Vanyar
Da La Quarta Era Wiki.
"Si vuole che, proprio mentre Varda terminava le sue fatiche, ed esse furono lunghe, quando per la prima volta Menelmacar salì nel cielo e il fuoco azzurro di Helluin baluginò nelle brume sopra i confini del mondo, in quell'ora appunto si destarono i Figli della Terra, i Primogeniti di Ilùvatar. Presso il lago del Cuiviénen, illuminato appena dalle stelle, il cui nome significa Acqua del Risveglio, si riscossero dal sonno di Ilùvatar; e mentre se ne stavano ancora silenziosi sulla riva, i loro occhi scorsero per prima cosa le stelle del cielo. Per ciò essi hanno sempre amato il lume delle stelle..."
I Vanyar sono una delle tre stirpe di Elfi risvegliatesi in Cuivienen, e parteciparono tutti al grande viaggio verso Valinor. I Vanyar più famosi sono Ingwë, Re Supremo degli Alti Elfi, suo figlio Ingil, Indis, seconda moglie di Fëanor, Elenwë, moglie di Turgon, Aranhil Eledil e Fredlis Perhlocë.
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Tempi Remoti
La stirpe fu iniziata, secondo la leggenda, da Imin, il primo elfo svegliatosi in Cuiviénen, sua moglie Iminyë, e i loro dodici compagni; ma fu invece Ingwë, il primo Vanya che viaggiò con Oromë a Valinor, che divenne il loro Re. Li condusse dunque a Valinor, dove i Vanyar abitarono poi a Tirion oppure a Valmar, la città dei Valar.
Prima Era
Pare che alcuni Vanyar abbiano partecipato all’Esilio dei Noldor nella Terra di Mezzo: tra questi Elenwë moglie di Turgon. I Vanyar parteciparono inoltre alla Guerra d’Ira, quella scatenata dai Valar contro Morgoth sotto richiesta di Eärendil il Viaggiatore. Con i loro splendidi stendardi bianchi scesero vittoriosi fino alle profondità di Angband, per scardinarne le fondamenta e distruggere completamente la fortezza del Male su Arda.
Seconda Era
In seguito all’invasione dei Numenoreani di Aman , nella Seconda Era, alcuni Vanyar furono costretti a cambiare dimora a causa delle rocce che sommersero l’intero esercito di Numenor capeggiato da Ar Pharazon e che cambiarono radicalmente la connotazione di Aman. In seguito, pare che Ingil, figlio di Ingwë, abbia condotto una parte del proprio popolo sull’isola di Tol Eressëa dove già dimoravano molti Noldor e Sindar scampati alla distruzione del Beleriand.
Terza e Quarta Era
Dopo la caduta di Sauron alla fine della Terza Era Tutti gli Eldalië salparono dai porti di Mithlond per dirigersi, chi per la prima volta o chi per farvi ritorno, verso Aman. Qui le varie Stirpi Elfiche si ricongiunsero nella gioia più condivisa e molti dei rancori e dei torti passati furono dimenticati in questa felice circostanza. I Noldor esiliati tornarono a Tirion dove Finarfin, fratello di Fëanor che non lasciò Aman, ancora regnava su chi non volle seguire i propri Fratelli nel tentativo di recuperare i Silmarill nelle Terre Esterne, e le varie stirpi che si erano scisse dai Teleri si ricongiunsero con quest’ultimi ad Alqualondë. Unitamente a questo però un nuovo Male accresceva il suo potere nella Terra di Mezzo e tale evento non era oscuro a Manwë, che tutto vede e può dall’alto di Taniquetil, essendo il diretto intermediario tra Arda ed Eru, in comunione con il suo volere. Nulla volle però dire Súlimo che tanto desiderava che gli Elfi risanassero le lacerazioni interne e li avvisò solo che qualora un’Aquila si fosse presentata alle loro porte subito avrebbero dovuto presentarsi presso l’Alto Picco Bianco. Trascorso così diversi anni di armonia e pace per gli Eldar finché l’Aquila non si presentò alle porte delle varie Stirpi ed i loro Rappresentanti si presentarono presso Manwë. A turno tutti i Valar spiegarono la situazione attuale della Terra di Mezzo, l’accrescersi di un nuovo Male che presto avrebbe minacciato quelle Terre e la necessità della collaborazione di tutte le Razze per fronteggiarlo, ma nessun obbligo fu posto agli Eldalië che liberamente avrebbe potuto continuare a vivere nel Reame Beato immersi nella pace d’Aman. Il messaggio fu portato dai Rappresentanti ai rispettivi Popoli ad e loro fu lasciata libera scelta. Così in molti decisero di affrontare tale missione, la maggioranza dei quali erano i Noldor o i Sindar che già avevano solcato con le loro gambe la Terra di Mezzo e quindi spinti dall’amore per quelle Terre, ma anche molti altri decisero di partire e lasciare per la prima volta Aman sospinti dalla curiosità o dal puro amore verso le altre Creature ed Arda stessa. E fra questi ci furono pure alcuni ristretti gruppi di Vanyar che per la prima volta abbandonarono Valmar, la Città dei Valar, per spingersi in modo definitivo oltre il Grande Mare e Re Ingwë concesse loro il suo benestare e la sua benedizione oltre a quella dei Valar, a quali in massima misura sono cari i Vanyar. Salparono così dal Porto dei Cigni gli Elfi intenzionati a far rotta per la Terra di Mezzo sulle bianche navi costruite con infinita abilità dai carpentieri Teleri e dopo un piacevole viaggio, reso tale dagli Ainur, misero piede sulla Terra di Mezzo. Alcuni si soffermarono sulla costa presso il Mithlond ma i più si inoltrarono nella Terra di Mezzo per andare a ripopolare i Regni Elfici abbandonati, Lothlorién e l’Eryn Lasgalen, mentre Imladris fu lasciato libera in memoria degli accadimenti della Terza Era. I Vanyar seguirono i propri Fratelli, i quali meglio conoscevano le Terre Esterne di Loro, andandosi a stanziare presso i due Regni Elfici con delle ristrette eccezioni. Si fusero così i pochi Vanyar giunti nella Terra di Mezzo alle Popolazioni Elfiche dei Regni senza però mai dimenticare, orgogliosamente, le proprie origini. Si venne pertanto a creare la necessità di mantenere viva la memoria del loro passato e si convenne alla decisione di riunire tutti i Vanyar all’interno di un’unica Famiglia per rendere viva e forte la loro presenza nella Terra di Mezzo. Dopo numerosi e fallimentari tentativi di riunione di tutti gli esponenti della stirpe Vanyar, il Sovrintendente di Eryn Lasgalen Fredlis Perhlocë è riuscito nel tentativo di contattare e unire spiritualmente ogni Vanyar rimasto sulla Terra di Mezzo grazie anche all'aiuto del fu Sommo Chierico Fingon, abitante di Lothlorien.