Signori di Dominio
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Storia
Della Fine Della Terza Era E Dell’avvento Del Nuovo Male
Era terminata la Terza Era del male v’era solo uno sbiadito ricordo; i regni degli uomini, gli unici rimasti a prosperare dopo la partenza degli ultimi immortali, crebbero in potenza forti della convinzione che dell’ombra che ottenebrava i cuori di tutti non v’era più nulla. Le battaglie del Pelennor, la distruzione dell’Anello, la disfatta di Sauron e del suo impero avevano reso le zone ad Est completamente desolate. Nessuno sapeva, però, che il maleficio non era terminato e che le trame di corruzione non erano state ancora debellate. Ancora corruzione, ancora inganni, e quella storia che portò alla disfatta di un intero popolo si ripeté in altri termini. Venne l’era di un secondo araldo, Morgoth, che dalle viscere del monte Fato fece nascere un nuovo impero. Pace, stabilità e felicità furono gioie assaporate per un attimo, svanendo poi letteralmente come neve al sole quando per la prima volta Gondor, il regno più vicino a Mordor, venne di nuovo attaccato. La prosperità che ebbe il regno a seguito del periodo di pace lo fece crescere al punto di contrastare il nemico senza sopraffarlo e senza farsi sopraffare, creando quel precario equilibrio che fece ricordare la Terza Era.
«Manwe, dall'alto del Taniquetil, osservò la terra di mezzo e posando lo sguardo sulle macerie di Mordor notò del fumo provenire dal sottosuolo. Preoccupato chiamò a se Namo che rivelò un altra profezia: "Un nuovo potere oscuro si è mosso dal vuoto cosmico e la stirpe degli umani verrà distrutta." Il più potente dei Valar chiamò a se i suoi simili presso il cerchio del destino, e solo ulmo non si presentò. Essi parlarono, e presero molte decisioni per cercar di arginare la nuova minacciosa ombra del Male… Molte barche a forma di cigno solcarono il mare e raggiunsero i porti grigi: fu così che, inviati dal volere di Valmar, gli Eldar tornarono in Arda…»
Le Guerre E La Nascita Dei Primi Signori Di Dominio
L’Oscuro Signore riprese pesantemente le ostilità contro le Terre Libere. Egli scatenò la forza dei suoi eserciti contro Gondor così da cercarne la conquista; grande fu il coraggio dei gondoriani e strenua la difesa di Osgiliath riuscendo in un primo momento a ricacciare indietro quelle legioni. In quei giorni la terra era solcata da un guerriero dalle doti eccezionali. Egli fu il primo di quelli che poi, in futuro, sarebbero stati ricordati come i Signori di Dominio. Egli difese incessantemente la città e fu proprio quel coraggio a risvegliare verso di lui l’attenzione di Morgoth stesso il quale, riuscendo ad ucciderlo in uno scontro ne prese il corpo per corromperlo. Egli divenne Nazgul ma per le terre libere l’infausto evento si sarebbe reso noto soltanto inseguito. La guerra proseguiva incessantemente e i Signori di Dominio continuarono a dare il loro contributo nella difesa delle città gondoriane; i Valar, consci di quanto avvenuto, posarono gli occhi su un suo successore. Costui fu il nuovo designato a portare avanti l’ordine, adempiendo al proprio compito in veste di Primo Signore di Dominio. Mentre le forze gondoriane si riorganizzavano negli Argonath per cercare di colpire Mordor su due fronti, l’attacco di un Nazgul straziò le difese e estinse le vite di molti gondoriani. Fu il ritorno di quel Signore di Dominio che, per mano di Morgoth, cedette al male divenendone suo schiavo. Fu contrastato dai suoi discendenti e fu la stretta collaborazione con Gondor e Rohan, sebbene prima insufficiente, a donare la forza agli uomini liberi di non soccombere totalmente alle forze mordoriane. Grande il tributo di sangue, molte le vite strappate, ma infine Mordor venne ricacciata e gli equilibri ristabiliti. Fu questo il periodo in cui ascesero i Signori di Dominio, la cui potenza e capacità furono sì grandi ed eroiche da entrare ben presto nella leggenda.
Il Tramonto E La Rinascita
Un periodo tormentato fu quello che seguì quei giorni, con guerre all’ordine del giorno e territori continuamente ridisegnati sulla mappa della Terra di Mezzo. L’Harad e il Rhun, un tempo liberi, caddero di nuovo nel giogo dell’Oscuro… Se fu volontariamente o meno non fu mai reso noto. Quello che tutti videro furono le armate degli uomini del sud e dell’est scendere di nuovo assieme al fronte mordoriano. Tuttavia, la potenza di Gondor e di Rohan crebbero paripasso riuscendo, dunque, a mantenere costantemente in equilibrio i terreni. Nessuno riusciva mai a superare le cosiddette “terre di nessuno”. I Signori di Dominio che si susseguirono rimasero alla storia, ma giunse anche per essi il momento di lasciar spazio all’avvenire. Gli ultimi di essi, abbandonata la via guerriera, portarono con sé gli ultimi precetti e i segreti della gilda ritirandosi alla vita comune fin quando sparirono dalla bocca delle persone. I membri divennero una leggenda e vennero ricordati nella storia come dei guerrieri benedetti, benché di loro non fosse che rimasto unicamente l’amaro ricordo di quanto compiuto.
Ma se questo avesse fatto pensare ad una fine per quell’ordine dalla durata breve quanto intensa, ciò che avvenne dopo avrebbe fatto ricredere i più. I Valar mai si scordarono di essi e di ciò che riuscirono a compiere e, riunendosi, decisero di farli rivivere. Così come fu per i capostipite, nella Terra di Mezzo tornarono a camminare i primi membri del restaurato ordine. Non più sulla bocca di tutti, come fu per i leggendari predecessori, ma nel silenzio. Essi furono eletti scelti per le loro gesta in modo individuale, senza connessione tra di loro, accomunati unicamente da un potere comune, del Primo tra quei guerrieri sacri, ma non sempre dagli stessi ideali. Tutt’oggi essi continuano ad agire secondo il volere dei propri regnanti e dei propri ideali, al servizio dei popoli liberi, custodendo quel segreto che solo loro conoscono e che li rendono tra i più potenti guerrieri della Terra di Mezzo
Articolo I: Definizione
1.1 I Signori di Dominio sono una gilda slegata da vincoli gerarchici. Ciò significa che i membri che ne fanno parte non sono decisi da nessun’altro che i Valar con la loro benedizione 1.2 La gilda, non riconoscendo gerarchia alcuna, vede tutti i membri di pari livello tra di loro. Dacché la benedizione esalta le abilità di un guerriero in un determinato ambito, questi possono essere sia avere qualsiasi allineamento sempre in armonia con le limitazioni sotto descritte. 1.3 Ogni membro è autonomo e indipendente dagli altri in ogni ambito. Ciascun Signore di Dominio proviene da una formazione che prevede un rapporto diretto coi Valar seppur essi NON siano emissari divini del loro volere. Di conseguenza, la nomina a Signore di Dominio può considerarsi uno status più che un’appartenenza ad un qualcosa. Ne consegue dunque che i membri al suo interno possono anche disconoscersi o, addirittura, scendere in guerra l’uno avversario dell’altro poiché accomunati dallo stesso potere ma non dagli stessi ideali. 1.4 Considerandosi uno status e non un’appartenenza ad un’istituzione, ogni Signore di Dominio mai si rivelerà come tale. Non esistendo l’Ordine dei Signori di Dominio, ogni cavaliere difficilmente userà tale nomina per rivelarsi alla gente. Inoltre ciascun Signore di Dominio prende atto di ciò che è e di cosa sia il suo Dominio solo a benedizione ricevuta; prima d’allora, solo se sarà Scudiero di uno di loro avrà accesso alla presa coscienza di cosa i Signori di Dominio siano. 1.5 La gilda si rispecchia quale ordine di cavalieri benedetti dai Valar e rappresenta un ordine di tipo pseudo mistico. In quanto tale, l’ordine è di natura guerriera e attinge dai Valar incanti di supporto di medio-basso livello 1.6 La gilda, visti i suoi compiti, si pone in modo neutrale agli avvenimenti in Arda. Agiscono in relazione al loro volere per il trionfo dei domini ch’essi coltivano e rappresentano. 1.7 Suddetto ordine non rappresenta il paladino come figura largamente conosciuta; si tratta perlopiù di araldi e di combattenti i quali hanno ricevuto in vita un benedizione per le loro gesta. Per questo motivo l’allineamento della gilda è neutrale, poiché racchiude in sé una cerchia di persone provenienti da tutta Arda accomunate dalla vicinanza ai Valar e alle Valier 1.8 I domini su cui essa si fonda sono: Cavalleria, Onore, Giustizia, Saggezza, Guerra e Natura. 1.9 Ad ogni dominio corrisponde un cavaliere, il quale rappresenta la completezza sia nelle arti belliche che oratorie. 1.10 Ad ogni Cavaliere è concesso uno Scudiero che, superato il periodo d’aspirantato, segue le orme del Maestro al fine di divenire, avanti nel tempo, il suo successore nella nomina a Cavaliere. 1.11 Questa gilda è libera da vincoli gerarchici. Non esiste un ordine dei Signori di Dominio, bensì ogni Cavaliere è tale per concessione e benedizione dei Valar 1.12 Lo stile di vita di ogni Signore di Dominio è dettato dalle proprie esigenze e dalle proprie preferenze. Non tutti potrebbero essere cavalieri o combattenti ma persino esperti arcieri o avventurieri di qualsiasi tipo. L’appartenenza alla gilda, dunque, non vincola l’attività del membro ad uno stile di vita particolare e premeditato.
Articolo II: Requisiti D’Ammissione
2.1 I Requisiti d’Ammissione sono i seguenti:
- Presenza in Era da almeno 6 mesi.
- Prima di poter effettuare la richiesta d’ammissione (offgame) devono passare almeno 10 giorni dalla rimozione dalla precedente.
- Appartenere a qualunque razza, eccezion fatta per Hobbit, Orchi e Uruk-Hai
- Buona conoscenza dei manuali e dello statuto di Gilda.
- Possedere un mestiere che non vada a ledere le regole della Gilda.
- Rispettare le regole del gdr in tutti i suoi aspetti.
- Non appartenere al regno di Mordor o alle sue province
- Restrizione dell’Allineamento così distribuita:
- Cavalleria: Legale Neutrale, Legale Buono - Onore: Legale Buono, Legale Neutrale, Neutrale Buono - Giustizia: Tutti gli allineamenti eccetto il malvagio in ogni sua sfaccettatura - Saggezza: Qualsiasi allineamento - Guerra: Qualsiasi allineamento - Natura: Qualsiasi allineamento
Il capogilda si riserva il diritto di valutare casi eccezionali.
Articolo III: Sede E Scopo
3.1 La gilda non ha una sede effettiva. Non esistendo un ordine ed essendo ogni membri a se stante non si pone la necessità di creare una sede dove riunire tutti i membri. Indicativamente, vista la sua neutralità, Gran Burrone viene vista come sede dove più regna l’equilibrio e la neutralità. Nessun Signore di Dominio ha accesso a Gran Burrone, tantomeno ottiene il diritto di entrarci divenendo parte dell’Ordine, né possiede una sede lì poiché essa rappresenta in modo ideale e astratto ciò che l’ordine segue.
3.2 Lo Scopo Personale di ogni Signore di Dominio è quello di giungere ad uno stato di perfezione tale da accomunarsi il più possibile alla divinità cui s’appella e da cui ha ottenuto la benedizione. Ciò non significa però ch’essi siano seguaci delle divinità (qualunque essa sia) e nemmeno ch’essi ne siano emissari; mai diranno di parlare a nome loro, poiché la loro vocazione non proviene da un cammino di preghiera ma da un cammino di gesta e di azioni che ha permesso loro di esaltare le loro doti. Il dovere di ogni Scudiero, scelto tra la massa dal Signore di quel determinato Dominio, è quello di seguire i precetti del Signore cui s’è votato affinché possa apprenderli e divenirne suo degno successore.
Articolo IV: Saluto E Comportamento
4.1 Non essendo una gilda con membri effettivi, i Signori di Dominio non hanno un saluto specifico di gilda. Ciò ne consegue che sono liberi di salutare come meglio preferiscono.
Articolo V: Cariche
Calimehtar Axan [Carica Singola][Capogilda] - Signore di Cavalleria, Onore, Giustizia, Saggezza, Guerra, Natura [Carica Singola] - Scudiero [Carica Singola] - Aspirante [Carica aperta]
- Calimehtar Axan: È fregiato di questo titolo il più forte tra i Signori di Dominio. Non fa parte della cerchia dei Signori di Dominio ma ne è al di sopra poiché tra tutti è l’unico che è riuscito a sviluppare le proprie capacità senza limitarsi ad un singolo Dominio. Tra tutti è colui che detiene un potere maggiore e le sue capacità sono ben al di sopra degli altri Signori di Dominio; la rarità con cui viene assegnata questa carica, che rasenta l’eccezionalità dell’evento, ha portato a credere che questo titolo fosse una mèra leggenda e che non ne siano mai esistiti realmente. Nemmeno i Signori di Dominio stessi potranno mai affermare o smentire con fermezza l’esistenza di una persona con tale nomina a meno che, nella loro vita, abbiano la possibilità d’imbattervisi e di riconoscerla. [Carica Unica]
- Signore Di Cavalleria: Si dice che il legame tra lui e il suo destriero sia il più forte tra tutti i Signori di Dominio. Cavaliere sia nelle gesta che nello stile di combattimento, egli è una persona che ha affinato così tanto lo stile di combattimento a cavallo da diventare un cavaliere temibile per chiunque. Nobile d’animo, porge la mano per aiutare chi è in difficoltà senza aver remora ad abbattere il nemico che possa ledere chi gli è attorno; abile oratore e grande difensore degli ideali con cui è cresciuto. [Carica Unica]
- Signore Dell’Onore: Anch’egli è un abile oratore, conosciuto e elogiato per il suo eroismo in battaglia. Persona compassionevole e giusta, che onora il nemico e rispetta il caduto; leale con gli alleati e spietato col nemico, egli rappresenta quell’onore che gli impone una caratterizzazione morale derivata dagli insegnamenti avuti in passato, insegnamenti che ora ha appreso e che cerca di difendere e diffondere. Ogni insegnamento morale non è dettato, perciò deriva completamente dalla formazione di colui che riveste tale nomina e può variare a seconda del passato del Signore dell’Onore. [Carica Unica]
- Signore Di Giustizia: Tra tutti i Signori di Dominio, è colui che è conosciuto per essere araldo della giustizia in ogni dove. Trascende la legalità poiché spesso potrebbe capitare di andare contro persino i propri superiori se le loro decisioni urtano con i precetti di Giustizia morale che ha accolto e maturato benché questo non significhi che si tratti d’un traditore. Fedele alle leggi del luogo e ai valori del suo luogo natio, la sua Giustizia sarà sempre mossa da ciò ch’egli ritiene giusto e doveroso nei confronti di chi potrebbe essere leso da una legalità fin troppo rigida. Non teme il confronto diretto con le autorità poiché consapevole che in tutto il suo agire c’è sempre l’interesse per il bene del proprio regno e dei propri alleati. [Carica Unica]
- Signore Di Saggezza: Il saggio è colui che relazione esperienza e ragione. Tra tutti i Signori di Dominio si dice ch’egli sia il più abile nel parlare e nel confortare i cuori poiché ha visto molto e ha con sé un grandioso bagaglio d’esperienze. Anch’egli, come il Signore di Giustizia, ha l’innata capacità di giudizio di tutto ciò che gli è attorno e non dà per scontato nulla. È uno dei Signori di Dominio più illuminati, se non il più illuminato, e le sue parole risplendono del dominio per il quale è stato votato Signore. [Carica Unica]
- Signore Della Guerra: Il titolo, già di per sé eloquente, definisce colui che tra i Signori di Dominio si è distinto per le capacità tattiche, strategiche e combattive. È un maestro d’armi completo e la sua capacità nell’utilizzo rasenta la perfezione. Tutto ciò implica ch’egli, tra tutti i Signori di Dominio, tendenzialmente sia il più portato al combattimento, qualunque sia la sua natura. [Carica Unica]
- Signore Della Natura: Rappresenta l’entità che, tra i Signori di Dominio, più s’è fusa con la Natura quasi divenendo parte della stessa. Spesso si tratta di una figura che ripudia i luoghi chiusi, preferendo di gran lunga quelli che è sovente proteggere. Le sue conoscenze e le sue doti sono completamente a favore della natura in ogni sua sfaccettatura, traendo giovamento da essa e in essa. [Carica Unica]
- Scudiero: Lo scudiero è la figura più a stretto contatto con un Signore di Dominio. Egli viene scelto dalla cerchia degli aspiranti affinché venga iniziato agli insegnamenti e ai precetti che il Signore di quel determinato Dominio coltiva e custodisce. Esiste un solo Scudiero per Signore ed egli è colui il quale, al momento del passaggio di titolo, otterrà l’onore e l’onere di succedere al maestro. Nei confronti del Signore di Dominio si instaura dunque un vero e proprio rapporto di maestro-allievo ed egli sarà l’unico ad avere accesso ai precetti che lo potranno rendere un eletto. [Massimo 6 membri]
- Aspirante: L’aspirante è colui il quale ancora non sa. Egli è tenuto sott’occhio dai Signori di Dominio per constatare la possibilità di poter divenire uno scudiero ed accedere agli insegnamenti degli eletti. Si tratta della cerchia di potenziali seguaci e potenziali futuri scudieri che, se valutati positivamente dal Signore di Dominio che lo vorrà prendere in seno, diventeranno allievi dei membri effettivi.
Articolo VII: Ammissione, Carriera Nella Gilda
7.1 Per quanto riguarda l’ammissione essa dovrà essere richiesta direttamente al master di gilda, ruolo coperto dal Calimehtar Axan. Essa consisterà in un semplice colloquio che si baserà sullo Statuto della Gilda, in seguito anche sulla capacità e la preparazione dell’individuo in campo bellico. Se tale esame viene passato,verrà assegnata la carica di Aspirante, carica provvisoria ancora non parte integrante della Gilda.
7.2 L’aspirantato avrà una durata di MINIMA 30 giorni, finiti i quali si valuteranno i progressi dell’aspirante. Se ritenuto idoneo potrà passare al rango di scudiero e divenire allievo di un Signore di Dominio.