolta si trovi di fronte un ostacolo verso il prossimo avvento nero. (admin morti)

Vaticinio del decaduto: Nominato esclusivamente dal capogilda dopo un rituale dove questi vive un esperienza mistica di vicinanza con la divinità che gli indica apertamente la presenza di un individuo meritevole, capace di affiancare il profeta nella sua opera. Chi giunge a tal livello, per altro anche non assegnabile ad alcuno, gode di quasi tutti i privilegi del profeta stesso e si può credere che sia più vicino a Melkor di quanto questo possa essere. (admin morti)

Profeta dell’avvento nero: Detto anche Voce di Melkor, è colui che guida la setta, che regola le schiere di fanatici e ne stabilisce l’opera. Decide il susseguirsi delle Cerimonie e dei Riti, come è l’unico Depositario dei Aandaru, dei “Misteri”, ovvero quei Riti che saranno celebrati nel momento del Ritorno di Melkor, come profetizzato. Carica vincolata alle decisioni dell’adunanza nera e del governo Mordoriano che regolano in tale modo la gestione della gilda. (Admin. morti)

- 4 - Le prove d’iniziazione indispensabili in taluni passaggi che la via dell’adepto deve superare sono tramandate per via scritta all’interno della biblioteca sita a Minas Morgul. Luogo però di tali eventi è il Tempio di Melkor dove l’intera cerchia dei fanatici si riunisce per sancire il passaggio del nuovo adepto.



ARTICOLI DI GIOCO

Vengono coloro che sono gocce grevi, cadenti una a una dall’oscura nube incombente sugli uomini: preannunciano il fulmine e come messaggeri periscono. Ecco, io sono un messaggero del fulmine e una goccia greve cadente dalla nube: ma il fulmine si chiama Melkor! - di un cacciatore di proseliti ai pargoli -

- 1 - È un fascino talmente potente quello che sospinge a Melkor che basta un solo istante per ritrovarsi suo schiavo. In tutto un impero il culto segreto della sua persona è retto da catene invisibili che il comune populame cinge volontariamente ai polsi e alle caviglie serbandosi all’antico potere. È tramite la parola sibillina che il culto nascosto si propaga senza lasciar evidente traccia in ogni dove del nero impero e persino al di fuori di esso, in luoghi limitrofi o lontani dove è ancora più celato e misterioso. Eppur avvicinarvisi è cosa talmente facile che nessuno direbbe mai. A portar tali misteri per Arda son i latori, creature folli e talmente intrisi dal potere del Vala decaduto che si può dire siano la più cruenta tra le fallaci e mortali incarnazione che il potere dello stesso abbia creato. I latori di Melkor sono spesso identificati con il loro stesso fanatismo da chi ha avuto modo di sentirne anche solo parlare, sono infatti individui le cui pulsioni hanno definitivamente perduto ciò che le conteneva eliminando così ogni parvenza di regola morale che una persona comune avrebbe. Tale fanatismo infatti non può che venir confuso per pazzia agli occhi di chi non abituato ai loro comportamenti se li vedesse parare davanti intenti a celebrare il volere di Melkor in tutta la sua irruenza. Loro primo ideale è eliminare tutto ciò che si oppone alla venuta del loro signore e per questo si adoperano in ogni modo possibile: Son soliti muover morte sotto false spoglie per i luoghi dove l’eresia di Eru ancor è viva, nel tentativo di ammaliare anime ancora lucenti con il potere di Melkor; Vagano poi per i territori dell’impero affinché il volere del loro signore sia sempre portato ad ogni schiavo e ogni invisibil catena sia sempre salda e intatta; Infine li si può incontrare sul campo al seguito delle battaglie che intraprende l’esercito dell’impero, ed è qui che lasciano di se stessi visione cupa e orrenda a chi prova a pararsi loro innanzi: li si può vedere in preda alle urla più turpi nel pieno del loro delirio mentre adorano e invocano il potere; oppure mentre si autoinfliggono ferite di ogni tipo o intenti a imprimere segni arcani su oggetti o su loro stessi, utilizzando il sangue che sgorga dalle loro vene o quello delle vittime cadute. Non sono quindi fini e ricercati maghi capaci di evocare timore e mistero con la sola presenza, sono invece crudi animali che si lasciano guidare dai loro istinti più folli senza ritegno. La loro è una fede cieca, che li fa essere altezzosi e fermamente convinti di portare con loro la verità. E la loro verità prende le sembianze di Melkor. - 2 - L’appartenenza al ramo mistico delle gilde magiche di QE non deve quindi far quindi fraintendere sulla vera natura di questa gilda: i latori non sono sacerdoti, chierici o similari, sono invece dei dissennati la cui volontà è stata completamente soggiogata dal fascino blasfemo di Melkor; e si prodigano affinché tale legame possa essere costantemente rinnovato. Il loro essere in definitiva è quello di fanatici religiosi che tentano di imporre la loro verità su tutta Arda portando la parola del loro signore fino ad imporla e convertire le masse ancora fedeli alla luce ed ad Eru. - 3 - La setta dei latori nasce con l’interpretazione di antiche scritture, simbologie e da antiche leggende che profetizzano un ritorno di Melkor in Arda. Benché il culto e diverse sette fossero già esistenti da tempi immemori la setta dei latori pone le basi della sua nascita solo nella quarta era, secondo la datazione dei popoli liberi, con lo scopo unico di preparare la venuta del loro signore, ritenuta oramai prossima. Il loro è inevitabilmente un continuo studio di congiunzioni astrali e simboli: attraverso l’interpretazione di ciò che il mondo mostra cercano di scandire i ritmi del loro operato per adattarlo al disegno di Melkor ed al Mòr Romen. In maniera duale questo studio è condotto su come utilizzare la simbologia e l’uso di marchi arcani per imbrigliare il potere stesso che il decaduto offre loro così da poterlo sfruttare appieno. Ciò è finalizzato per un unico obiettivo possibile: l’avvento nero. I latori non si prospettano infatti di venerare Melkor come farebbe un comune sacerdote, la loro preghiera non è fine a se stessa. Loro obiettivo non è attendere e pregare, ma preparare Arda per il ritorno di Melkor costruendo letteralmente il cammino di ritorno e la nuova dimora che questi prenderà possesso. Portare il messaggio, il volere e imporre il credo di Melkor per i popoli liberi è quindi lo scopo del latore per accrescere i proseliti del Vala e con questi allargare la base della “piramide” di fedeli. - 4 - I latori non hanno un saluto proprio, e il comune Valar tanathos usato in tutto l'impero viene adottato per sancire in modo ancora più forte la penetrazione nel territorio della setta. Tuttavia tra alcuni adepti più anziani è sibillinamente radicato l'uso del termine penitenziagite, (pentiti e agisci) sussurrato appena se usato come saluto, o urlato con vigore contro le folli resistenze al culto. L'uso di tale termine non è promulgato e richiesto, ma rimane un icona del motore fanatico che muove il latore. - 5 - Nel perseguire questi obiettivi la setta non è solita utilizzare armamenti, del cui addestramento non si occupa praticamente per nulla, facendo affidamento solo sul potere proveniente dalla divinità. Come gilda mistica pura la setta dei latori segue quindi le regole di QE vincolando i propri appartenenti a particolari limitazioni nell’uso di armi e armature. Possono usare solo armature leggere fatte in pelle tessuto o cuoio su tutto il corpo, mentre per ciò che riguarda il cuoio borchiato e la cotta di maglia, questi materiali sono utilizzabili a patto che non superino ciascuno una copertura pari al 20-30% del corpo. In particolare per la cotta di maglia sono ammessi solo camagli, ossia una cotta tale da coprire solamente il capo, le spalle e scendere fino al petto, senza comprendere le braccia o scendere al di sotto dello sterno. Per quanto riguArda il capo sono indossabili gli elmi nei materiali sopra descritti purché rimanga chiara la visuale. Eccezione a quanto detto viene fatta per tutte quelle armature in qualche modo rese prive di peso e ingombro per chi le indossa (es: armature magiche). Gli armamenti utilizzabili, anche se con scarsi risultati, invece sono: armi da taglio corte (non più lunghe di una daga: NO spade), armi da taglio necessariamente lunghe (spade SOLO lunghe) armi flessibili semplici (fruste e affini) e armi da botta semplici (randelli) e altre semplici armi da taglio e punta, (es: asce, mazzafrusti, martelli), rimangono invece escluse tutte le lance e quelle armi che fanno parte del repertorio di un cavaliere. Per ciò che concerne gli scudi sono esclusi quelli a torre, e anche gli altri possono venir usati solo se imbracciati in modo da mantenere le mani libere. - 6 - In realtà nessun latore è davvero abile nell’uso di tali armi visto lo scarsissimo addestramento. Per questo saranno relativamente incapaci e maldestri in situazioni di combattimento corpo a corpo, fatta eccezione per il pugnale, il tirapugni, e in minor misura della frusta, con cui avranno più probabilità di riuscita nelle loro azioni poiché soliti all’uso di tali utensili nei loro riti e torture; tale conoscenza non sarà ovviamente in nessun modo paragonabile a quella di guerrieri addestrati.



ARTICOLI DI AMMISSIONE

- 1 - Gli ingressi sono regolati sia per chiamata diretta sia per regolare richiesta da inoltrare agli amministratori di gilda. Il primo caso verrà gestito direttamente dal capogilda o da chi ne fa le veci, anche su proposta di un membro di livello inferiore; nel secondo è sufficiente una comunicazione off game agli stessi da parte del richiedente in cui si indicano motivazioni, background per somme linee del personaggio interpretato, e passate esperienze di gioco. - 2 - I criteri presi in considerazione per l’ingresso saranno principalmente legati alla quantità di gioco che si è in grado di garantire o che si è sviluppata fino al momento della richiesta. Si avvisa quindi che non saranno quindi presi in considerazioni personaggi poco presenti o estranei alla vita di regno; riguardo alla qualità del gioco e alle capacità di ognuno ci si prospetta di non chiudere le porte a chi, magari all’inizio della sua esperienza nel gioco, non fosse capace di giocare alla perfezione fin dall’inizio facendo rientrare discorsi qualitativi solo successivamente all’ingresso in un discorso inerente alla carriera del personaggio. Non saranno tralasciate invece cattive interpretazioni del personaggio stesso e atteggiamenti scorretti da parte del giocatore, soprattutto se già navigato dell’ambiente “ruolistico”. - 3 - La cittadinanza nel nero impero è alla base dei criteri per essere presi in considerazione per l’ingresso. Deroghe a quanto detto saranno concesse, così come da regolamento di QE, in situazioni particolari di gioco rigorosamente temporanee possibili all’interno del gdr. - 4 - In conformità con l’ambientazione del Nero Impero sono esclusi gli allineamenti che ne precludono la cittadinanza, e, più strettamente, quelli ritenuti caso per caso inadatti al gioco di questa gilda. Una valutazione continua ed anche postuma all’ingresso stesso sarà intrapresa sull’intero background del personaggio in caso di allineamenti tendenti al neutrale o non strettamente malvagi qualora presenti nel regno. Tale condizione è imprescindibile per una gilda quale quella in esame data l’ambientazione proposta. - 5 - Di pari passo con quanto detto nel punto precedente l’ingresso in gilda a razze vietate nel nero impero sarà precluso, salvo casistiche temporanee vincolate dal regolamento delle gilde di QE, come già per altro espresso per argomentazioni duali.



ARTICOLI DI AMMINISTRATIVI

- 1 - Lo statuto del Nero Impero impone direttive precise riguardo l’avanzamento di grado nelle gilde in esso ambientate in relazione all’araldica di regno. Di conseguenza si propone lo schema seguente:

Araldiche di 4° Classe - Profeta dell’avvento nero

Araldiche di 3° Classe - Vaticinio del decaduto

Araldiche di 2° Classe - Furia trai fanatici - Custode del tempio - Predicatore di morte - Falce di Melkor - Cacciatore di proseliti

Araldiche di 1° Classe - Seguace esaltato - Seguace fervido - Seguace iniziato - Seguace di Melkor - Fedele esaltato - Fedele fervido - Fedele - Sedotto da Melkor

Tali vincoli, non dipendenti dalla gestione di questa gilda, sono da ritenersi non derogabili. Ci si augura che non sia quindi questo motivo di discussione per mancate promozioni. - 2 - Vincolati a quanto proposto nel punto precedente ci si prospetta di regolare promozioni e degradi in conformità alle capacità ruolistiche proposte dai giocatori nell’interpretare il proprio personaggio, e su come questi evolverà il suo stato all’interno del gdr. Cattive interpretazioni a qualunque livello, scarsa presenza e interesse saranno punti di nota negativi che limiteranno la carriera dei personaggi interpretati. - 3 - Situazioni di gioco possibili nel gdr che possono crearsi mettendo il proprio personaggio in disaccordo con le leggi dell’impero, o in situazioni scomode di qualunque tipo favoriranno il degrado del proprio personaggio a ribadire on game la completa accettazione delle leggi di regno della gilda stessa, sia per allontanare ogni possibile dubbio di connubio con il folle che abbia provato a mettersi in cattiva luce di fronte alla nera adunanza e a Mordor. - 4 - In egual misura a quanto appena detto ci si comporterà al medesimo modo nei riguardi di personaggi la cui condotta porterà lo stesso in disaccordo con l’ambientazione di gilda proposta. In tali situazioni si procederà con degradi e punizioni, sino ad arrivare anche all’esclusione valutando di volta in volta la casistica più appropriata. - 5 - Alla stregua dei punti 3 e 4 deve valere la possibilità di esclusione nei casi di atti gravi da parte del giocatore, non imputabili al personaggio e quindi legati ad una componente off game, rimanendo la gilda solo come una componente del gioco all’interno del regno e di QE. - 6 - La gestione on game della gilda è lasciata in mano del capogilda e della cerchia dei fanatici, gli unici con diritto di parola durante i riti e le riunioni della setta. Tali riunioni pongono la loro base nella divinazione e nell’auscultazione della parola di Melkor in modo collettivo, il quale indicherà il cammino da seguire a coloro che saranno più in sintonia con il suo volere. È quindi attraverso il contatto con la divinità che la gilda cerca indicazioni su come comportarsi. Rimane superfluo ricordare che la scala gerarchica proposta consente alle cariche più alte di far valere la propria autorità verso le subordinate permettendo la promulgazione di decisioni anche in altra forma da parte del capogilda senza dover render conto alle altre cariche. - 7 - La gestione off game della gilda è affidata al propositore, che può delegare qualsivoglia altro giocatore all’interno della gilda stessa le sue funzioni per meglio favorire il gioco. Tale situazione soggiace alle regole di QE sui vicecapigilda proposte nei manuali appositi. Lo stesso gestore in ogni situazione lo ritenga necessario è in grado di far valere la sua autorità sia off che on game e porre l’ultima parola così da assicurare un proseguimento del gioco di gilda in ogni caso. - 8 - La gilda la setta dei latori nasce all’interno del nero impero come organo facente parte dell’organizzazione dello stesso. La sua ambientazione è tale da lasciar confondere la figura dell’oscuro signore con la parola di Melkor. Nasce quindi l’esigenza di stabilire un legame diretto con le autorità governative del regno di Mordor sia a livello on game che off game per una corretta gestione di regno, la quale si ricorda viene prima di qualunque gilda. Viste tali premesse la setta dei latori di Melkor è completamente subordinata alla parola dell’adunanza nera e ne accetta le decisioni come legge divina. Accetta quindi d’esser vincolata a tale volere nonché di essere strumento servile delle esigenze dell’impero, quali esse siano. A livello off game vale invece il volere del governo Imperiale sulla nomina del capogilda, sulla gestione e sul perdurare stesso della gilda all’interno del regno.

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